Bruno Capra, eroe del Bologna scudettato del 1964 è appena scomparso, aveva 87 anni: annullò Corso e Facchetti, e contribuì a consegnare il tricolore ai felsinei. Fu, infatti, la mossa tattica vincente del tecnico Fulvio Bernardini nello spareggio vinto con l'Inter ormai 61 anni fa. L’allenatore degli emiliani lo schierò a sorpresa come ala sinistra al posto dell'infortunato Ezio Pascutti, e la scelta si rivelò vincente: quel ruolo, allora chiamato "ala tattica", sorprese gli avversari e le sue discese portarono all'insperato successo dei bolognesi sui nerazzurri di Helenio Herrera, freschi vincitori della Coppa dei Campioni, ottenuta battendo il Real Madrid. Lasciato il Bologna, Capra avrebbe poi concluso la sua carriera con la maglia del Foggia.
Bruno Capra, l'uomo dell'Olimpico, è morto domenica scorsa, era l'ultimo dei titolari del Bologna scudettato ancora in vita.
Laterale destro, ha vestito la maglia rossoblù 178 volte fra campionato e Coppe negli anni compresi fra il 1955 e il 1965, realizzando anche due reti. Venne ribattezzato "L'uomo dell'Olimpico" in quanto mise la sua firma sullo spareggio del 7 giugno a Roma.
In rossonero Capra approdò nella stagione ‘65-66, con il Foggia ancora in A. Arriva a parziale contropartita nell’affare-Micelli, il difensore che si trasferisce a Bologna per un discreto gruzzolo di milioni, 100 per la precisione.
Capra, a causa di un grave infortunio, dovrà restare a lungo fermo ai box nel suo primo anno di permanenza a Foggia, anche se alla sua seconda presenza segnerà il suo unico gol in rossonero da ex proprio al suo Bologna il 19 settembre ‘65.
In Puglia complessivamente resterà 4 stagioni, nel corso delle quali cumulerà 55 presenze. Quindi alla soglia dei 32 anni concluderà la carriera.
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