Il giovin Cerignola (anche domenica in campo c'erano sei under dal 1', con il 2003 Fares in porta al posto di Chironi, ancora non al meglio ndr) non finisce mai di sorprendere, la formazione ofantina sta venendo fuori alla distanza, vittorie come quelle contro Casarano, Lavello e Picerno (tre big che stazionano nei primissimi posti della classifica) non arrivano per caso, così come i dodici gol messi a segno a fronte di uno solo subito. Nella manita riservata ai rossoblù salentini la copertina, manco a dirlo, spetta di diritto a Giancarlo Malcore, autore della tripletta che lo incorona capocannoniere del Girone H con sedici reti realizzate in diciotto partite. E che hanno contribuito, e non poco, a far spiccare il volo alla sua squadra: sembrano davvero lontani i tempi in cui il problema che attanagliava i gialloblù era il gol, adesso l'Audace è addirittura il secondo miglior attacco del raggruppamento con 46 reti fatte, alle spalle solo del Lavello di Zeman (47), che solo qualche settimana fa pareva lontano anni luce. Il centravanti milanese c'entra ovviamente nell'inversione di tendenza, ma fino ad un certo punto perché nel frattempo ad emergere prepotentemente è stato il collettivo di Pazienza. Che ha reso possibili domeniche come quelle vissute contro il Casarano: "Sono molto soddisfatto di questo gruppo - confessa il tecnico sanseverese -, e ringrazio in particolare il ds Di Toro che ne è stato il suo artefice". Pazienza una una metafora per rendere meglio il concetto: "Elio ha scelto gli uomini prima che i calciatori, è stato abile a selezionare dei marinai che sanno navigare dentro la tempesta". Il dirigente abruzzese è partito dalle conferme di due under di talento come Luca Russo (autore domenica scorsa del quinto centro stagionale) e De Cristofaro, ed ha poi puntato su elementi del calibro di Chironi, Manzo, Malcore, passando per i già noti Allegrini, Esposito e Loiodice. E poi i tanti under di prospettiva, su tutti il ventunenne Ismail Achik, che soprattutto nella prima parte di stagione è stato l'autentico trascinatore: "Per me l'orgoglio più grande è vedere la squadra dare l'anima in campo ogni domenica - detta Di Toro -. Poi è chiaro che i risultati determinano l'armonia e la serenità in un gruppo di lavoro che vede in prima linea dirigenza, segreteria, staff sanitario, magazzinieri e collaboratori vari. Prestazioni così intense come quella contro il Casarano sono il coronamento di un percorso iniziato quest'estate, che ha determinato una crescita costante e continua grazie al grandissimo lavoro fatto in questi mesi dal tecnico e dal suo staff". E adesso, con la salvezza aritmetica ormai ad un passo, chissà che non si possa alzare l'asticella dell'ambizione: "Le motivazioni non mancano, siamo una squadra molto giovane, ci può stare dunque di aver lasciato per strada qualche punto di troppo. Ora però puntiamo ad arrivare a fine campionato senza nessun rammarico, e con la consapevolezza di aver dato tutto". Il quinto posto utile per agganciare il treno- playoff (occupato al momento dal Lavello) dista sei lunghezze, e alla conclusione della regular season mancano proprio sei gare. Il Cerignola è atteso adesso da tre gare contro squadre in lotta per la salvezza, nell'ordine Brindisi e Aversa in trasferta, e Gravina in casa. Domenica prossima si va al Fanuzzi contro una formazione che è in affanno, e che ha appena optato per il cambio in panchina. Cazzarò, subentrato all'esonerato De Luca, ha esordito con la sconfitta (3-1) di Bitonto. In biancazzurro dalla Scafatese è arrivato anche l'esperto attaccante Evacuo, ai cui gol adesso la squadra proverà ad aggrapparsi per centrare l'obiettivo salvezza.
Per il Cerignola all'orizzonte l'ennesima prova di maturità, per continuare a coltivare il sogno playoff. "Con l'obiettivo salvezza nel mirino - chiosa Di Toro -, affronteremo le prossime partite per puntare al massimo. Poi, a fine stagione, tireremo le somme".
Fabio Trallo
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