Foggia Calcio ai titoli di coda, anche Zauri e Leone? Canonico ha detto che sono sotto osservazione

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Senza nerbo. E senz'anima. Il peggior Foggia della gestione-Zauri esce con le ossa rotte nel confronto con la giovin Cavese di Enzo Maiuri. Una formazione frizzante e peperina che ha fatto vedere i sorci verdi a Salines e soci. Successo storico per i metelliani che non avevano mai vinto allo Zaccheria, e che hanno messo a nudo tutti i limiti attuali di una squadra che sembra ormai non avere più nulla da chiedere alla stagione. 

Complice infatti il recente terremoto in classifica che ha portato all'esclusione simultanea di Taranto e Turris, e che vede ora il Messina diventare la più autorevole indiziata alla retrocessione, è come se nei rossoneri fosse subentrata l’apatia. Che rischia ora di contagiare anche la tifoseria. Scarica e demotivata per via dell'ennesima stagione di stenti e contraddizioni.  

I 90' con la Cavese sono stati il condensato di una condizione di rassegnazione che ormai pervade l'ambiente. Ed anche se Luciano Zauri lascia sempre aperta la porticina dei playoff, appare evidente che ormai stiano scorrendo i titoli di coda su un'altra annata insipida che andrà in archivio senza lasciare traccia del suo passaggio.

Il vero problema da fronteggiarne però, è che all'appello mancano ancora 5 gare (di cui 4 in trasferta) che in chiave rossonera non hanno davvero più nulla da dire, ed il rischio di dover assistere ad uno stillicidio si fa sempre più concreto. Soprattutto in una situazione di estrema incertezza come quella di casa Foggia, in cui c'è una proprietà che continua a generare caos che sta provocando una frattura insanabile con la città. 

Si ha quasi la sensazione che i diktat di Nicola Canonico lanciati alla vigilia del derby di Cerignola abbiano prodotto l'effetto esattamente contrario a quello desiderato dal patron, si percepisce aria di smobilitazione attorno al Foggia. E le voci ricorrenti del probabile azzeramento del progetto tecnico non aiuteranno ad invertire il pericoloso trend degli ultimi 180'. Che hanno mostrato una squadra che ormai va avanti per inerzia, senza più credere in quello che fa. 

Juventus Next Gen, Casertana, Crotone, Messina e Picerno sono le ultime 5 tappe attraverso le quali il Foggia dovrà passare prima della conclusione della stagione regolare. Il timore è che si trasformino in vere e proprie forche caudine che finiscano con il rendere deprimente la stagione più tormentata della gestione-Canonico. 

La resa incondizionata con la Cavese non è un bel segnale. E in qualche misura va a macchiare il certosino lavoro che dietro le quinte in questi ultimi 4 mesi è stato svolto con solerzia ed applicazione sia dal tecnico che dal direttore sportivo. Le due figure di riferimento che più di tutte si sono spese nel tentativo di raddrizzare la baracca.

Qualcosa però si è inceppato negli ultimi tempi, e l’ultima sconfitta (la sesta allo Zaccheria) ha confermato che sul piano nervoso il gruppo ha mollato. Ancora un gol su palla inattiva, ancora l'ennesima incertezza di De Lucia fra i pali. Ancora i soliti errori a difesa schierata, in un copione già visto diverse altre volte. Con Zauri che stavolta con le sue scelte ha contribuito a rendere la matassa più complicata: perché fuori, e contemporaneamente, Zunno e Da Riva dall'inizio, sacrificati peraltro per gli impalpabili Orlando e Danzi? 

Nessuno si è salvato dalla debacle con la Cavese, dal primo all'ultimo irriconoscibili ed imbarazzanti i rossoneri, al cospetto di una formazione imbottita di under che ha comandato le operazioni in lungo e in largo senza mai dare l'impressione di soffrire. Uno sfacelo inatteso. Perché contro l’Audace Cerignola per quanto fosse giunta la sconfitta comunque la squadra aveva cercato fino alla fine di restar in partita.
Quello che invece non ha fatto domenica scorsa consegnandosi ad una formazione che, lo si era capito fin dalle prime battute, era salita a Foggia per cercare il primo successo sul campo dei rossoneri. 

Un deciso e preoccupante passo indietro, dunque. Se non si cambia registro in fretta si rischiano solo figuracce d’ora in avanti. 

Con una rosa stringata in cui ci sono già diversi elementi che si sono chiamati out da tempo (Mazzocco, Santaniello ed ora anche Vezzoni), e con altri inadeguati per la categoria (Danzi, Felicioli e De Lucia su tutti), oltre che con un attacco spuntatissimo e ridotto ai minimi termini nel quale si avverte la mancanza di un centravanti di ruolo (che oltretutto la proprietà non ha voluto reperire sul mercato a gennaio dopo la partenza di Murano), per Zauri si prospetta un finale di stagione tutto in salita. 

A maggior ragione ora che anche il ds Luca Leone sembra non essere nelle grazie della proprietà. Che per la verità già da qualche tempo lascia intendere di voler percorrere altri sentieri. Canonico solo la scorsa settimana ha detto che allenatore e direttore sportivo sarebbero sotto osservazione e che sta valutando a tutto tondo il loro operato. In realtà c’è già che è pronto a scommettere che abbia già deciso il destino di entrambi: ennesimo ribaltone alle viste. 
Altro giro, altra corsa.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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