Cinquantamila euro di investimento, uno slogan — "Sapere dove guardare" — e una rotta precisa: l'estero. Con questa campagna l'Università di Foggia presenta l'offerta formativa 2026/2027, puntando sull'internazionalizzazione. Ne parlano, nei video, il rettore Lorenzo Lo Muzio e il direttore del Dipartimento di Economia Pasquale Di Biase. Protagonisti della campagna comunicativa sono due giovani legati all'ateneo: la laureata magistrale Emanuela Vocino, già inserita nel mondo del lavoro, e il dottorando Alessio Pio De Luca, impegnato in un percorso di ricerca nell'area medico-economica.
Mentre molti atenei italiani registrano da due-tre anni un calo degli iscritti, Foggia va in controtendenza: le iscrizioni sono aumentate. Il rettore rivendica anche altri dati: alta soddisfazione degli studenti, 80% dei laureati occupato entro un anno, 75% impegnato in stage e tirocini, circa 400 accordi internazionali attivi. "Questi numeri mostrano lo stato di buona salute del nostro ateneo", dice Lo Muzio, indicando come prossimo obiettivo l'aumento della qualità dei corsi e delle aule a disposizione degli studenti.
Parte a settembre la magistrale in Green and Digital Economy, corso interclasse pensato per un bacino internazionale: il 95% della didattica sarà in inglese, e almeno il 10% dei crediti andrà acquisito in un ateneo straniero — un obbligo reciproco, spiega Di Biase, che vale anche per gli studenti italiani in uscita. Il direttore segnala già un forte interesse da studenti del Nord Africa e dell'Asia. Il corso sarà parzialmente blended (due semestri su quattro a distanza) e si concentrerà sulle due transizioni, verde e digitale, definite da Di Biase "le sfide più importanti" del presente, per preparare gli studenti "su una scala ormai internazionale e non solo locale".
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