"Nato a metà degli anni '80 come un'ambiziosa area polisportiva all'aperto, il parco nella zona conosciuta come “Pantanella” è una testimonianza eloquente di come la mancanza di cura e gestione possa vanificare anche i progetti più promettenti. Intitolato a Leonardo Biagini nel 2011, questo spazio verde è diventato, nel corso dei decenni, il simbolo di una battaglia persa contro l'abbandono", racconta Giulio Conticelli.
"L'area, che un tempo vantava campi da tennis, da basket, un campetto da calcetto e una pista da pattinaggio, ha iniziato a cedere all'incuria dopo il 2000. I campi da gioco sono diventati impraticabili, il vandalismo ha distrutto le strutture e l'intera zona è stata invasa da erbacce e vetri rotti. L'assenza di un piano di gestione stabile ha reso il parco una terra di nessuno, con la stampa locale che già all'inizio del millennio denunciava le condizioni disastrose e gli usi impropri del luogo", aggiunge Conticelli.
"Nel corso degli anni, si sono susseguiti diversi tentativi di recupero, spesso fallimentari o incompiuti. Tra il 2012 e il 2013, lavori di "maquillage" per creare nuove aree verdi e aiuole furono avviati, per poi essere interrotti, lasciando il cantiere in uno stato di abbandono. Questo vuoto ha favorito l'uso dell'area per attività non autorizzate come motocross e raduni. Il 31 luglio 2013, il parco è stato riconsegnato ai cittadini dopo un'importante riqualificazione finanziata da Terna s.p.a. come compensazione ambientale. Un rifacimento completo del prato, un nuovo impianto di irrigazione, panchine, cespugli di oleandro e un'illuminazione funzionante sembravano aver finalmente restituito dignità al luogo. Nuovi interventi sono stati effettuati anche nel 2021 e 2022, con la realizzazione di una pista ciclabile. Tuttavia, queste ripartenze non sono mai state sostenute da un piano di gestione a lungo termine. Senza custodi, senza una società di gestione e senza fondi strutturali, il parco è rimasto vulnerabile all'abbandono", dice Conticelli.
"La storia di questo parco ci offre una riflessione profonda sulla responsabilità delle istituzioni. Non basta tagliare nastri e annunciare nuovi progetti; la vera sfida è garantire una manutenzione costante e una gestione strutturata che preservi nel tempo ciò che è stato costruito. Le amministrazioni comunali che si sono succedute, indipendentemente dal loro schieramento, non sono riuscite a farsi carico di questo onere, perpetuando un ciclo di degrado e recupero che non ha mai consolidato l'area come un vero e proprio spazio vitale per la città", conclude Conticelli.
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