Zeman, ritorno al futuro: allenamento nell'antistadio sotto la pioggia, come 30 anni fa

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Inimitabile Zeman.

Ieri pomeriggio in città pioveva, fosse stato ancora agibile l’attiguo campetto di San Ciro, ci sarebbe voluto un attimo a trasferire armi e bagagli a pochi metri dallo Zaccheria per allenarsi.
E’ già accaduto, inizi anni ‘90, basta riavvolgere il nastro dei ricordi per vedere riapparire dagli spogliatori la sagoma inconfondibile di Signori e compagni che in rigorosa fila indiana alle spalle del Maestro si avviano verso quel campo in brecciolina che ai tempi di Zemanlandia ha fatto epoca.
Pioveva insistentemente ieri, e la prudenza ha consigliato di preservare il manto erboso dello Zaccheria, che solo di recente è ritornato ad essere un tavolo da biliardo, così come piace al boemo. Si sarebbe potuto optare per il sintetico della ex-Figc di Via Ascoli, dove il Foggia quest’anno ha fissato il suo quartiere generale. Ma l'umidità si tagliava a fette, l’infermeria è già zeppa di suo, meglio dunque evitare ulteriori e possibili contrattempi fisici.
Sì, meglio restare in zona, in fondo l’antistadio può tranquillamente fare al caso, e così la canonica razione di lavoro quotidiana è andata in onda nella zona dei botteghini.
Fra percorsi improvvisati e cinesini sparsi qua e là. E sotto lo sguardo incuriosito e divertito dei soliti e di qualche tifoso. Che non vedeva una cosa del genere dalle parti dello Zaccheria da trent’anni o giù di lì.
E’ accaduto ieri pomeriggio: il Foggia agli ordini di Zeman non ha battuto ciglio, e sotto la pioggia ha continuato a preparare la settimana che porta alla sfida di Catania di domenica prossima.
Il boemo, fresco delle mille panchine appena tagliate in Italia, si è concesso una divagazione sul tema, e chissà che non ci sia stato anche un pizzico di scaramanzia in quell’allenamento che ha stravolto le regole, e nostalgicamente riportato indietro nel tempo.
E con il quale per la prima volta hanno dovuto fare i conti anche Curcio e compagni. Che divertiti sono stati al gioco.
Ignari del fatto che quella atipica seduta di lavoro alla fine è servita per evitare nuovi possibili infortuni, che renderebbero ancora più complicata la prossima trasferta in Sicilia.
Il Maestro è così, quando meno te lo aspetti ti sorprende, lui non lascia mai nulla al caso. E' sempre attento ai particolari.
Perché sono i dettagli che alla fine fanno la differenza.
La rotonda vittoria con la Paganese è già un lontano ricordo, testa al prossimo impegno, che mette di fronte al Foggia un avversario che è alle prese con gravi problemi di sopravvivenza, ormai ad un passo dal baratro e da un sempre più probabile fallimento.
In campo però gli etnei sono inattaccabili, gli uomini di Baldini stanno inanellando prestazioni di rilievo, facendo leva sui gol del loro bomber Moro che finora ha viaggiato alla media di un gol a partita.
Ha già toccato quota 13, il talento di proprietà del Padova che per fortuna contro il Foggia non ci sarà perché impegnato con la nazionale Under 20, oggi il Catania recupera il match interno con la Vibonese, e sarà interessante verificare che tipo di risposta i rossazzurri saranno in grado di fornire orfani del loro uomo migliore.
Zeman di converso ha il suo bel da fare, impegnato com’è sul campo a ricercare la squadra dei desideri, e fuori a fare in modo che il club si allinei alle sue posizioni. Doppia fatica per il tecnico di Praga, che con Canonico parla sempre meno, e che pure resta convinto di poter portare a compimento la sua mission. Il sesto posto in classifica brilla di luce propria, oggettivamente difficile al momento poter pretendere di più da una squadra che non è ancora in sintonia sul piano tecnico con il suo allenatore. Ma che in quanto ad impegno ed applicazione è inappuntabile. Zeman però non si accontenta, vuole sempre di più, ed ai suo chiede di compiere l’ultimo sforzo per diventare finalmente squadra. Prima o poi ci arriverà, è una questione di tempo, intanto è fondamentale restare in scia del gruppetto di testa. Ecco perché nelle due prossime trasferte con Catania e Campobasso occorre andare a punti. Finora lontano dallo Zaccheria i rossoneri solo nei due derby con Andria e Bari hanno stupito, per il resto si sono limitati a fare il compitino. Che non è proprio quello che chiede ai suoi Zeman. Ora però è arrivato forse il momento di osare, anche se non bisogna avere fretta, il processo di crescita del gruppo procede spedito. Checchè ne pensi Canonico, che un giorno e l’altro pure mette pressione al suo allenatore. Convinto com’è che con uno come Zeman in panchina bisogna necessariamente alzare l’asticella dell’ambizione. Tutto vero, tutto giusto, Non fosse che gli interpreti non sono proprio il massimo. Zeman fa spallucce, e va avanti per la sua strada.
Ieri, intanto, tutti nell’antistadio ad allenarsi. Come ai bei tempi. Che non è detto che prima o poi non ritornino.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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