Ai suoi nuovi tifosi si è presentato con la personalità di un veterano. E con quella numero 10 sulle spalle che è tutto un programma. Devastante il suo approccio alla maglia rossonera. Che non è più quella del Milan che lo ha svezzato. La sua nuova terra promessa ora si chiama Foggia. E allo Zaccheria contro il Potenza domenica scorsa Antonio Gala ha tirato fuori dal suo cilindro una doppietta d'autore, unico bagliore in un pomeriggio per il resto da incubo per i rossoneri. Che, perlomeno, hanno scoperto di avere in casa un talento che farà molto comodo in questo complicato finale di stagione.
"Il mio desiderio più grande era esordire dal 1′ in questo stadio. Avevo preannunciato ai miei amici che in Serie C dovevo far gol. Ora spero di segnare sempre...". Semplice e diretto il 20enne centrocampista napoletano che meglio non poteva festeggiare il suo debutto casalingo, dopo che il Foggia lo ha prelevato nel gennaio scorso a titolo definitivo dal Milan. Dal quale Gala si è appena congedato chiudendo con una brutta espulsione (dopo pochi secondi dall'ingresso in campo ad Ascoli) che ha macchiato la sua parentesi milanista. E che ha privato il Foggia per due turni della sua presenza in campo.
Del pacchetto degli ultimi arrivati alla corte di Luciano Zauri dal mercato di riparazione, Gala è quello che ha saputo ritagliarsi subito spazio e considerazione, un puntello di qualità che li in mezzo al campo serviva come il pane al Foggia, che a centrocampo finora ha sempre faticato a trovare la quadra del cerchio.
Ora con il suo arrivo, col recupero di Pazienza nel ruolo di play e con il ritorno a tempo pieno di Tascone il reparto dovrebbe finalmente andare a regime e finalmente non mettere più a malpartito Zauri con quelle continue rotazioni che non hanno mai dato una fisionomia precisa alla squadra. E Gala, in questo senso, darà una grande mano vista anche la sua duttilità tattica.
Il ragazzo partenopeo, nonostante la giovanissima età, di gavetta ne ha già fatta parecchia, a partire dall’Internapoli, dove ha mosso i primi passi e che soprattutto a metà anni '60 è stata fucina di talenti: da Chinaglia a Wilson per finire a Massa, senza dimenticare Fagan, che avrebbe poi indossato proprio la maglia del Foggia.
A cambiare però il destino di Gala è stata la chiamata del Milan, che è arrivata nel '18 quando aveva soli 14 anni. E che presto gli consentirà di entrare nel giro della prima squadra di Stefano Pioli. Conseguenziale anche la chiamata in azzurro con la nazionale Under 18.
Gala è stato precoce, è un centrocampista centrale con doti balistiche stupefacenti e un’ottima visione di gioco. Davanti alla difesa non si trova sicuramente a disagio, considerando le ottime doti di recupero palla e soprattutto di intercetto. Nasce mezzala, ma ha l'indole del regista moderno anche se deve migliorare in corsa e fisicità. La sua migliore stagione al Milan resta quella del '21-22 in cui si metterà in mostra con la Primavera con 4 gol e 3 assist in 35 presenze totali. E uno di questi gol risulterà decisivo nel pareggio per 1-1 contro l’Atletico Madrid in Uefa Youth League. Dopo la trafila con le giovanili rossonere ecco quindi la prima esperienza in Serie C al Sestri Levante, dove giocherà molto ma dove anche incapperà in un infortunio al menisco che lo metterà out nella parte finale della stagione.
"Sestri mi è piaciuta da subito, avevo parlato con la società e sapevo che avrei giocato più che in altri posti - ha ricordato di recente -. Uscire dalla comfort zone è stato importante, perché dopo 5 anni al Milan ti abitui al meglio, hai sempre tutto. Lì invece dovevo sbrigarmela da solo e se non mi mettevo in pari con gli altri ero fuori. Sapevo che sarebbe stato difficile, ma le prime 7 partite le ho giocate da titolare e anche prima di infortunarmi avevo giocato le ultime 4 dal 1', sentendomi peraltro migliorato rispetto all'inizio. Soprattutto a livello mentale e di attenzione. Ti ritrovi a giocare contro giocatori di 33-34 anni che sanno leggere i momenti della partita, quando affondare e quando chiudersi. In Primavera questo non succede. E poi anche la fisicità è diversa, devi andare a un ritmo superiore".
Andare via di casa giovanissimo non dev'essere stato facile: "All'inizio è stata davvero dura. Non giocavo quasi mai, anche se mi dicevano che mi avevano preso come prospettiva futura perché crescendo fisicamente potevo fare tante cose. Ma ammetto che ci sono stati momenti in cui chiamavo mio padre e mia madre perché ero demoralizzato. Poi dall'Under 16 ho trovato Christian Lantignotti che ha creduto in me e da quel momento ho giocato sempre".
Nel ‘22 Gala sarà schierato in due spezzoni di amichevoli da Pioli, contro Wolfsberger e Lumezzane: "Anche se erano amichevoli sono cose che sogni da bambino. Guardavo il Milan in TV e mi chiedevo: chissà se posso giocare con loro”. Poi ad ottobre la convocazione in prima squadra per una partita ufficiale: "Addirittura in Champions. Un'emozione fortissima, il sogno da bambino che si realizza: essere a Stamford Bridge con la prima squadra. Sono cose che inizialmente non realizzi, te ne rendi conto quando sei lontano. A raccontare questa esperienza mi vengono ancora i brividi".
Gala da bambino aveva un idolo: "Da piccolo giocavo in attacco o trequartista e mi innamorai di Marco Reus. Infatti sul mio profilo Facebook se si scorre indietro nel tempo ho postato diverse sue foto. E poi guardavo i video di Zidane".
Sul suo ruolo in campo non ha dubbi: “Al Milan ho sempre fatto la mezzala, raramente il trequartista. A Sestri mi hanno provato esterno sinistro e mi sono accorto he mi piace perché ho modo di fare tanti uno contro uno e ho scoperto di dribblare molto bene. Però i ruolo in cui mi vedo meglio è quello di mezzala offensiva". Zauri non lo dimentichi, il Foggia adesso ha un Gala in più nel motore.
(Foto: Calcio Foggia 1920)
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