Migliaia di persone, giunte da tutta Italia, e centinaia di studenti delle scuole di San Giovanni Rotondo hanno accolto con entusiasmo Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Napoli, per il primo appuntamento della seconda edizione di “Letteratura e Territorio”. Un evento eccezionale, ospitato nella solenne cornice della Chiesa di San Pio, che ha trasformato il luogo di fede in un'agorà di impegno civile e discussione sulla legalità. Con la presentazione del suo libro, Una cosa sola. Giustizia, mafia e politica: io non mi arrendo, Gratteri ha regalato al pubblico un dialogo intenso e appassionato.
Il successo della rassegna, promossa anche dalla BCC San Giovanni Rotondo, è stato sottolineato dal suo presidente, Giuseppe Palladino: “Vedere un pubblico così numeroso, attento e partecipe, con tanti giovani presenti, conferma il valore di una rassegna che vuole unire cultura, comunità e futuro. Le parole del Procuratore spronano ancora di più la nostra Banca a promuovere la cultura della legalità, perché crediamo che sia un valore fondamentale per la crescita della comunità e delle nuove generazioni”.
Il monologo del Procuratore, noto per la sua incisività, ha attraversato la storia d’Italia per analizzare la "cosa sola": il rapporto simbiotico e perverso tra crimine organizzato e potere istituzionale. Gratteri ha avviato la sua requisitoria storica tornando all'Italia del 1860, ponendo l'accento sulla debolezza istituzionale post-unitaria. Già in quel periodo, ha evidenziato, le classi dirigenti mostravano di non riconoscere appieno la sovranità del sistema di giustizia, preferendo talvolta logiche di potere o di fazione. Questa ambiguità iniziale ha costituito il terreno fertile dove le organizzazioni criminali hanno potuto inserire le proprie radici.
Il Procuratore ha poi focalizzato l'attenzione sul presente, dipingendo l'attuale classe politica come "debole e povera". Questa povertà non è intellettuale, ma finanziaria. Per sostenere le ingenti spese di campagne elettorali, la politica finisce per dipendere da fondi esterni e da "creditori" che non appartengono al circuito democratico. “Il vero pericolo non è chi spara o chi ha la pistola, ma chi assorbe il potere in mano. Quando la politica, per sopravvivere, deve piegarsi a questi creditori, questi si aspettano un ritorno, trasformando il credito commerciale in collusione”. Il riferimento a candidati “insospettabili” disposti a incontrare poteri occulti per ottenere sostegno elettorale mette in luce il vero obiettivo della mafia moderna: non più solo l'estorsione, ma il controllo strategico dei processi decisionali.
La parte più significativa dell'evento è arrivata al termine del discorso, quando gli studenti delle scuole locali si sono alzati per porre domande dirette al Procuratore. Questo momento ha concretizzato l'obiettivo della rassegna, creando un ponte tra l'autorità giudiziaria e la comunità, in particolare i giovani. Gratteri ha risposto alle domande con la consueta schiettezza, rafforzando il suo appello alla responsabilità individuale e collettiva. Ha criticato l'attuale classe dirigente per la sua mancanza di “missione” e “visione”, essenziali per guidare il Paese.
L'ultimo monito è stato un incoraggiamento a non cedere al “principio del denaro” e a lottare per i valori della legalità, perché è compito delle nuove generazioni costruire un futuro libero dal compromesso. La standing ovation finale nella chiesa di San Pio ha sancito il successo di un incontro che, unendo spiritualità, impegno civile e la voce degli studenti, ha riaffermato la necessità della legalità come unico e imprescindibile valore per la crescita della comunità.
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