Foggia Calcio e Nicola Canonico, ora è proprio finita: “Sono out e non tirerò fuori più un centesimo”

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Stavolta è proprio finita. Si spera. Nicola Canonico abiura in un pomeriggio piovoso e cupo, annunciando il suo definitivo disimpegno dal Foggia. Lo fa in  maniera insolita, a distanza e in remoto. Evitando di presentarsi di persona alla preannunciata conferenza-stampa allo Zaccheria. Il che finisce col creare qualche comprensibile malumore fra i presenti, che minacciano di abbandonare la sala-stampa. La cosa si ripete qualche minuto dopo, quando in apertura del suo intervento Canonico vorrebbe avere precedenza assoluta.

Per fortuna dribbla l’ennesimo autogol, e  si concede alla prima domanda: “Perché non è quì oggi, cosa le ha impedito di esserci fisicamente?”, lo incalzano. “Non volevo che magari poi in mia assenza si presentassero gli imprenditori che vogliono subentrare - la replica immediata dal suo quartier generale di Modugno-, ho letto di un incontro previsto per stamattina alle 11, ma finora non si è visto ancora nessuno...”. 

La verità, evidentemente, è un’altra: Canonico non ha raggiunto Foggia per evitare di incrociare la feroce contestazione all’esterno dello stadio che è andata in scena mentre nella sala-stampa Fesce l’imprenditore di Palo del Colle affidava ad una nota il suo addio. 

Prima di comunicare le dimissioni irrevocabili (proprie e del figlio Emanuele), Canonico ha inteso ripercorrere le tappe della sua controversa esperienza in rossonero. Dando una sua personale interpretazione al susseguirsi degli avvenimenti che hanno punteggiato la sua avventura. 

“Sono subentrato in un momento delicatissimo per la vita del club ed ho fatto subito fronte ad impegni economici importanti per rilanciare il calcio a Foggia - ha sottolineato -. Nel primo anno mi sono affidato al duo Zeman-Pavone nella convinzione di aver scelto il meglio possibile. Abbiamo raggiunto i playoff da settimi, prima di essere eliminati dalla Virtus Entella. Zeman è andato via perché nel frattempo c’era stata l’interferenza dell’imprenditoria locale che gli aveva fatto credere di essere nella condizione di subentrare, e magari di potergli anche garantire un contratto economico più sostanzioso, è stato lì che qualcosa si è rotto: ricordate? Prima di concludere la sua parentesi in rossonero disse anche che a Foggia non c’erano i presupposti per fare calcio. E invece l’anno dopo abbiamo dimostrato l’esatto contrario, arrivando in finale play-off, persa nel modo che tutti sapete, ed eliminando proprio il suo Pescara. Certo, non nego di aver commesso degli errori. Al terzo anno siamo partiti in ritardo per le vicende collegate al ricorso che abbiamo portato avanti fino in fondo, ma comunque per quanto sia stata una stagione di ridimensionamento, alla fine è stata comunque dignitosa, abbiamo anche sfiorato i playoff. Anche quest’anno ho fatto grandi sacrifici sobbarcandomi una gestione onerosa, abbiamo allestito una formazione che tutti avete indicato essere all’altezza per competere per le posizioni di vertice. I risultati purtroppo non sono arrivati nè con la gestione Brambilla-Roma, nè successivamente con Capuano, forse l’errore più grande che ho commesso in questi 4 anni. L’avvento di Zauri e Leone nella stanza dei bottoni da novembre ha dettato in qualche misura una svolta, ma a dicembre ho riferito al ds che volevo cambiarne 8-9 della rosa per abbassare il monte-ingaggi. Per tutta risposta Leone mi ha risposto che lui ed il tecnico non erano intenzionati a cambiare nulla, perché la squadra era forte, e che in caso contrario se ne sarebbe tornato a casa. Ci avevo visto giusto, perché se ora ci ritroviamo in questa condizione di classifica vuol dire che non era proprio come sostenevano loro. Zauri e Leone si sono assunti una precisa responsabilità, resteranno al loro posto fino in fondo perché adesso dovranno tirarci fuori da questa situazione”.

Dopo l’ampia ed accorata difesa del suo operato, Canonico ha quindi chiuso il cerchio: “Lascio e senza ripensamenti, da questo momento non verserò più un centesimo per il Foggia. A cominciare dalla prossima incombenza del 16 aprile. Ovviamente non iscriverò nemmeno la squadra al prossimo campionato se non dovesse nel frattempo farsi avanti qualcuno. Ma sotto questo punto di vista sono sereno, perché sono sicuro che ci sarà chi subentrerà e farà meglio del sottoscritto. Ringrazio chi mi è stato vicino in maniera disinteressata, ad oggi ho investito 10 milioni nel Foggia, eppure mi ritrovo una piazza contro. Vorrà dire che da stasera mi dedicherò alle mie attività imprenditoriali ed alla mia famiglia, considerato che le due curve mi chiedono apertamente di lasciare”.

Canonico ha quindi chiarito i termini per chiudere una eventuale trattativa per la cessione: “Gli interessati dovranno accollarsi una massa debitoria di 2,7 milioni, versare 1,8 milioni per l’acquisto del club e corrispondere le ultime 4 mensilità. Si tratta delle stesse condizioni di quanto subentrai io alla gestione-Pintus. Con la non poco trascurabile differenza che ora in rosa abbiamo almeno 6 ragazzi di prospettiva che possono generare plusvalenze”.

Il Foggia, dunque, vale 6 milioni, euro in più euro in meno, ed è questo l’investimento che sarà eventualmente chiamato a fronteggiare il gruppo di imprenditori locale che da subito dovrà attivarsi per subentrare nella gestione del Foggia Calcio. Canonico è stato chiaro, lascia ma solo alle sue condizioni.

Peccato che nel pacchetto  non abbia inserito anche l’opzione-retrocessione, con questi chiari di luna, infatti il Foggia potrebbe anche ritrovarsi inavvertitamente in Serie D l’anno prossimo.
Nel qual caso, patron, come la mettiamo?

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testatina dillo al direttore WEB

 



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