Il Foggia di Delio Rossi si convertirà al 4-3-3. Il modulo che ha fatto le fortune del tecnico di Rimini. Cambia l’idea di calcio e, soprattutto, cambiano gli interpreti, dalla sua ultima apparizione sulla panchina rossonera: era il 18 giugno ‘23, ed il Foggia uscendo sconfitto 3-1 a Lecco perdeva l’ultimo tram utile per la B. Quel pomeriggio Rossi confermava il 3-5-2 che lo aveva accompagnato sin dal momento del suo arrivo in corsa, davanti a Dalmasso la cerniera difensiva era formata da Leo, Kontek e Rizzo; Garattoni e Bjarkason agivano da quinti, Di Noia era il play con Frigerio e Schenetti ai suoi lati; Peralta ed Ogunseye formavano invece la coppia d’attacco. Era il vestito migliore che Rossi in quel frangente potesse cucire addosso alle caratteristiche dei singoli, scelta obbligata da tecnico subentrato.
Ma ora sarà diverso, molto diverso. Non è facile per un allenatore, quando incomincia un’avventura con una squadra nuova di zecca, far comprendere i concetti di gioco, che poi gli permetteranno di cogliere gli errori e memorizzare i movimenti e i tempi corretti da applicare al 4-3-3. Così come non è facile con la sola didattica insegnata e in poco tempo far assimilare questo sistema di gioco. Non è facile, in particolare, riuscire a dare una mentalità offensiva, senza avere la possibilità di avere il tempo necessario da dedicare alla didattica.
Partiamo da un assunto: ci vuole tempo per allenare il 4-3-3. Per poter far assimilare rapidamente i concetti chiave si deve disporre in organico di giocatori adatti allo spartito, e dedicarsi, durante la stagione, alla cura dei particolari che fanno realmente la differenza, e consentono di dare alla squadra, non solo un’organizzazione di gioco.
Delio Rossi è maniacale, ed ama la cura dei particolari, perché sono i particolari che fanno fare la differenza. Nelle squadre allenate dal tecnico romagnolo i giocatori fondamentali sono i due esterni offensivi, la punta centrale e il centrocampista che gioca davanti alla difesa.
Quali caratteristiche cerca nei due esterni offensivi? Velocità e resistenza, soprattutto. Devono cioè avere una buona corsa sia sui 20 metri che sui 50 metri. E devono anche essere resistenti, devono cioè esprimere questa velocità più volte durante la partita.
Quali caratteristiche deve avere invece il centrocampista centrale che gioca davanti alla difesa? Può anche non avere grandi doti di regista in quanto ha il compito prevalente di collegare le due catene laterali e innescare quella opposta, quando non si riesce a sfondare da un lato. I movimenti sono tutti studiati sia alla lavagna sia sul campo. Non deve inventare nulla il play, ha solo il compito di recitare lo spartito che gli viene assegnato. Non è necessario che possieda un calcio lungo e preciso di 50 metri, mentre il suo raggio di azione è limitato dentro i 30 metri. Questo perchè il centrocampo scelto da Delio Rossi, per questo tipo di modulo, è un mix di giocatori con caratteristiche differenti. Gli altri due giocatori dovranno possedere le caratteristiche di incontrista e di trequartista.
Il profilo della punta centrale è legato alla scelta dei due esterni offensivi. Se hanno le caratteristiche sopra descritte, la punta deve essere brava tecnicamente, perché anche lui ha il compito di collegare le due catene laterali e di far salire la squadra quando l’azione inizia dal lato opposto da cui non si è riusciti a infilarsi. Se uno dei due esterni offensivi ha invece le caratteristiche da tornante e l’altro da trequartista, allora la punta centrale può anche non essere molto brava tecnicamente, e quindi non collaborare continuamente con i suoi compagni. Ma, in quel caso, deve avere le caratteristiche di finalizzatore. Con questo mix di giocatori, Delio Rossi completa il reparto in maniera equilibrato, quello che perde con la punta in fase di manovra, lo recupera col trequartista.
Il 4-3-3 non privilegia i cross, ma sfrutta lo spazio in fase offensiva, grazie ai tagli verso l’interno degli esterni offensivi. Questo sistema di gioco offre molte soluzioni offensive, ma non possiede una quadratura omogenea in fase difensiva. La perfezione sarebbe quella di riuscire ad attaccare con l’imprevedibilità che ti offre il 4-3-3 in fase offensiva, e difendere con la compattezza che ti offre il 4-4-2 in fase difensiva.
Il concetto di calcio offensivo di Delio Rossi non prevede la presenza necessaria di tre attaccanti puri, ma di tre punti di riferimento in fase offensiva. Possono giocare in avanti secondo il suo credo, anche 3 centrocampisti 1 punta+2 esterni 1 punta+2 rifinitori. Naturalmente a patto che rispecchino le caratteristiche sopra descritte.
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