Da Zeman a Zeman: in mezzo 35 anni e 38 allenatori, alcuni dei quali di talento, come De Zerbi e Stroppa

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DaZemanaZeman, dal1986al2021. In mezzo35 anni. E38 allenatori: in tanti, infatti, si sono avvicendati sulla panchina rossonera da quando per la prima volta s'è seduto su di essa il tecnico diPraga. Passarli in rassegna è un po' come leggere - sia pure molto velocemente - la storia delFoggiadalla metà deglianni '80ad oggi.

DA ZEMAN A CATUZZI(1986-1995) - Il primo campionato alla guida delFoggia(in C1, '86/87),Zdenek Zemannon lo concluse. Fu esonerato a sette giornate dal termine, quando iCasillocapirono che non avrebbe rinnovato il contratto. Al suo posto fu promosso il tecnico dellaPrimavera,Roberto Balestri. Nella stagione seguente la squadra fu affidata aPippo Marchioro. Ma quando fu chiaro che l'ex allenatore delMilannon avrebbe centrato l'obiettivo della promozione, fu sollevato dall'incarico. E, ancora una volta, toccò aBalestrifinire il torneo. A riportare ilFoggiainSerie Bci pensòPino Caramanno(1988/89). Tuttavia, nonostante il risultato conseguito, il tecnico diPiana degli Albanesinon venne confermato nella stagione successiva. IldsPeppino PavonerichiamòZeman(nel frattempo riconciliatosi con iCasillo), convinto di poter aprire con lui un ciclo vincente e, soprattutto, convincente. E così fu. In cinque anni - dall'89al'94- il tecnico diPragascrisse pagine tra le più belle nel libro della storia rossonera. Dopo un campionato di transizione, vi fu una trionfale cavalcata inSerie A; quindi tre stagioni consecutive in massima serie, facendo parlare di sé e delFoggiatutta l'Italia calcistica (tanto che qualcuno creò appositamente un neologismo:Zemanlandia).Sdengo- come lo chiamava il patron - lasciòFoggiasubito dopo l'inizio dei guai giudiziari diPasquale Casillo(aprile 1994). Il club finì, presto, nella mani delTribunale di Napoli. Sulla panchina rossonera andòEnrico Catuzzi, ideale successore del boemo. Tuttavia l'ex tecnico delBari, precursore in Italia della "zona totale", non riuscì ad evitare la retrocessione, nonostante una sorprendente prima parte di torneo (1994/95).

DA ROSSI A BRINI(1995-1999) - Alla guida delFoggia, tornato inB, non ebbe fortunaDelio Rossi, ancora agli inizi di carriera. Fu esonerato, quando la barca rossonera veleggiava pericolosamente nelle acque basse della classifica. Evitò il peggioTarcisio Burgnichche rimase anche nella stagione successiva (1996/97). Poi, però, la squadra fu affidata all'esordienteMimmo Caso. Le cose precipitarono e neppure l'espertoBeniamino Cancian, chiamato daldsGiovanni Gallimomentaneamente a sostituirlo, riuscì a porvi rimedio. IlFoggiafinì inC1(1997/98) e addirittura in quarta serie nell'anno seguente, accompagnatovi daFabio Brini, sostituto diLorenzo Mancano(il primo tecnico foggiano a sedersi sulla panchina rossonera, quarant'anni dopoVincenzo Marsico). Il club, nel frattempo, era stato rilevato dal patron dellaRoma Franco Sensiche tuttavia l'avrebbe presto ceduto ad una cordata capeggiata dall'ex centravanti della NazionaleGiorgio Chinaglia.

DA BRAGLIA A UGOLOTTI(2000-2010) - PieroBragliafallì il tentativo di abbandonare subito laC2(1999/2000). La risalita riuscì, invece, aPasquale Marino(2002/03), dopo che la società rossonera era tornata in mani foggiane (in particolare, quelle diGiorgio Trinastich). In precedenza, c'era stata la breve parentesi diMarco Russoal vertice della società: furono due stagioni caratterizzate da scarsi risultati sportivi e da diversi avvicendamenti in panchina, sulla quale si alternaronoMancano, Arcoleo, Pace e Florimbi. Il club, clamorosamente, fallì nell'aprile del 2004. Ciò nonostante, riuscì a conservare la categoria. Il nuovo patron, l'imprenditore toscanoGiuseppe Coccimiglio, affidò la squadra aGiuseppe Giannini, andando per una domenica (gennaio 2005,Foggia-Reggiana 2-1) egli stesso in panchina dopo le dimissioni dell'ex centrocampista della Roma, prima di assumereMassimo Morgia. Ma ilFoggiatornò ambizioso solo quando fu rilevato da Capobianco e soci. Non ebbe, però, fortuna. Dopo una annata difficile (con in panchina inizialmenteMorgia, poiRumignanied infineFiorucci), per tre stagioni consecutive la squadra rossonera arrivò aiplay-off, mancando di poco l'obiettivo della promozione inB: conFulvio D'Adderio(sostituto diCuoghi) nel2007, conGiuseppe Galderisi(sostituto diCampilongo) nel2008e conRaffaele Novellinel2009. L'eraCapobiancoe soci si chiuse, però, senza squilli di tromba. Anzi, solo iplay-outevitarono alFoggiadiGuido Ugolotti(inizialmente diPortaePecchia) la retrocessione in quarta serie (2009/10).

DA ZEMAN A GRASSADONIA(2010-2019) - Tornato alla guida del club,Pasquale Casillorichiamò al suo fiancoPavoneeZeman(2010/11). Il miracolo sportivo di vent'anni prima, tuttavia, non venne replicato. Non c'erano più le stesse condizioni, soprattutto economiche. E il tecnico boemo, al termine della stagione, andò via.Walter BonacinaePaolo Stringarasi alternarono sulla panchina rossonera nel campionato2011/12, alquanto anonimo. Ma ilFoggia, addirittura, non si iscrisse a quello successivo. E il calcio dalle nostre parti fu costretto a ripartire daiDilettanticome non accadeva da oltre mezzo secolo. La rinascita vide le firme, sulla panchina rossonera, diPasquale Padalino, Roberto De Zerbi e di Giovanni Stroppa. Tutti, allenatori scelti daldsBeppe Di Bari.In soli cinque anni (2012-2017) il club risalì dallaSerie D alla Serie B, da dove mancava da un paio di decenni. A livello dirigenziale, tra gli artefici della renaissance, vi furono - oltre aDavide Pelusi- la famigliaLo Campo, prima, e i fratelliSannella, poi. Ma i problemi con la giustizia che avrebbero di lì a poco avuto iSannella, finirono per condizionare le sorti del club (che fu persino commissariato).Così al termine della stagione2018/19ilFoggia, guidato daGianluca Grassadonia(e, solo per un breve periodo, daPadalino), rocambolescamente si ritrovò inC. Non solo: il club non si iscrisse al campionato seguente.

DA CORDA A ZEMAN(2019-2021) - La storia, a questo punto, lascia lo spazio alla cronaca. Il merito diNinni Corda, da allenatore, è stato quello di aver centrato, al primo colpo, l'obiettivo del ritorno del club rossonero tra i professionisti, dopo la nuova ripartenza dallaSerie D. Quello da dirigente, è di aver - alla fine (dopoCapuanoeMaiuri) - sceltoMarco Marchionni, un esordiente come lo era nella stagione precedenteAmantinoMancini(che, però, non aveva creduto nel progetto).L'ex centrocampista diJuventuseFiorentinaha, indubbiamente, fatto un buon lavoro. Ed ha lasciato un buon ricordo.La cornice societaria (leggi: diatribeFelleca-Pintus) non sempre è stata all'altezza del quadro tecnico, apprezzabile almeno per i risultati.Fortunatamente è cambiata, anche se non del tutto. C'è oraNicola Canonico, ambizioso imprenditore barese. Il neo presidente rossonero ha pensato bene di guardare al futuro voltandosi indietro. Ed ha vistoZeman, il tecnico che più di tutti è stato sulla panchina delFoggia:239 volte, finora.

Massimo G. Marsico

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