Foggia Calcio, film già visto: Building Company minaccia di ritirarsi e Canonico “apre” a visione dei conti

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Chissà perché quando c’è di mezzo la possibile vendita del Foggia, puntualmente la situazione si ingarbuglia. Sotto la gestione di Nicola Canonico è già accaduto in almeno due-tre occasioni, e se qualche volta a far storcere il naso è stata la sospetta consistenza dei possibili investitori, in altre in cui di certo la solidità economica era al di sopra di ogni sospetto, c’è sempre stata una variabile impazzita a fare la differenza: la scarsa propensione del patron a mollare la presa. Se non a determinate condizioni.  

Per un difetto di comunicazione, o perché forse già preliminarmente si è lasciato molto all’improvvisazione, evitando di affidarsi a professionalità che avrebbero potuto districarsi molto meglio nei meandri del diritto societario di quanto non abbiano fatto i diretti interessati, c’è sempre stato un cavillo al quale appellarsi per far tramontare il tutto. 

Altro giro, altra corsa, la storia sembra ripetersi anche con la Building Company, che è l’ultimo soggetto in ordine di tempo che ha manifestato interesse per rilevare il 100% delle quote del club, e che sembra ora ad un passo dal battere in ritirata dopo peraltro aver già definito per tempo anche compiti e ruoli del nuovo organigramma societario resi noti con largo anticipo. 

Nella serata di lunedì scorso l’azienda di Carate Brianza che opera nel settore delle energie rinnovabili ha diffuso una nota che conferma, come già anticipato da l’Attacco, come la trattativa si sia incagliata su un passaggio-cardine ritenuto propedeutico per la successiva offerta di acquisto: “Building Company s.r.l. ha manifestato il vero e fattivo interesse all’acquisizione di tutte le quote del Calcio Foggia - si legge -, ma l’attuale socio ritiene di voler vincolare contrattualmente la scrivente società senza la possibilità di verificare la situazione contabile, finanziaria, patrimoniale e debitoria del Calcio Foggia 1920 s.r.l. Fino a quando l’attuale proprietà non vorrà revocare il suddetto vincolo, non verrà firmato alcun contratto. Building Company rinnova il proprio interesse nell’acquisizione totalitaria delle quote dopo le opportune verifiche sopra citate”. 

Così il comunicato a firma dell’amministratrice unica Giusy Scarcella, che stranamente reca in calce la data del 13 giugno scorso, a conferma dunque delle recenti difficoltà incontrate e che si protraggono ormai da qualche giorno. Fino a spingere i vertici dell’azienda brianzola a violare il patto di riservatezza sottoscritto dieci giorni fa e a venire allo scoperto. 

La fuga in avanti della Building Company deve in qualche modo aver spiazzato Canonico e l’amministratore giudiziario Chionna, che stavano dialogando con la controparte per arrivare a quella offerta vincolante con riserva alla quale mira il patron, e che avrebbe poi potuto facilitare il passaggio allo step successivo della due diligence. 

Sembrerebbe anche che per serrare i tempi nel frattempo Canonico abbia anche fatto una controproposta che prevedrebbe una offerta di acquisto che non contempli la debitoria, con l’accollo da parte del maggiore azionista che sarebbe però caduta nel vuoto. 

Il Foggia e l’amministrazione giudiziaria non hanno replicato pubblicamente alla precisazione della Building C. che ha finito con lo scatenare sui social la bagarre mediatica fra i pro e i contro l’eventuale cessione del club, ma in tarda mattinata dopo un rapido scambio di vedute fra il patron ed il professore barese sarebbe comunque giunta una pec ai referenti della società lombarda nella quale Canonico si rende disponibile a far visionare i bilanci ma in presenza nel quartier generale di Modugno.

Un passo decisamente in avanti rispetto a quanto trapelato ieri, un’apertura sotto certi versi inattesa che mette ora la Building Company in una posizione scomoda, e che dopo l’ultimo aggiornamento ricevuto dovrà decidere come muoversi. Se cioè dare seguito al formale invito del socio di riferimento, o se perseverare nella sua decisione.   
 
E’ chiaro che laddove i vertici della società brianzola decidessero di  tergiversare ancora, la strada si farebbe tutta in salita: Canonico difficilmente infatti concederebbe ulteriori proroghe, giugno nei suoi desiderata avrebbe dovuto essere il mese che doveva dare una schiarita definitiva sui possibili assetti societari, e dunque le tempistiche a disposizione restano piuttosto striminzite. E poi il patron non è detto che abbia tutta questa fretta e voglia di vendere, anzi. 

Appena anche la buriana giudiziaria che si è abbattuta sul Foggia sarà assorbita, l’imprenditore di Palo del Colle potrebbe anche ritrovare un briciolo di entusiasmo che gli consentirebbe di rimettersi in gioco. Anche perché il calcio era e rimane il suo diversivo principale ed il Foggia in quest’ultimo quadriennio al di là di qualche rara soddisfazione gli ha comunque consentito di accrescere la sua notorietà.

I soldi non sono mai stati un problema, perché i mezzi economici di certo non gli mancano, e dunque non è detto che per quanto vada spifferando ai quattro venti di voler abbandonare, intimamente non mediti la rentrée sulla scena in grande stile.

Bisogna solo capire, eventualmente, che tipo di stagione ha in animo di mettere in campo. E nelle mani di chi affidare la ripartenza. Per il resto  l’impressione è che il Canonico 5.0 sia già cominciato. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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