Il resto è solo contorno, meglio non dimenticarlo nel momento in cui c'è chi gradirebbe che gli fossero assegnati meriti che viceversa non gli appartengono.
Felleca & co. in prima linea, per il progetto messo in campo nonostante le lotte intestine e le vessazioni ambientali che hanno reso il cammino impervio e ad un certo punto pressocchè impraticabile.
E, a ruota, l'area tecnica. Con l'ineffabile Ninni Corda che, contro tutto e tutti, anche dietro la scrivania ha dimostrato di saperci fare nei panni di direttore tecnico. Magari anche con un pizzico di fortuna, che in casi come questo non guasta. Abile a prendere le distanze dalle megalomanie di Eziolino Capuano, prima donna inadeguata per una realtà come Foggia, e poi altrettanto solerte e sollecito a sbolognare uno come Vincenzo Maiuri, core ingrato che sotto il naso si è fatto sfilare una occasione irripetibile per la sua ancora troppo acerba carriera di allenatore. Capuano e Maiuri hanno poi dato ragione alla scelta del club di propendere per il ribaltone. E chissà quante volte Felleca avrà benedetto gli scontri ed i litigi con Corda, che poi hanno portato alla separazione. E fatto balenare all'orizzonte la soluzione Marchionni. La migliore che al Foggia potesse capitare in quel preciso frangente. Cosa sarebbe stato della stagione del Foggia senza l'avvento del tecnico di Monterotondo resta tutto da stabilire. Ma nulla arriva per caso e piove dal cielo, pochi in quel momento avrebbero avuto il coraggio di silurare due allenatori nel giro di appena un mese, il tandem Felleca-Corda sì. E la loro testarda lungimiranza è stata premiata. Marco Marchionni ha fatto il resto. E ci ha messo molto del suo per trasformare questa stagione da complicata all'ennesima potenza in meravigliosamente straordinaria. Con un manipolo di ragazzi dalle risicate risorse tecniche, ma animati dalla voglia di stupire, non si sa come in quattro e quattr'otto sia riuscito a dettare la svolta. Facendo leva sull'orgoglio di un gruppo pronto ad andare oltre i proprio limiti. E sulla collaudata esperienza di quattro pedine insostituibili che rispondono al nome di Fumagalli, Del Prete, Rocca e Curcio. Senza di loro sarebbe stato un altro Foggia, il portiere e l'attaccante Marchionni li ha trovati già dal momento del suo arrivo, sugli altri due si è speso in prima persona per averli a disposizione. Ed il club ha assecondato la sua richiesta. Dicevano che non avrebbe funzionato la strana coppia Corda-Marchionni. Troppo fragilino il tecnico che aveva appena rotto con Silvio Baldini alla Carrarese, e che voleva mettersi alla prova per reggere l'urto con l'irascibile e fumantino Ninni. E invece non c'è voluto molto perché il feeling fra i due sbocciasse e si rinsaldasse in tutti questi mesi. In cui Marchionni si è rivelato una piacevolissima sorpresa. E Corda il collante fra squadra, società ed ambiente.
Ora a cose fatte può sembrare più facile di quello che in realtà è stato. Ma questa è una annata che dovrà insegnare tanto. E dalla quale sarà il caso prendere spunto per il futuro. Per il quale serviranno idee e soprattutto competenze.
Non è ancora il momento di tracciare bilanci e consuntivi, c'è ancora un finale di stagione da onorare fino in fondo. Con la eventuale coda-play off da vivere a cuor leggero e a mente libera. Perché comunque vada sarà un successo.
Ma è chiaro che il futuro è già adesso, e che fin da questo momento bisogna cominciare a gettare le basi per quella che sarà la prossima stagione. Che dovrà gioco forza essere migliore di quella che va a concludersi.
I primi passi della neo-governance rossonera non fanno fare salti di gioia, si naviga a vista. E al di là delle buone intenzioni e del messaggio che si vorrebbe far passare, non si intravede uno straccio di progettualità. Il cambio al vertice, insomma, per ora non è stato in linea con le attese, e meno male che a rubare la scena è la squadra.
Ma appena le luci dei riflettori si spegneranno attorno al Foggia di Marchionni, puntuali d'attualità torneranno le vicende societarie. Con gli interrogativi ed i grattacapi di sempre. Maria Assunta Pintus ha davvero idea cosa significhi fare calcio a Foggia?
A giudicare dalle prime mosse sembrerebbe proprio di no.
Pino Autunno
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