Così no. Fa troppo male. Che la situazione in casa Foggia potesse precipitare nel giro di poche settimane, nessuno poteva preventivarlo. Ma dopo il 4-0 di Caserta e l’ultimo indecoroso spettacolo offerto, c'è da chiedersi se nella prossima stagione i rossoneri bazzicheranno ancora la categoria... Domanda legittima, e sotto certi versi inquietante per quello che accadendo in questo marzo che si sta rivelando più nero della pece.
È una caduta verticale fragorosa, di cui si fa fatica a ricordare precedenti analoghi, il quarto ko di fila fa sprofondare la ciurma di Zauri nel baratro, ad una distanza dai playout che non è più di sicurezza. Perché ora la Casertana è risalita a -5, e il Messina dà preoccupanti segnali di risveglio. A differenza del Foggia, che non c'è più, inghiottito dalle sue ansie e dalle megalomanie di una proprietà che è la responsabile numero uno di quanto si sta verificando.
Gli ultimi 90' del Pinto sono la fotografia di una squadra che non c'è più, che scende in campo per onore di firma, e che pare voglia lanciare una sorta di SOS: aiutateci se potete, fate presto!
Il gruppo è alla deriva, e la situazione è ormai fuori controllo. Non si capisce solo se si tratti di ammutinamento, ed eventualmente nei riguardi di chi. Quel che è certo è che le risorse psico-fisiche sono azzerate, e di questo passo le tre ultime gare di stagione paiono avere un esito già segnato. Il Foggia rischia seriamente di essere risucchiato nei playout. Anche perché adesso è atteso da un turno di sosta in cui le avversarie scenderanno regolarmente un campo (in programma ci sono Sorrento-Messina e lunedì prossimo Giugliano-Casertana), per cui quest'ultimissimo scorcio di torneo può assumere tutti i connotati di un vero e proprio incubo. Dal quale tirarsi fuori sarà complicato.
Il calendario di Salines e soci sembra fatto apposta per mettere i brividi con le trasferte proibitive di Crotone (il 14 aprile) e di Picerno (il 26), mentre Sabato Santo allo Zaccheria sarà di scena il Messina. In quello che potrebbe diventare davvero l'ultimo appiglio per evitare il peggio.
Dopo la prestazione raccapricciante di Biella con la Juventus Next Gen, il Foggia ha saputo fare addirittura peggio a Caserta, dove ha subìto l'umiliazione di un 4-0 che non ammette repliche. Tutti dietro la lavagna in castigo, e club che nel dopo-gara ha deciso di trincerarsi dietro il silenzio "perché vuole dedicarsi esclusivamente alle ultime gare", si legge nella nota diffusa sabato sera.
Bocche cucite a tutto tondo, ma è evidente che il caos è generalizzato. E a questo punto tutt'altro che da escludere sono nuovi colpi di scena: si sussurra di un possibile cambio tecnico (sarebbe il quarto stagionale), ma anche l'ipotesi di dimissioni da parte di Zauri e del suo staff sarebbe tutt'altro che peregrina. In bilico anche la posizione del ds Luca Leone, che sabato sera dopo il tracollo del Pinto avrebbe fatto meglio a metterci la faccia. E a raccontare cosa sta accadendo in uno spogliatoio che è letteralmente in fiamme.
Clima da tutti contro tutti, insomma. Con una proprietà sempre più assente e distante da Foggia. E che pure sarebbe già al lavoro per l'ennesima stagione del rilancio.
Il patron oggi alle 17.30 si rivedrà dalle parti dello Zaccheria in conferenza-stampa “a disposizione dei media”, recita il comunicato diffuso ieri nel primo pomeriggio. Cosa avrà da comunicare il patron di così urgente? Che si va verso il quarto cambio in panchina, e che il ds Leone può considerarsi defenestrato? Oppure che la squadra ha mollato dopo la rivisitazione della classifica che le ha sottratto 9 punti?
Ma non è detto che il presidente approfitterà dell’occasione per ribadire che all’orizzonte non si intravedono acquirenti, svilendo così anche l’ultima offerta di acquisto del club che gli sarà formulata in mattinata.
E se, invece, a sorpresa Canonico rinsavendo tutto d’un tratto dovesse decidere di battere, e una volta per tutte, in ritirata?
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