Pintus sfoglia la margherita, Corda sì-Corda no, il tira e molla diventa snervante e Marchionni si allontana

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Vorrei ma non posso. Almeno per ora... A sette giorni dal derby di Bari che ha fatto scorrere i titoli di coda sulla stagione del Foggia, dalle parti di Viale Ofanto tutto tace. La premiata ditta Pintus-Chighine è rientrata sull'isola a riordinare le idee sul da farsi, in sede operativo è rimasto il solo dg Polcino, che ovviamente ha piedi e mani legate e che aspetta di interfacciarsi con la proprietà sul da farsi.
Per ora però si resta in stand-by.
D'accordo, in fondo i riflettori si sono appena spenti sulla formazione di Marco Marchionni che ha saputo catalizzare unanimi consensi, ed è fisiologico che ci sia un momento per rifiatare.
Ma le questioni sul tavolo sono le più variegate, e l'attuale compagine societaria non può permettersi il lusso di temporeggiare. Anche perché del progetto che dovrà sottintendere la prossima stagione non c'è ancora traccia concreta, e dunque tergiversare oltre il consentito potrebbe risultare oltremodo controproducente.
Il presidente Maria Assunta Pintus magari avrebbe voluto avere il termometro della situazione sotto controllo più di quanto non lo abbia al momento, ma non ha ancora reale contezza delle risorse economiche sulle quali potrà fare affidamento, troppe ancora le variabili in gioco, e dunque è particolarmente combattuta.
Prima di rivolgere le attenzioni sulle questioni di natura squisitamente tecnica legate alla eventuale riconferma di direttore tecnico ed allenatore, c'è da fissare il budget di riferimento per il prossimo campionato.
Passaggio obbligato per poi sciogliere innanzitutto il nodo-Corda.
Ed è infatti attorno alla eventuale riconferma del dt sardo che ruotano anche i futuri assetti del club. Sospeso fra la necessità di far quadrare i conti, e di dare un briciolo di continuità al progetto avviato ormai due stagioni orsono.
Come si orienterà il numero uno di Viale Ofanto? Asseconderà i desiderata di Ninni Corda, che spera di restare al suo posto e di mettere a punto la stagione del definitivo rilancio del calcio foggiano? Oppure, obtorto collo, sarà costretta a dargli il benservito e a cambiare drasticamente rotta? La seconda soluzione a qualcuno all'interno del club non dispiacerebbe per nulla, rompere con Corda significherebbe prefigurare nuovi scenari. E magari acquisire maggiore potere. Sono ore di profonda riflessione e meditazione queste, nelle quali Maria Assunta Pintus vuole cercare di sbagliare il meno possibile. Perché sa che da questa decisione dipenderanno molte delle fortune del Foggia che verrà.
Mentre sfoglia la margherita e valuta tutti i pro ed i contro di una scelta che va meditata fino in fondo, nelle segrete stanze del club Polcino sta limando gli ultimi dettagli del piano economico-finanziario che poi determinerà anche la strategia da mettere in campo. E al contempo il dirigente beneventano continua a sondare il terreno per verificare la disponibilità sul territorio (e fuori del circondario) di imprenditori disposti a scendere in campo al fianco del Foggia.
Corda in primis, e a ruota Marchionni. Già, perché i due non saranno legati da un cordone ombelicale, ma in qualche misura il destino dell'uno è legato a quello dell'altro.
Il tecnico di Monterotondo se n'è tornato a casa ed attende segnali. Un incontro interlocutorio con i vertici societari lo ha avuto qualche tempo fa, ma le parti dopo un pour parler si diedero appuntamento a conclusione della stagione. Ora quel tempo è arrivato, e Marchionni gradirebbe un briciolo di chiarezza per poter fare le sue valutazioni. Sperava per la verità già in questa settimana di poter incontrare la proprietà e di sedersi attorno ad un tavolo per confrontarsi, ma con ogni probabilità dovrà ancora pazientare. Ed il fatto che anche la prevista conferenza-stampa di consuntivo in remoto sia stata rinviata a data da destinarsi, accresce le incertezze.
Marchionni vorrebbe ripartire da Foggia, non ne ha mai fatto mistero, non gli dispiacerebbe misurarsi per il secondo anno consecutivo in un ambiente che, finalmente libero dal Covid-19, potrebbe regalargli nuovi stimoli. E nemmeno il fatto eventualmente di doversi ritrovare con un gruppo profondamente rinnovato lo preoccupa. Perché, potendo incidere anche sulle scelte di mercato, probabilmente sa che potrebbe anche sviluppare meglio l'idea di calcio che gli è più cara. Il problema è capire cosa bolle realmente in pentola, e se per la stagione della riforma il Foggia potrà essere davvero competitivo per le prime piazze. Così fosse, il tecnico romano non esiterebbe a dire ancora di sì. Viceversa il matrimonio potrebbe anche entrare in crisi. Corda sì, Corda no. Marchionni nì. Eccola la cartina di tornasole che può chiarire in quale direzione va il futuro del Foggia.

Pino Autunno

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