Bevilacquasale agli onori della cronaca ai principi degli anni'90, e subito la critica intravede nell'atleta dauna la degna erede diSara Simeoni. Vincerà iGiochi del Mediterraneo di Bari '97, e deterrà per13 anniil primato italiano indoor con la misura di1,98 m.Vanta complessivamente29 presenze in nazionale: ha partecipato allaXXV Olimpiade di Barcellona nel 1992 e alla XXVI Olimpiade di Atlanta. E' stata anche sesta ai campionati del mondo di atletica leggera1993aStoccarda, e settima nel1997adAtene. Nel1991è arrivata quinta aiGiochi del Mediterraneosempre adAtene. Nel1994ha siglato, ancora nella capitale greca, il nuovo primato italiano indoor della specialità che era appartenuto aSimeoniper13 anni(addirittura dal1981).Il primato dellaBevilacquaè rimasto imbattuto fino al2007, superato daAntonietta Di Martino: è stata campionessa italiana outdoor nel1992, 1993, 1994, 1996, 1997, 2003e indoor nel1991, 1993, 1994, 1996, 1997, 2000 e 2004.Il profilo agonistico e umano della foggiana era caratterizzato da grandissimo temperamento e determinazione.
Per allenarsiAntonellaera andata contro il parere dellaFidal, fidandosi solo dei suggerimenti diMaria Antonietta Siggillino, che era anche sua madre. Che la ricorda come "Primo tecnico al mondo a introdurre la velocità nel salto in alto ed esercizi che solo molti anni dopo sono entrati a far parte delle routine di allenamento indicate dalla stessa federazione ai corsi per allenatori. Non ha mai fallito una sola programmazione. Ha allenato mille ragazzi e ragazze che ancora oggi la portano nel cuore. Insieme abbiamo vissuto per più di trentacinque anni sulla pista rossa del "Nunzio Mondelli" diFoggia. Ma questo molti lo hanno dimenticato. Grazie a mia madre. Grazie ai quanti hanno apprezzato le sue capacità tecniche e umane. Grazie anche ai miei risultati, capace di esprimermi al meglio, così da mostrare al mondo la sua, la nostra qualità".
Bevilacquaha legato alla madre i momenti più esaltanti della sua carriera. Ma anche il più difficile: era il1996, vigilia delleOlimpiadi di Atlanta, quando risultò positiva due volte nello stesso mese alle sostanze proibite efedrina e pseudoefedrina. IlIAAF (l'Associazione Internazionale di Atletica) decise di sottoporre il caso ad arbitrato, ma permise ugualmente aBevilacquadi competere aiGiochi Olimpici di Atlanta. Dove avrebbe ottenuto il suo record personale con la misura dim. 1,99che le sarebbe valso anche il quarto posto. Tuttavia, dopo l'Olimpiadesarebbe arrivata l'accusa infamante di doping, ed il suo risultato olimpico sarà dunque annullato.
Sospetti a parte, restano i risultati, come il primato indoor che è rimasto imbattuto per13 anni: "I record sono fatti per essere superati. Da te stesso o da altri. La durata di un primato serve più che altro a dare indicazioni tecniche importanti - ha sempre sottolineato l'ex primatista foggiana -.
Quando un record dura tanto significa due cose: o che hai fatto troppo bene o che ci sono buchi generazionali, e quindi bisogna lavorare per colmarli". Nel caso dellaBevilacquasi è trattato probabilmente proprio di un vuoto temporale: "Non lo so, non posso saperlo. Nella mia carriera penso di aver fatto molto bene, e di questo sono soddisfatta", ha ripetuto a quanti le hanno chiesto a più riprese di fare un resoconto della sua attività agonistica. Che non ha subìto alcun trauma nemmeno quando nel2007laDi Martinoha battuto il suo record: " Ma no, i record ripeto sono fatti per essere superati. Anche quelli dei più grandi comeSara SimeoniePietro Mennea. È la storia dello sport".
La longevità di atleta diBevilacquaha una spiegazione: "Mi sono sempre allenata tanto, anche mentalmente - ha sempre detto -. Ed ho cercato di essere leggera dentro e fuori". La più grande gioia della sua carriera è datata1997: "L'anno in cui superai i due metri, ma poi l'asticella cadde. Quel salto veniva subito dopoAtlanta1996ed è il ricordo a cui sono più legata, anche se è difficile isolare una carriera in un momento".
Il rammarico più grande, invece, se lo porta dietro dal lontano2004: "Sarei dovuta andare adAtene, invece qualche tempo prima in aeroporto, durante una corsa tra gli imbarchi nazionali e internazionali, inciampai nel trolley. Avvertii subito un dolore altendine d'Achille, ma dovetti comunque partecipare allaCoppa EuropainTurchia. Un errore, perché successivamente il tendine risultò lesionato. Ho dovuto subire due operazioni di ricostruzione. E così leOlimpiadile vidi con il gesso sul divano".
Pino Autunno
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