Stavolta l’etichetta è bella e pronta, Foggia-Cerignola sarà un derby da consegnare alla storia. Proprio così, mai prima d’ora le due formazioni si erano sfidate per un traguardo così prestigioso, la corsa alla B che vede in lizza rossoneri e gialloblù a braccetto, è un segno dei tempi che cambiano, e di gerarchie che non sono più così bene nette e definite. Se d’amblè il match assume altri connotati, il merito in gran parte va ascritto agi ofantini, che con la famiglia Grieco al timone del club in poco meno di un decennio ha scalato le classifiche, risalendo dalla Prima Categoria (dov’era nel ‘14) fino alla terza serie nazionale. Ed ora contende ai cugini del Foggia l’accesso a quei quarti di finale degli spareggi che rappresenterebbe il punto pèiù alto della storia dell’Audace.
Questo doppio ed intrigante Foggia-Cerignola dunque vale, eccome se vale, e la primizia finisce allora inevitabilmente con l’attribuire maggiore fascino ad una sfida che nelle premesse sembra destinata ad assegnare la leadership provinciale. Che ad oggi resta nelle mani del club capoluogo. Ma che l’Audace proverà con tutte le sue forze a mettere in discussione.
Ecco perché si preannunciano 180’ da brividi, saranno scintille in campo. E sugli spalti. Dove, ultimamente, la rivalità ed il campanilismo si sono amplificati. Ed anche in modo ingiustificato. Perché Foggia e la sua storia calcistica, a prescindere, prevalicano di gran lunga quello che in questo frangente rappresenta un derby che avrà pure un sapore inedito, ma che non per questo si arricchisce di nuovi e particolari significati.
Perché il Foggia resta il Foggia. E il Cerignola una bella favola di provincia che si incastona in un momento storico in cui il calcio del capoluogo è in affanno, e cerca di riallinearsi con la parte più nobile della sua storia.
Foggia-Cerignola di domani e di lunedì prossimo (il return-match dello Zaccheria andrà in onda in diretta su RaiSport a partire dalle ore 20.30) , sarà comunque come non si è mai vista da queste parti: mette in palio l’accesso ai quarti di finale dei playoff, e se la cosa per la formazione di Delio Rossi era pressochè scontata (considerate le ambizioni di partenza), non lo è per l’undici di Michele Pazienza, che da matricola terribile si è già spinta abbondantemente oltre ciò che gli si chiedeva. E che proprio per questo andrà affrontata con tutte le cautele del caso.
Nel frattempo il derby del Tavoliere assurge agli onori della cronaca, e nel tempo sarà ricordato al pari di Bari-Foggia di due stagioni orsono che consegnò ai biancorossi di Auteri il passaggio al terzo turno dei playoff, oppure alla stregua di Foggia-Lecce del 2016 che spalancò alla formazione di Roberto De Zerbi le porte della finalissima per la promozione in B con il Pisa. Diventa improvvisamente una sfida di rango questo doppio confronto fra il Foggia e l’Audace, che ha dovuto attendere addirittura 97 anni (primo incrocio assoluto in C fra le due formazioni) per indossare l’abito buono della festa.
La storia dei 14 precedenti è la fotografia della superiorità del club del capoluogo, che può far leva su 8 vittorie ed un pari: le sconfitte però in questa stagione sono salite a 5 grazie al doppio exploit della regular season dei gialloblù, altrimenti il gap sarebbe stato ben più netto. Sono proprio il 2-3 dello Zac e il 4-2 dello scorso marzo a favore degli ofantini che suonano come campanello di allarme per i rossoneri, che sanno bene di giocarsi molta della loro credibilità in questa doppia sfida in cui chi ha tutto da perdere è proprio il Foggia.
Sono lontani i tempi in cui ancora prima di scendere in campo l’esito del match fra le due squadre era già segnato. Era un calcio d’altri tempi ed in bianco e nero, in cui i satanelli spopolavano, anche se poi ogni volta che il Foggia ha messo il naso dalle parti del Monterisi ha sempre faticato a portare a casa punti. Forse anche perché in casa dell’Audace ha quasi sempre giocato di fioretto. Come solitamente fa la squadra che in partenza pensa di essere una spanna superiore all’avversario, e che poi strada facendo deve ricredersi.
Non sarà un caso che l’ultima volta che i rossoneri hanno fatto bottino pieno risale al 29 settembre del ‘19, era Felleca&Corda in D, quando lo 0-1 fu risicato e conquistato a denti stretti, a conclusione di una partita sporca. Quella che aveva prefigurato Delio Rossi contro il Potenza domenica scorsa.
Corsi e ricorsi...
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