Trovare gente motivata, che abbia entusiasmo e tanta fame di mettersi in gioco. È stato il messaggio lanciato a più riprese in casa Audace Cerignola in occasione della presentazione del nuovo progetto sportivo. Un progetto incentrato sul ringiovanimento della rosa, che mantenga comunque alta l’ambizione e che ha portato a virare sul profilo di Vincenzo Maiuri. Due gli anni di contratto per il neo allenatore, sintomo della volontà di costruire un progetto nel solco della continuità come successo in passato con gli altri predecessori.
Il post-Raffaele a Cerignola è stato scelto nel giro di appena 72 ore, per quella che è stata una scelta ponderata, studiata e che doveva sposarsi al meglio con la nuova idea societaria, coniugandosi allo stesso tempo con situazioni non solo di natura tecnico-tattica ma anche e soprattutto di tipo umano e caratteriale.
Una scelta che è stata accettata di primo acchito da parte dell’ex Cavese, che non ha avuto infatti alcuna esitazione nel rispondere presente a questa nuova e stimolante chiamata: “Il Cerignola mi ha cercato e quando l’ha fatto sono venuto subito. Volevo venire qui e quando mi ha chiamato il ds Di Toro è stata una cosa bellissima. Sarò sempre grato a questa società per la possibilità datami e lotterò sempre per dare le soddisfazioni che tutti meritano”.
Gratitudine, promesse e soprattutto un certo entusiasmo: aspetti che fanno passare un’immagine del tecnico milanese decisa, risoluta e sicura di sé. Esattamente alcuni degli ingredienti che l’Audace cercava per ripartire. Più forte di prima e senza assilli né fantasmi della storica passata stagione ormai in archivio.
E ancora, l’onesta e l’umiltà che tra le altre cose hanno colpito più di tutti la dirigenza e la presidenza ofantina, perché Maiuri oltre a dire sì subito e a spendere parole al miele per la piazza ofantina come dichiarato dal dg Di Biase, a inizio giugno aveva deciso di risolvere il contratto che lo legava alla Cavese, rinunciando al relativo compenso e compiendo un atto di rispetto e coerenza verso il suo ex direttore sportivo: “Io avevo mandato a terra un altro anno di contratto con la Cavese dove ero stato benissimo, però ho rinunciato per via del ds mandato via in maniera ingiusta. Questo si è unito al fatto di cercare di fare uno step in più”.
Un gradino più alto, dunque, con tutti i rischi del caso, ma che alla fine ha risposto al nome di Cerignola. Lì, in riva all’Ofanto, dove Maiuri si è sentito subito a suo agio sin dalle prime interlocuzioni, trovando un’unità di intenti e riscontrando una certa positività e serenità da un punto di vista umano. D’altronde, la giusta sintonia, unione e compattezza tra presidenza, dirigenza e staff tecnico ha da sempre caratterizzato la società gialloblù in questi anni, e i risultati si son visti sul campo con Pazienza prima e con Raffaele poi.
“La società mi piace tantissimo ed è meravigliosa anche umanamente parlando. Il ds è molto bravo e io non mi sovrappongo a nulla. Sono sicuro che faremo cose importanti insieme e io mi fido molto del lavoro societario, fermo restando che faremo una squadra forte per quello che mi è stato detto”. Dichiarazioni tutt’altro che indifferenti quelle dell’allenatore milanese che, oltre ad elogiare il suo nuovo club, ha quindi evidenziato soprattutto la forte ambizione degli addetti ai lavori e l’idea degli stessi di costruire una rosa all’altezza.
Intanto dopo Romano e Salvemini anche Capomaggio saluta. L’italo-argentino è uno dei nomi più caldi di questa sessione estiva di calciomercato di Lega Pro, e passa a titolo definitivo alla Salernitana che ha superato la concorrenza del Catania versando nelle casse sociali del club ofantino i 350mila euro che l’Audace poneva come condizione per cedere il suo gioiellino. Fra oggi de domani l’annuncio. Un sacrificio resosi necessario vista anche la volontà del calciatore di misurarsi in un’altra realtà.
Ora spetterà al ds Elio Di Toro dovrà individuare il sostituto di Capomaggio che dovrà avere caratteristiche similari al partente, in modo che Maiuri, orientato a confermare il 3-5-2, non sia costretto a rivedere i suoi piani a livello tattico.
Intanto mercoledì prossimo è già raduno in sede. Poi dal 17 luglio il via al ritiro in quel di San Giovanni Rotondo per continuare ad assimilare sempre più i concetti e i dettami tattici del nuovo allenatore.
(Antonio Palladino - l’Attacco)
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