Mala tempora currunt. Una settimana, una sola, è stata sufficiente a sparigliare le carte più di quanto già non lo fossero, e ad orientare i destini del Foggia. Che hanno preso un’altra imprevedibile direzione dopo che il gol di Emmausso col Messina di sabato scorso pareva potesse schiudere nuovi orizzonti. E invece le ultime vicende extracalcistiche stanno riportando il Foggia sulla stessa rotta di queste ultime controverse stagioni.
Indietro tutta, il pallino torna nelle mani di patron Nicola Canonico, che pure aveva giurato a sè stesso di chiudere col pallone a Foggia e di battere definitivamente in ritirata. E che invece (suo malgrado?) sarà costretto con ogni probabilità a tornare sui suoi passi e a rivedere le sue posizioni. Costrettovi dagli eventi, proprio nel mentre dietro la porta bussa l’amministratore giudiziario che per un anno sarà impegnato in prima linea a bonificare il club e a verificare fino a che punto sussistano infiltrazioni mafiose che ostacolino l’attività del club.
Il professor Chionna un primo sondaggio con la proprietà lo avrebbe già fatto per farsi una idea di quelle che sarebbero le intenzioni di massima dell’imprenditore di Palo del Colle in vista della scadenza del 6 giugno, che diventa la data da dentro o fuori per la società rossonera. Quella che dirà se la C è ancora la categoria che calza a misura del Foggia. O se si è giunti ad un punto di non ritorno.
Canonico pare stia tentennando, per ora tiene tutti col fiato sospeso, sa di avere il coltello dalla parte del manico perché è il solo che in questo momento può garantire la sopravvivenza del calcio locale. L’unico dunque che può dettare la linea, e che per quanto abbia tanto da farsi perdonare per gli errori cumulati nella sua strampalata gestione sportiva e che per via delle tempistiche stringenti sia in grado di ottemperare alle scadenze che incombono all’orizzonte. E senza le quali il Foggia si avvierebbe al capolinea.
Prendere o lasciare. E allora via col tira e molla di questi giorni che lascia aperto il campo a qualunque soluzione.
Domani però dal tavolo tecnico in programma a Palazzo di Città dovrebbe emergere un orientamento di massima su ciò che bolle in pentola, dal confronto che la Sindaca Episcopo avrà con l’amministratore unico Bitetto e con l’amministratore giudiziario Chionna è possibile che venga dettato il cronoprogramma sulle attività che attendono il club a stretto giro per riallinearsi ai nastri di partenza della prossima stagione.
Difficile ipotizzare la piega che possa prendere il confronto, ma già giovedì scorso quando il Foggia ha dato forfait per il mancato ok del giudice delegato, l’aria che tirava in Comune non era delle migliori: se Canonico si aspetta infatti che l’imprenditoria locale si lasci impietosire dalle indagini della DDA che hanno evidenziato condizionamenti malavitosi esterni nella gestione del club, e decida di sostenere la sua rentrée con atti concreti (tradotto: sponsorizzazioni), resterà deluso.
E’ quanto avrebbe lasciato intendere a chiare lettere nel corso dell’incontro il presidente della Camera di Commercio Pino Di Carlo, che pare abbia già anticipato qual è l’orientamento generale dei suoi associati. Non se ne farà nulla, a parte qualche sporadica adesione di coloro che anche in passato hanno mostrato vicinanza all’imprenditore di Palo del Colle, per il resto la risposta sarà insoddisfacente.
Canonico, quindi, laddove decidesse di proseguire la sua avventura al timone del Foggia dovrà provvedere da sé e senza aiuti esterni.
E allora il quadro potrebbe assumere contorni imprevedibili e risvolti poco incoraggianti per il club daunio: se sono queste in fatti le premesse, se la sentirà il patron di prendere il coraggio a quattro mani e di affrontare una nuova stagione che già da ora si preannuncia dalle mille incognite?
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