Da Manfredonia a Pordenone, di Bari Segretario in carriera. Nessuno come lui all'Adiscop

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Quando si parla della loro categoria, solitamente significa che qualcosa è andato per il verso storto. Viceversa, lavorano in silenzio e dietro le quinte, per consentire agli attori principali di operare nelle condizioni migliori possibili. La categoria in questione è quella dei segretari delle società di calcio, il migliore dei quali per stagione 2019-2020 è il manfredoniano Michele di Bari. L'Adicosp (l'Associazione Italiana Direttori e Collaboratori Sportivi), annualmente assegna il prestigioso riconoscimento, e così è stato anche in riferimento all'ultima travagliata stagione calcistica. Tra i premiati figurano Guido Angelozzi, Tony D'Amico (ex centrocampista del Foggia di qualche stagione fa), Stefano Trinchera e Massimo Taibi, tutti ds classificatisi primi nelle rispettive categorie in cui hanno militato i club per i quali hanno hanno lavorato nell'ultimo campionato. E fra loro spicca il nome di un solo segretario, il migliore in Italia: il 37enne Michele di Bari, per l'appunto.Una segnalazione particolarmente gratificante: "Ne ho piacere, non fosse altro che vivo in questo mondo da parecchi anni a questa via", commenta a l'Attacco.La sua carriera professionale ha mosso i primi passi proprio nella sua città natale. Ha vissuto le stagioni professionistiche del Manfredonia Calcio a cavallo tra il 2004 e il 2010, la prima metà con il settore giovanile e l'altra con la prima squadra. Perizia e professionalità gli erano già proprie. All'epoca studiava Scienze Giuridiche, Economiche e Manageriali dello Sport all'Università di Teramo, ma si fermò a due soli esami dalla laurea. Scelse infatti di frequentare "il corso abilitante alla professione di direttore sportivo, a Coverciano", che gli consentì di entrare nell'elenco speciale, cioè nell'albo professionale.Le difficoltà vissute nel corso dell'ultima stagione dai biancocelesti tra i professionisti misero a dura prova il suo entusiasmo giovanile, difficoltà economiche che portarono il club alla mancata iscrizione nonostante la squadra avesse conquistato la salvezza sul campo. La stagione successiva di Bari approda a Chieti. Poi "tre mesi a Campobasso, due stagioni e mezza con l'Aprilia, altre due ad Ancona, una a Francavilla (con Trinchera e Calabro, che conosceva dall'esperienza comune a Manfredonia, ndr), tre anni alla Fermana. Adesso sono quì, in serie B". Il suo presente è Pordenone, la società con la quale si è legato anche per le prossime due stagioni. Su al nord i carichi di lavoro, conseguenziale ai contagi Covid-19, sono notevoli: "Tutto sommato ci è andata piuttosto bene - evidenzia -, c'è stata una sola positività durante il ritiro estivo ed un'altra durante la stagione in corso. E' successo nel periodo immediatamente pre-natalizio, da quel momento è iniziata la lunga sequenza di tamponi molecolari e antigenici per monitorare costantemente la situazione".A Manfredonia di Bari torna "solo in occasione delle pause per gli impegni delle Nazionali. Quest'anno è così. Non seguo la squadra fuori casa, viaggiare in questo momento per tornare a casa esporrebbe a rischi me e di conseguenza il gruppo. Meglio evitare, quindi. Paziento, in fin dei conti avevo messo in preventivo che sarebbe andata così".È alla sua prima esperienza in B, viene da chiedersi quanto sia diversa, oltre alla categoria calcistica, rispetto alle stagioni che ha sin qui vissuto: "Gli oneri sono pressoché identici, ciò che differisce maggiormente è il margine di errore, e la velocità con cui occorre agire - sottolinea -. C'è un'organizzazione maggiore e non occorre, per esempio, che debba anche dare un occhio al settore giovanile, essendoci professionisti che se ne occupano quotidianamente. Anche la parte amministrativa, grazie agli uffici di contabilità interna, è ben strutturata".Non si può lasciare nulla al caso, comunque, basta pensare al recente caso che ha riguardato la Roma. La società capitolina ha inserito per errore il nome del calciatore Amadou Diawara tra gli under 22, nonostante abbia compiuto 23 anni. Una svista proprio del segretario costata grosso: "Uno sbaglio che ha comportato oltre alla perdita a tavolino della gara anche un danno economico alla società", il commento di Michele di Bari, sempre assorto nel suo lavoro:%u2008 "in Serie B, non ho più il lunedì libero come una volta" dice con l'aria di chi avverte forte il peso della responsabilità.
Matteo Fidanza

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