Oggi sapremo se il prossimo campionato del Foggia sarà o meno ad handicap. E quali effetti concreti produrrà il deferimento che ha colpito l’amministratore unico Bitetto ed il club rossonero dopo la mancata corresponsione entro il 16 aprile scorso degli emolumenti ai tesserati e dei relativi contributi del mese di febbraio. Come si ricorderà, infatti, il 29 maggio, in accoglimento dell'istanza di rinvio formulata dalla difesa dei deferiti, il procedimento è stato rinviato all'udienza prevista in data odierna alle ore 12,15, in modalità videoconferenza. Il differimento è stato determinato a seguito della vicenda giudiziaria che interessa l’ex presidente Nicola Canonico, e che ha portato all’amministrazione giudiziaria del club.
L’avvocato Edoardo Chiacchio, legale del Foggia, che ha formulato l’istanza di rinvio accolta dal TFN a margine dell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, oggi punterà la difesa sui recenti eventi che hanno travolto il club rossonero, provocando inevitabili ripercussioni sulla vita societaria che, come confermano le indagini, sarebbe stata condizionata da infiltrazioni di stampo mafioso. Obiettivo, dunque, è limitare i danni in prima istanza e possibilmente ottenere uno sconto della pena che, come prevedono le norme, dovrebbe essere regolarmente irrogata e che dovrebbe attestarsi sui 4 punti di penalizzazione, da scontarsi nella prossima stagione agonistica.
Il rinvio dello scorso 29 maggio lascia però moderatamente ottimisti, gli approfondimenti di queste settimane da parte del Tribunale Federale Nazionale potrebbero aver accertato responsabilità non imputabili direttamente al club rispetto all’inosservanza del 16 aprile. E dunque creare i presupposti per una revisione a tutto tondo del deferimento. A maggior ragione dopo che lo scorso 4 giugno l’attuale proprietà ha provveduto a saldare ogni pendenza e ad ottenere la licenza nazionale per partecipare al prossimo campionato di Lega Pro.
A margine del proprio disimpegno del 30 marzo scorso per via di una sempre più marcata incompatibilità ambientale, Nicola Canonico per la prima volta da quando è alla guida del Foggia non ha poi rispettato la scadenza dei termini per il pagamento di stipendi e contributi a dipendenti e tesserati. E lo scorso 4 maggio il Procuratore Federale, a seguito della segnalazioni della Co.Vi.So.C., ha deferito al Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare il Foggia (oltre alle società Triestina, Lucchese e Messina) nonché i rispettivi legali rappresentanti e dirigenti per una serie di violazioni di natura amministrativa.
Nello specifico Michele Bitetto, amministratore unico del Foggia - dopo le dimissioni di Nicola Canonico e del figlio Emanuele -, è stato deferito per non aver provveduto, entro il termine del 16 aprile scorso, al pagamento degli emolumenti netti nonché per non aver provveduto al versamento delle ritenute Irpef, dei contributi Inps, e del fondo di fine carriera relativi alla mensilità di febbraio ‘25.
La società è stata deferita invece a titolo di responsabilità diretta per le violazioni disciplinari ascritte al proprio legale rappresentante pro-tempore nonché a titolo di responsabilità propria.
Ad occhio e croce è difficile ipotizzare che il Foggia la possa fare franca e non incorrere in alcuna sanzione amministrativa, anche se le argomentazioni addotte dalla difesa potrebbero indurre il Tribunale Federale Nazionale a non calcare la mano, in considerazione anche della particolare situazione ambientale nella quale si è trovata ad operare l’attuale proprietà.
Oggi nel primo pomeriggio attesa la sentenza: saranno rese note le decisioni definitive di primo grado e si capirà dunque che tipo di dazio il Foggia dovrà pagare alla nuova stagione che bussa alle porte, nel girone C intanto c’è già un altro club che dovrà scontare una penalizzazione: si tratta del Trapani di patron Antonini, che partirà da -8 , a causa di irregolarità amministrative legate all'utilizzo di crediti d'imposta inesistenti.
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