Calcio Foggia 1920, play-off nel mirino. Traguardo-chic. Tutto ciò che poi verrà sarà un di più

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Superato il traguardo della salvezza, il Foggia si appresta a tagliare di slancio anche quello dell'accesso ai play off. Manca davvero poco. Del resto, il vantaggio sulla Viterbese (attualmente undicesima, e dunque prima delle escluse) è rassicurante: dodici lunghezze. E' un cammino straordinario, quello che sta facendo la squadra di Marchionni. Nessuno, ad inizio di stagione, avrebbe mai potuto immaginare che sarebbe stata capace di arrivare così lontano sulla strada del campionato, peraltro da neopromossa. Anzi, la falsa partenza (4 sconfitte nelle prime 5 gare) era stata interpretata, dai più, come cattivo presagio. L'obiettivo della permanenza sembrava di fatto l'unico che Curcio e compagni potessero centrare (peraltro, non senza difficoltà). Invece eccolo lì, il Foggia. A 6 giornate dalla conclusione, è nel gruppo a ridosso delle battistrada (Ternana, Avellino, Catanzaro e Bari), a lottare con Juve Stabia, Catania, Teramo, Casertana e Palermo per il miglior piazzamento finale in campionato, in previsione degli "spareggi-promozione". Già, perché arrivare quinto non è come arrivare decimo. Significa, ad esempio, giocare in casa nella Fase dei Gironi (la prima delle 3 fasi in cui sono articolati i play off, quella a "gara secca") e, in caso di parità al termine dei 90 minuti, passare il turno in virtù del miglior piazzamento in regular season. Forse non è un caso che nessuna squadra al di sotto del quinto posto sia mai riuscita a vincere gli "spareggi-promozione", da quando - 5 anni fa - sono stati allargati sino alla decima classificata (e quest'anno addirittura all'undicesima nel girone della migliore quarta, vista la sospensione, per l'emergenza Covid-19, della Coppa Italia di Lega che, in passato, aveva consentito alla vincitrice di partecipare ai play-off). Ed è successo solo al Cosenza (nella stagione 2017/18) di salire in B dopo aver terminato il campionato al quinto posto. Poi, è sempre toccato a squadre che avevano concluso il proprio girone come seconda (Reggio Audace, Trapani e Parma) o terza (Pisa, nell'unica stagione in cui vi sono state due squadre promosse attraverso i play-off). Ed il percorso per arrivare in fondo, quest'anno, non sarà breve. Affrontarlo dall'inizio (cosa a cui saranno costrette le squadre che non concluderanno la regular season nelle prime 4 posizioni) significherà disputare ben 10 gare (ed avere ragione dell'avversario nella maggior parte di esse, essendo possibile, in alcune, accontentarsi di un risultato diverso dalla vittoria) per ottenere la promozione.
Il conteggio delle partite dice: 2 gare (secche) per i 2 turni della Fase dei Gironi, 4 gare (tra andata e ritorno) nei 2 turni della Fase Nazionale, altre 4 gare (tra andata e ritorno) per le Final Four (che prevedono semifinali e finale). Ma non sarebbero una novità, i play-off, dalle nostre parti (suvvia, usiamo il condizionale solo per scaramanzia). Limitandoci al nuovo millennio, il Foggia è già arrivato due volte in finale ed altrettante volte in semifinale negli "spareggi-promozione" di serie C (già C1, Prima Divisione e Lega Pro), quando, peraltro, erano limitati solo alle squadre classificate sino al quinto posto in campionato. Nel 2007 fu Rivaldo (e chi l'ha dimenticato) a chiudere a D'Adderio la porta della serie B, proprio quando la stessa sembrava essersi finalmente aperta. Ci provarono poi invano - nei due anni successivi - sia Galderisi che Novelli, fermati entrambi prima della finale. Era il Foggia di Capobianco e soci. Che non ebbe fortuna. Più recentemente, nel 2016, fu invece Gattuso a negare a De Zerbi la gioia della promozione. Era il Foggia dei Sannella. Che avrebbe trionfato l'anno dopo con Stroppa. Per poi sbriciolarsi, incredibilmente. C'è, però, una differenza rispetto ad ora. In ciascuna delle stagioni sopra ricordate, il Foggia partì con l'obiettivo del salto di categoria. Erano stati effettuati adeguati investimenti, a tal scopo. Di conseguenza, anche arrivare in finale e perdere, sarebbe stato interpretato come un fallimento. E così avvenne. Stavolta, no. I play -off non erano programmati. L'obiettivo iniziale era unicamente la salvezza. Ed è stato centrato. Addirittura, prima e più facilmente del previsto. E con pochi spiccioli. Peraltro, nonostante un trasferimento di quote societarie - nel bel mezzo del campionato - tutt'altro che tranquillo. Cosa che avrebbe potuto anche destabilizzare l'ambiente. Invece, no. Non è successo.
Di conseguenza tutto ciò che arriverà, sarà un di più.

Massimo G. Marsico

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