Foggia Calcio in bianco e nero nel ricordo dei suoi tre angeli: rossoneri double-face contro corazzata Catania

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Piove. E sono gocce di dolore che faticano ad esaurirsi. Il cielo è plumbeo su Foggia. E riflette lo stato d'animo di uno Zaccheria che dopo pochi giorni torna a ripopolarsi dopo il commosso saluto a Gaetano, Michele e Samuel. Ma che inevitabilmente è silente in segno di lutto. Saranno in diecimila sugli spalti per la gara col Catania, ma sembra di tornare indietro di qualche anno, quando il Foggia giocava a porte chiuse per il Covid-19 o per le restrizioni imposte dall'Osservatorio. Non  vola una mosca, 

si respira clima mesto e di grande cordoglio prima del via, a differenza di quanto accade nel ventre dello stadio, lo spogliatoio rossonero è ribollente:  Eziolino Capuano, che ha vissuto la vigilia trastullandosi sull'undici anti- Catania che gli potesse dare le maggiori garanzie, alla fine decide di tornare alla difesa a 4 e di affidarsi al 4-3-2-1, le assenze in difesa sono pesanti (out in un solo colpo Salines, Camigliano ed Ercolani), e allora la coppia centrale verte su Carillo e Parodi,  mentre sulle linee esterne spazio a Silvestro e Felicioli (preferito a Vezzoni). In mezzo al campo Danzi è il play (fuori Gargiulo) con ai lati Mazzocco e Tascone, mentre nel tridente avanzato torna dal 1' Millico a fianco di Emmausso, con Murano terminale offensivo. 

Dall'altra parte Toscano mescola le carte, e rispetto alle previsioni opta per una prima linea nuova di zecca che fa leva sulla coppia Montalto-Stoppa, mentre il lucerino Inglese parte dalla panchina. Luperini e Guglielmotti sono le altre due novità nel 3-4-1-2 preferito dal tecnico calabrese, che a Foggia sa che la sua squadra si gioca una fetta importante di credibilità.

Parte fortissimo il Catania che dopo 45” va già vicino al vantaggio, percussione sulla sinistra di Anastasio che calibra un perfetto assist di Montalto che di testa spedisce di millimetri sul fondo. Si gioca in un clima surreale, nessun coro e nessuna bandiera a sventolare, il Foggia si affaccia dalle parti di Adamonis al 13’ con una sventola dal limite dell’ex Emmausso che l’estremo etneo vede sfilare sulla sua destra. 

Col trascorrere dei minuti i padroni di casa prendono coraggio e cominciano a presidiare stabilmente la metà campo del Catania al minuto 24 i rossoneri avrebbero la chance per spezzare l’inerzia del match, ma sugli sviluppi del terzo angolo ancora Emmausso liberissimo spedisce di testa oltre la trasversale con Adamonis fuori traiettoria.   

Spinge il Foggia, che ha in Millico il suo principale ispiratore, al 27’ è proprio il fantasista ex Toro a sprintare sull’out di destra e a calibrare un tiro-cross che fa la barba alla traversa. Il gol è nell’aria, e puntualmente arriva al 38’ a marcare una superiorità piuttosto netta della formazione di casa: a far esplodere lo Zac è il sinistro al volo di Tascone che si avvita alla perfezione su una palla vagante ai limiti dell’area ed infila il sette. 

Si va al riposo sul vantaggio del Foggia una prima frazione di gioco che ha visto i rossoneri più manovrieri ed incisivi, al rientro in campo Toscano ne cambia subito tre per dare la scossa ai suoi: dentro gli ex Inglese e D’Andrea, oltre a Quaini che avvicendano Montalto, Jimenez e Verna, il Foggia risponde con Vezzoni per Silvestro.  

La mossa sembra dare nuovo slancio agli ospiti, che come nel primo tempo si rendono subito minacciosi con una mischia furiosa in area che trova pronto De Lucia alla parata a terra fra i pali. Ma è un fuoco di paglia, perché trascorrono i primi 5’ e i padroni di casa colpiscono ancora: ringhiosa ripartenza di Emmausso sulla trequarti che pesca Tascone sulla destra, dribbling a rientrare su un avversario dell’ex Entella e sinistro chirurgico alla destra di Adamonis che vale il 2-0.

Il raddoppio pare mettere definitivamente in discesa la gara per il Foggia, Capuano passa a tre in difesa avvicendando Camigliano con Mazzocco e facendo rifiatare anche Millico per Gargiulo, e probabilmente è in quel momento che la partita cambia. 

Il Catania al minuto 67 si procura un calcio di rigore con D’Andrea, che frana in  area dopo un tocco di Parodi: dagli undici metri però lo stesso attaccante si fa ipnotizzare da De Lucia. Che non sia giornata per l’attaccante ex Audace lo si capisce all’80’ quando dalla lunetta liberissimo potrebbe spingere in fondo alla rete un assist al bacio di Anastasio e invece spedisce incredibilmente fuori. 

Il Catania non vuole uscire ridimensionato dalla trasferta pugliese e negli ultimi 10’ cinge d’assedio il Foggia, Capuano con i suoi cambi facilita il ritorno dei rossoazzurri che prima dimezzano lo svantaggio con Inglese e poi in pieno recupero trovano addirittura con Di Gennaro il pari.  

E così alla fine da possibile squadra in technicolor, il  Foggia chiude in versione bianco e nero, sciupando una occasione colossale per regalare la vittoria ai suoi tre Angeli saliti al cielo.  

FOGGIA-CATANIA  2-2
Reti:  38’ p.t. , 5’ s.t. Tascone, 42’ s.t. Inglese, 48’ s.t. Di Gennaro.

FOGGIA (4-3-2-1). De Lucia; Silvestro (1’ s.t. Vezzoni), Parodi, Carillo, Felicioli; Mazzocco (10’ s.t. Camigliano), Danzi, Tascone (19’ s.t. Zunno); Emmausso, Millico (10’ s.t. Gargiulo); Murano (37’ s.t. Santaniello). 
In panchina: Perina, De Simone, Orlando, Sarr, Salines, Pazienza. 
Allenatore: Ezio Capuano;

CATANIA (3-4-1-2): Adamonis; Ierardi, Di Gennaro, Castellini; Guglielmotti (31’ s.t. Raimo), Verna (1’ s.t. Quaini), Luperini, (11’ s.t. Lunetta) Anastasio; Jimenez (1’ s.t. D’Andrea); Stoppa, Montalto (1’ s.t. Inglese). 
In panchina: Bethers, Torrisi, Gega, Forti.
Allenatore: Domenico Toscano;

Arbitro: Di Francesco (Ostia Lido);
Assistenti: Lisi (Firenze)/Merciari (Rimini);
Quarto ufficiale di gara: Ancora (Roma 1).

Ammoniti: Silvestro, Luperini, Verna, Carillo, Danzi, Emmausso, Anastasio
Espulsi: 50’ s.t. Santaniello
Calci d’angolo: 4-6
Recupero: 1’ p.t., 6’ s.t.
Note: pomeriggio autunnale ed umido, terreno allentato, circa 10 spettatori. Osservato un minuto di raccoglimento. Incasso devoluto alle famiglie dei tre tifosi deceduti domenica scorsa a Potenza.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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