Può considerarsi in caduta libera il Foggia che nelle ultime 5 ha messo assieme 5 punti e che nelle ultime 6 ha vinto una sola volta scivolando dal terzo all'undicesimo posto? Oppure molto più realisticamente trattasi di stato confusionale dettato da diversi fattori, non ultimo dalle scelte del suo allenatore & company?
È il refrain più gettonato che da domenica sera sta circolando con insistenza in casa rossonera. Fra i tifosi, giustamente preoccupati per l'involuzione di una squadra che appena un mese e mezzo fa pareva lanciatissima all'inseguimento delle prime. E all'interno del club, dove al di là delle apparenze e dei lunghi silenzi che si prestano a più di una interpretazione, c’è apprensione per i risultati che arrivano dal campo. E che finiscono con il mettere spalle al muro il tecnico ed i suoi giocatori.
Ma che in realtà dovrebbero richiamare a responsabilità più generali. Il busillis attorno al quale probabilmente ruota tutta la questione è capire fino a che punto il gruppo a disposizione di Cudini sia realmente competitivo. E dove finiscano i demeriti dei rossoneri e comincino quelli della società. Che a monte non è stata oculato nelle scelte come il caso viceversa avrebbe richiesto.
A maggior ragione dopo una finale playoff persa in malo modo che ha finito con l'accrescere le aspettative della piazza che all’idea di una annata di transizione proprio non vuole abituarsi. D'accordo, le traversie estive legate al ricorso per la illusoria riammissione in B hanno fatto sì che si cumulasse un inevitabile ritardo sul mercato che poi ha avuto ripercussioni nell'allestimento della rosa, ma è innegabile che per quanto lo zoccolo duro della passata stagione sia stato riconfermato, non si sia provveduto a rimpiazzare adeguatamente i partenti. O perlomeno non completamente. Sia sotto il profilo qualitativo che numerico, perché gli effettivi attualmente a disposizione di Cudini in alcuni reparti sono esigui.
In realtà più che di caduta libera sarebbe forse il caso di parlare di flessione, fisiologica sotto certi versi, e che viene ingigantita da quello che è stato il rendimento del Foggia nelle prime otto giornate. Che ha avuto l’effetto di destabilizzare l’ambiente e di creare false aspettative. Le cui ricadute negative stanno adesso coinvolgendo anche la guida tecnica, che comincia palesemente ad accusare il peso della responsabilità di allenare in un ambiente in cui le pressioni si tagliano a fette.
Cudini che diventa il principale capro espiatorio in una matassa che va sempre più aggrovigliandosi è un film già visto da queste parti, e che si spera ora non abbia un seguito. Che l’allenatore finisca sul banco degli imputati quando i risultati non arrivano è ordinaria routine, che sia però il parafulmine per distrarre l’attenzione sulle reali ragioni che sono alla base delle difficoltà del momento del Foggia accresce il timore che si possano da un momento all’altro tornare a vedere le streghe di un recente passato.
Non è vero ma ci credo, la trasferta di Caserta diventa così un nuovo esame da superare per il tecnico marchigiano ormai da qualche tempo in discussione, e che non più tardi di venerdì scorso ha confermato di sentirsi sempre sotto osservazione. A maggior ragione a Foggia, ci sarebbe da aggiungere, dove si è trovato catapultato lo scorso luglio per tentare di rimettere assieme i cocci dell'ultima grande delusione patita con il Lecco.
La Casertana lunedì prossimo dirà se il momento-no è destinato ad allungarsi o se invece, come già accaduto sul campo della capolista Juve Stabia, Garattoni e compagni tireranno fuori le unghie e risponderanno sul campo alle critiche e alle furenti polemiche che in questo frangente stanno divampando. Curioso che il tutto si materializzerà al cospetto di quella che è una formazione ripescata, che fino all’ultimo ha sperato di abbandonare i dilettanti e che ha dovuto attendere agosto per essere certa del salto in C. E che, pure, ha assemblato un organico di tutto rispetto per la categoria. Nonostante tutti i ritardi cumulati.
I campani infatti sopravanzano il Foggia in classifica e sono fra le più belle novità di stagione, forti di un progetto che guarda al futuro. Già, il futuro. Che viceversa da queste parti resta vago e indefinito, con una proprietà che c’è ma non si vede e che dietro i suoi incomprensibili silenzi nasconde chissà quali desideri. Spontaneo viene allora chiedersi: c'è ancora intenzione da parte del patron di investire nel pallone a questa latitudine? Oppure si sta sommessamente pensando di battere in ritirata appena se ne presenterà l'occasione? In quest'ottica il prossimo mercato di riparazione sarà la cartina di tornasole di quelle che sono le reali intenzioni di Nicola Canonico: laddove provvedesse a colmare le note lacune di organico, l’imprenditore di Palo del Colle lascerebbe intendere di non avere alcuna intenzione di mollare, e che tutte le dicerie sul suo conto sono dunque semplici congetture messe in giro dalle solite malelingue.
Gennaio chiarirà molti dubbi in questo senso. Da quella che sarà la strategia messa in campo dal club si capiranno tante cose. Perché a prescindere dalla posizione che il Foggia si ritroverà a occupare a conclusione del girone di andata, la squadra necessiterà comunque di essere puntellata adeguatamente. Se invece si continuerà a procedere a tentoni e senza adoperarsi per togliere le castagne dal fuoco a Cudini (magari pescando un centravanti, un difensore di fascia e un laterale sinistro), allora il messaggio sarebbe chiaro. Ed andrebbe nella direzione del vivacchiare fino a fine stagione, conquistando una “dignitosa” salvezza. Magari con qualche giornata d'anticipo sulla conclusione del campionato. Nulla di più.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).