"O la politica torna servizio, o smette di essere politica".
"Stiamo vivendo anni bui. La politica, in Italia come nel mondo, ha smarrito la sua missione più alta: essere servizio al bene comune. Troppo spesso si è trasformata in un palcoscenico di interessi personali, giochi di potere e parole vuote che non si traducono in azioni concrete. La gente è stanca. Stanca di promesse mai mantenute, di governi che rincorrono emergenze senza una visione, di rappresentanti più attenti all’immagine che al futuro dei cittadini. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: sfiducia, astensionismo, rabbia sociale".
"Eppure una speranza esiste. Resiste nei giovani che chiedono cambiamento con coraggio, nelle comunità che dimostrano ogni giorno che solidarietà e partecipazione sono possibili, nelle voci libere che non si arrendono al silenzio. Persino le crisi, se affrontate con responsabilità, possono diventare occasioni di rinascita. Ma serve un cambiamento radicale".
"La politica deve tornare a essere servizio, responsabilità e visione. Non più un privilegio, non più uno spettacolo, non più un’arena di interessi privati. I politici devono ricordare che rappresentano un popolo, non se stessi. Lo dico con chiarezza: la politica non è potere, è dovere. Non è privilegio, è sacrificio. Non è possesso, è dedizione al bene comune. Solo se chi ci rappresenta tornerà ad avere il coraggio della verità, solo se la politica ritroverà la sua dignità, potremo uscire dagli anni bui e costruire un futuro di giustizia, speranza e libertà".
"La politica non è potere. È servizio. Non è privilegio. È responsabilità. Non è spettacolo. È dedizione al bene comune. O la politica torna servizio, o smette di essere politica".
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