Per i filosofi del calcio più nostalgico, lo 0-0 è il risultato perfetto che rispecchia l’equilibrio fra due formazioni capaci di equivalersi, di scontrarsi, di attaccarsi pur senza prevalere l’una sull’altra. Il campione olimpionico 1936 Annibale Frossi considerava lo zero a zero il «risultato perfetto», perché - diceva - nessun errore viene commesso dalle due squadre. Il sommo Gianni Brera era d'accordo, senza gol siamo di fronte al risultato impeccabile. Ed è proprio al risultato perfetto che punterà sabato pomeriggio il Foggia di Antonio Gentile. Che sotto la sua gestione sembra avere una naturale predisposizione per il pari (già conseguito a Picerno e in gara 1 playout a Messina).
Sarà l’anelito al quale Salines e compagni aspireranno in campo, con la consapevolezza che mantenere la porta inviolata garantirebbe la salvezza. Mentre subire anche solo un gol renderebbe il pomeriggio dello Zaccheria un’odissea.
Perché la via della rete in casa rossonera è smarrita e gli attaccanti sono a digiuno e fanno scena muta, nelle ultime 7 della stagione regolare sono solo 5 i gol messi a segno, quattro dei quali equamente ripartiti fra Cerignola e Crotone. Il che certifica una astinenza offensiva che finisce col rappresentare un problema in più per una gara senza appello come quella coi peloritani.
Il Foggia in campionato allo Zaccheria fino ad oggi solo in una occasione ha chiuso i 90’ sullo 0-0, era il 15 novembre scorso, nel giorno del debutto in panchina di Luciano Zauri contro la Casertana che mise a nudo tutti i limiti di una formazione che di lì avrebbe dato confortanti segnali di ripresa. Prima di inabissarsi in dirittura di arrivo contro ogni previsione.
Per il resto il risultato ad occhiali nella stagione regolare il Foggia lo ha conseguito soltanto in altre tre occasioni, e sempre lontano da casa rispettivamente contro Latina, Trapani e Picerno.
Il pareggio interno è arrivato altre 4 volte contro Trapani (2-2), Catania (2-2), Crotone (1-1) e Benevento (2-2), a conferma che il segno X non è quello per il quale la formazione rossonera ha una certa propensione. Riprova ne sia il fatto che in stagione ne ha collezionati complessivamente 10 in 34 giornate.
E’ soprattutto sulla ritrovata saldezza difensiva, allora, che deve far leva Antonio Gentile per togliere definitivamente le castagne dal fuoco. E che in vista della sfida di domani non pare intenzionato a propendere per una gara di puro contenimento come il caso suggerirebbe. Perché questo atteggiamento potrebbe rivelarsi molto pericoloso.
Gentile dirà ai suoi di non abbassarsi troppo, anche se poi non disdegnerà di coprirsi le spalle per non concedere alcun tipo di vantaggio ad un avversario chiamato a vincere per restare in C. E che dunque, gioco forza, sarà costretto a sbilanciarsi.
“Dimentichiamoci di questo 0-0, e prepariamoci a tutta un’altra partita fra sette giorni”, il monito del tecnico rossonero nell’immediato post-gara di Messina, quando non ha nascosto la delusione per un risultato che, a suo dire, non avrebbe premiato fino in fondo la condotta di gara dei suoi. Che, non avessero avuto le polveri bagnate sottomisura, avrebbero molto probabilmente portato a casa l’intera posta in palio.
In riva allo Stretto, assente Camigliano (che torna disponibile per il ritorno), si è affidato a Parodi, Dutu e Felicioli (utilizzato nell’insolito ruolo di braccetto di centro-sinistra) per contenere le sfuriate di un Messina che all’atto pratico però quasi mai si è reso minaccioso. Osservato speciale sarà in particolare bomber Luciani, all’asciutto all’andata ed annullato egregiamente da Dutu. Ma si tratta pur sempre dell’attaccante più pericoloso dei peloritani e per il quale occorrerà quindi montare una guardia particolare.
Difficile però che il tecnico del Foggia riveda qualcosa nell’assetto difensivo della sua squadra, la cerniera a tre dovrebbe essere riconfermata in blocco alla luce dell’ottima prova di una settimana fa, e del fatto anche che nella linea a 5 di centrocampo l’arretramento di Felicioli ha consentito a Zunno di riprendersi una maglia da titolare e di creare scompiglio nella metà campo avversaria, risultando alla fine il migliore in campo dei suoi.
Giocherà per vincere il Foggia, che non può permettersi certo di perdere, e che magari alla fine farà suo un pareggio che sarebbe tutt’altro che disprezzabile. Così potrebbe averla preparata in settimana Gentile, che proprio in queste ore si sta sforzando di far capire ai suoi giocatori che accontentarsi sarebbe l’errore più grave che si possa commettere in una gara come questa. Che è da dentro o fuori, e che bisogna affrontare col coltello fra i denti.
Poi in cuor suo è normale che il tecnico foggiano che ormai conosce a memoria pregi e difetti della sua squadra, possa anche strizzare l’occhio allo 0-0, che a conti fatti sarebbe il risultato perfetto che più perfetto non si può. Soprattutto per questo Foggia, che segna col contagocce, ma che perlomeno negli ultimi 180’ ha calato la saracinesca davanti a Perina.
(Foto: ACR Messina)
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