Un passo per volta. Partendo da un assunto che alla fine, si spera, possa mettere tutti d’accordo: il Foggia finito sotto l’ala protettiva dell’amministrazione giudiziaria non è detto che di qui ad un mese non passi di mano. Lo auspica il Tribunale di Bari che entro un anno dovrebbe concludere la sua opera di bonifica del club, lasciandolo in mani sicure. E in fondo ad augurarsi lo stesso epilogo è anche Nicola Canonico, che alla fine di questa sua parentesi quadriennale al timone del Foggia spera di uscirsene lindo e pinto.
E con tutti gli onori del caso. Non realizzando magari dalla cessione quello che aveva messo in preventivo, ma comunque gratificato per il ritrovato consenso di una tifoseria che gli sarà grata per aver evitato la scomparsa del calcio locale.
Un tassello per volta, però: prima l’iscrizione al prossimo campionato, prioritaria per dare un senso a tutto il resto, quindi la verifica sul campo, e a stretto giro, della fattibilità di un cambio al vertice per ora solo ventilato, ma tutt’altro che di semplice attuazione. Passaggio obbligato, quest’ultimo, prima dell’avvio di una programmazione che, perdurando lo stato di fatto, presenta più di una incognita.
“Il Foggia sul campo ha meritato a restare in Serie C ed era un peccato perdere questo diritto acquisito - ha precisato la scorsa settimana il professor Chionna deputato a coadiuvare il club in questo frangente così delicato della sua storia -. Essere in amministrazione giudiziaria significa condividere dei protocolli di condotta. Le decisioni non sono solo ora della società e della governance, ma dell’attività giudiziaria del tribunale di Bari. Lo Stato offre un supporto. Si tratta in 15 giorni di dare una continuità al risultato sportivo”.
Una svolta alla quale si guarda con un certo scetticismo, viste anche le tempistiche a disposizione, ma alla quale la proprietà in testa mira consapevole che, in caso contrario, condividere un progetto calcistico con l’amministrazione giudiziaria non sarebbe opera agevole: “C'è un periodo della vita dove hai dato tanto e hai bisogno di recuperare energie ed entusiasmo - ha evidenziato Canonico a margine della conferenza stampa di martedì scorso a Bari -. Il calcio senza entusiasmo è difficile. Vorrei stare più con la mia famiglia. Spero che a Foggia arrivi qualcuno che abbia le stesse motivazioni con cui ho iniziato l'avventura lì. C'è un popolo fantastico e una tifoseria immensa”.
E qualcosa nell’ombra pare si stia muovendo: la notizia non trova ancora conferma, ma a metà della scorsa settimana sarebbe pervenuta al socio di riferimento una pec con tanto di manifestazione di interesse a rilevare il 100% delle quote del Foggia Calcio.
Il soggetto interessato pare faccia capo alla Building Company, il cui core business è incentrato sul settore delle energie rinnovabili, in particolare il fotovoltaico. La manifestazione d’interesse recherebbe in calce la firma di Marco Manzi, managing director dell’azienda e responsabile della guida delle strategie aziendali e del coordinamento delle attività quotidiane. Sarebbe lui la figura di riferimento con la quale il club potrebbe interfacciarsi nelle prossime ore per verificare la fattibilità e soprattutto la sostenibilità economica e finanziaria di una operazione che non si preannuncia agevole per i tanti rivoli che presenta.
Contestualmente però non si può non guardare oltre ad una ipotetica trattativa la cui consistenza resta tutta da verificare, sul tavolo evidentemente esiste un piano B che è stato anticipato dallo stesso Canonico e che va perlustrato fino in fondo prima di essere attualizzato. E che non può prescindere dall’intervento dell’imprenditoria locale, che sarebbe chiamata a supportare in maniera consistente l’attuale gestione.
Ma è evidente che a quel punto le implicazioni sarebbero diverse e tutte da scandagliare: a chi spetterebbe, ad esempio, la scelta di tecnici e ds? E, nel caso, che ruolo avrà il coadiutore del Tribunale di Bari Luca Veneziani, commercialista ed esperto in società sportive e calcistiche in particolare?
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