Ribaltone Foggia. Forse (si spera) siamo alla svolta epocale nella gestione-Canonico. Anche se sarebbero in corso ripensamenti dell’ultima ora che andrebbero nella direzione opposta ad un cambiamento radicale. L’avvento dell’amministrazione giudiziaria c’entra poco con il vento del rinnovamento che spira forte sullo Zaccheria, la vera scossa semmai l’ha prodotta il ritorno in sella di Delio Rossi, che ha subordinato la sua rentrée ad una radicale inversione di rotta. Che sarebbe già nell’ordine delle cose, alla luce dei primi movimenti in corso sotto traccia e non a viale Ofanto. Con Delio Rossi in panchina sarà Carlo Musa il nuovo direttore sportivo. Il 35enne ds romano inaugura ufficialmente il nuovo corso che sarà all'insegna del cambiamento. Non è mai troppo tardi. Chissà che non stia per prendere corpo la rivoluzione copernicana che è stata uno dei cavalli di battaglia che l’Attacco ha portato avanti pervicacemente in tutti questi anni in cui Canonico ha puntualmente steccato, ora che in panchina sta per rimettere piede un tecnico navigato e di provata esperienza, il tempo dei bluff e delle promesse non mantenute sta infatti per scadere.
E pazienza se a rimetterci saranno alcuni dei fedelissimi di Nicola Canonico. Dai quali magari il patron avrebbe voluto pure ripartire, dopo aver loro affidato in questi giorni compiti perlustrativi. Prima di un repentino dietrofront che sa di beffa. Soprattutto per Luigi Gentile e Alex Pizzoli, fino a ieri al centro del villaggio, e poi messi alla porta su due piedi. E senza uno straccio di motivazione. Brutta storia, e brutto epilogo. Soprattutto per Gentile che in questi ultimi mesi si era speso in prima persona per il bene del Foggia.
Punto e a capo, si volta pagina. Nel nome di una programmazione che sembra tornare a fare capolino dopo il breve interregno del tandem Pavone-Zeman. Stop all’improvvisazione, un diktat che l’imprenditore di Palo del Colle alla fine ha accettato di buon grado. Perché lui per primo vuole riabilitarsi agli occhi di una piazza che nelle due ultime annate ha dovuto ingoiare amaro. Cambiano così alcune figure apicali dell’organigramma societario, possibili novità in arrivo anche nel nuovo cda che, si sussurra, potrebbe vedere al suo interno finalmente esponenti qualificati del territorio. Un’apertura non di poco conto da parte della proprietà, che va nella direzione di una visione complessiva opportunamente mutata.
In quest’ottica di “ravvedimento a tutto tondo”, si inserisce anche una operazione che parte da lontano, e che sarebbe già in stato avanzato: la mission punta al rilancio del settore giovanile. Sin qui sempre troppo bistrattato dall’attuale proprietà, che non ha mai destinato risorse mirate alla valorizzazione dei giovani talenti locali. Qualcosa di diverso per la verità l’ex presidente la tentò un paio di stagioni fa, quando decise di affidare il comparto all’ex ds jonico Piergiuseppe Sapio, ma l’esperimento si rivelò un fallimento dentro e fuori del campo.
A riprovarci, ma su basi completamente diverse, ora è la Fondazione La Capitanata per lo Sport, che proprio in questi giorni ha riallacciato un dialogo con Canonico, al quale è stato proposto nell’ottica anche di una collaborazione più allargata, di concedere in gestione il settore giovanile rossonero all’ente. Una operazione ad ampio respiro che includerebbe anche la scuola calcio, non però la Primavera 3 che resterebbe sotto l’egida diretta del club.
I vertici della Fondazione proprio in queste ore starebbero sottoponendo il progetto ai loro associati, dopo aver ricevuto l’avallo del Foggia e dell’amministrazione giudiziaria, per intraprendere un percorso che si presenta affascinante quanto impervio. Si tratterebbe, dopo decenni di totale decadentismo, di riattivare su binari finalmente in linea con le tradizioni del club (che sino a ridosso del terzo millennio ha sfornato talenti poi approdati nella massima serie, ndr) quello che in prospettiva dovrebbe diventare il serbatoio della prima squadra, facendo leva su opportune professionalità e competenze.
Ovviamente adesso alle buone intenzioni dovranno seguire i fatti, ma sembrerebbe che nel frattempo la Fondazione abbia già strappato l’adesione di alcuni imprenditori locali, che vedrebbero di buon occhio il progetto di rilancio. Sarebbe un significativo passo in avanti per il movimento giovanile locale, che così potrebbe seppur lentamente e con una accurata programmazione ritrovare quella dimensione smarrita da vent’anni a questa parte. E’ chiaro più che in campo bisognerà mettere oltre che alle idee, le risorse. E soprattutto reperire gli impianti idonei sui quali svolgere l’attività agonistica. E qui l’amministrazione comunale sarà chiamata a fare la sua parte.
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