Foggia parte a fari spenti: lo ha chiesto Delio Rossi, che avrà carta bianca e che ha già pronto il suo decalogo

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Il Foggia riparte a fari spenti. E senza proclami, non potrebbe essere altrimenti… “Faremo parlare il campo, chi ci vuole seguire lo facesse, toccherà a noi convincere la gente a venire allo stadio, se verranno vorrà dire che ce lo saremo meritato”, le uniche parole che Delio Rossi ha pronunciato subito dopo aver detto sì a Canonico, decidendo di tornare per la terza volta in carriera a guidare il Foggia sapendo di doversi cimentare con una sorta di rifondazione a tutto tondo. La prima volta in cui il tecnico di Rimini si accomodò su quella panchina risale ormai all’estate del ‘95, avvicendava in B Enrico Catuzzi, ed era fresco reduce dai fasti di Salerno. Sugli altopiani dell’Alto Adige a Campo Tures, ritiro storico del Foggia degli anni fulgidi di Zemanlandia, si inaugurava sua la prima parentesi in rossonero. Trent’anni dopo, Rossi sta per ripartire da... Trinitapoli, il “ritiro di fortuna” che il club gli ha messo in tutta fretta a disposizione per il nuovo Foggia che verrà. E che proprio in queste ore il neo ds Carlo Musa sta assemblando di concerto con tecnico e proprietà. Due anni fa, invece, arrivò in corsa, e si dovette adattare al materiale che si ritrovò oltre che ad un sistema di gioco che non era propriamente il suo. E ciononostante giunse a centimetri dal salto in B. Stavolta sarà tutto diverso, perché quella che sta per nascere sarà la sua creatura fin dal primo giorno. E dunque la svezzerà secondo quelle che sono le sue consolidate consuetudini. Vecchi e nuovi si preparino a convivere con un allenatore col quale basterà guardarsi negli occhi per capirsi al volo. Trent’anni fa Delio Rossi si misurava con gente del calibro di Kolivanov, Sciacca, De Vincenzo, Tedesco e Bresciani ed il primo impatto non fu semplicissimo. Quì dovrebbe essere molto più agevole entrare in sintonia con un gruppo nuovo di zecca, che penderà dalle sue labbra. Basterà un breve discorsetto, le regole verranno di conseguenza e saranno fissate in un decalogo. Con Rossi non si scherza, anzi diciamo pure che non si sgarra.

Sotto la calura di Trinitapoli non sarà clausura, ci mancherebbe, ma andrà in onda un ritiro che dovrà essere affrontato da tutti con grande spirito di abnegazione e di sacrificio, così come compete ad una squadra 'seria' che il signor Rossi ha in animo di costruire nel tempo. Soprattutto i più giovani (e quest’anno dovrebbero essere in diversi) dovranno essere pronti alla grande sfida: se così sarà faranno passi da gigante verso la piena maturità. Certo, mancheranno le corse nei boschi che sono un classico dei ritiri estivi, ma non ci sarà ugualmente tempo per annoiarsi, perché nel manuale del tecnico romagnolo ci sono le pagine con le lezioni di tattica (tanta roba per chi vuol capire schemi e movimenti, ogni giorno si potrà così apprezzare la sua riconosciuta cultura calcistica), quelle con gli esercizi atletici (soluzioni studiate di concerto con il preparatore atletico di fiducia Vio e, se occorre, personalizzate) e quelle con le regole di comportamento. Un vademecum uguale per tutti, senza sconti e cortesie particolari. Il rispetto degli orari, innanzitutto: sveglia alle 7. 45, alle 23 a letto, nel pomeriggio 2 ore di riposo indispensabili per recuperare dalle fatiche sotto il sole cocente di Trinitapoli. Puntuali a tavola per colazione, pranzo, cena e per gli allenamenti. Vietati i pasti fuori orario e gli alcolici. Non sarà ovviamente possibile uscire nelle ore di pausa o la sera per prendersi una birra al pub. Anche perché la location prescelta non è che offra molti svaghi. Ma il decalogo di Rossi regala altre note interessanti, come la passeggiata collettiva per raggiungere il campo di allenamento. Facendo a meno del pullmino. Prima e dopo ogni seduta di lavoro, mattina e pomeriggio, in totale relax si procede alla spicciolata verso l'hotel. E poi tutti, ma proprio tutti, dal magazziniere al fisioterapista, devono rigorosamente indossare l'abbigliamento tecnico fornito dalla società (nella speranza che giunga in tempo utile). Ovviamente niente apparecchi elettronici negli spogliatoi, durante le riunioni tecniche e in albergo a colazione, pranzo e cena. Vietato ricevere visite in albergo da familiari, amici, procuratori e giornalisti, coi quali si parla soltanto faccia a faccia in sala stampa: l'orario fissato è alle 8.40 di tutte le mattine, prima dell'allenamento (o almeno così ha spesso funzionato nei precedenti ritiri pre-campionato ai quali Rossi ha preso parte). Difficile però che a quell’ora qualcuno si metta in viaggio da Foggia pur di non mancare all’appuntamento. Così è, se vi pare...

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testatina dillo al direttore WEB

 

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