Profilo basso. Che più basso davvero non si può. Parte in un clima stranamente dimesso la nuova stagione del Foggia targato Delio Rossi. Ieri a Trinitapoli i rossoneri si sono radunati a ranghi ridottissimi, coi “resti” sopravvissuti alla diaspora dell’ultima stagione ai quali si sono aggiunti un paio di babies delle giovanili. Per ora nessuna ufficializzazione dei tanto decantati nuovi acquisti (anche se per il ritorno di Garofalo dovremmo ormai essere ormai ai dettagli, ndr), c’è tempo teoricamente fino al prossimo 31 agosto per assumere i connotati di una squadra, al momento il Foggia ha dovuto incassare una serie interminabile di rifiuti che pongono l’accento sul difficile momento che il sodalizio rossonero si trova a fronteggiare.
“Qui non vuole venire nessuno - ha ammesso candidamente Rossi, che probabilmente si sta confrontando con una realtà diversa da quella che immaginava di ritrovare -. Caliamoci in quella che è la realtà del momento ed evitiamo di fare voli pindarici. Sono qui perché Canonico mi ha chiesto di dargli una mano, l’unico obiettivo perseguibile in questa stagione non può che essere la salvezza, magari da conquistare anche prima dell’ultima giornata”.
Parole nette quelle del 65enne tecnico romagnolo, che servono subito a sgombrare il campo da ogni possibile equivoco: la sua rentrée non necessariamente si sposa con l’ambizione di essere subito protagonisti, sul punto l’ex tecnico fra le altre di Lazio e Samp è stato categorico. Non ha messo le mani avanti, ma ha lasciato intendere a chiare lettere che la prossima sarà una stagione da montagne russe: “Giudicatemi per quello che sarò in grado di fare da oggi in poi - ha detto -, e non per ciò che ha detto finora il mio curriculum. Ci metterò tutto l’impegno possibile per il bene del Foggia, è chiaro però che mi auguro di essere messo nelle condizioni di raggiungere l’obiettivo”.
Nella minuscola sala conferenze dell’impianto comunale di via Mare c’erano il sindaco del comune della Bat a fare gli onori di casa, e poi oltre al patron Canonico e a Rossi, l’amministratore giudiziario Chionna, e il neo ds Musa.
“Stiamo vivendo un’esperienza di lavoro che ha grande rispetto per la realtà territoriale. Siamo qui perchè la squadra lavorerà in questa struttura, che è adeguata alle esigenze della squadra e per la tutela del manto erboso dello Zaccheria - ha evidenziato Chionna -. Ma siamo qui anche perchè l’Amministrazione Comunale ci ha riferito, nella massima cordialità, che non è possibile usufruire del campo di Croci Nord. Per cui di comune accordo con la direzione tecnica abbiamo optato per questo tipo di soluzione. L’obiettivo è proseguire a lavorare con lo stile avuto negli ultimi due mesi. L’Amministrazione giudiziaria continuerà’ a supportare il club e sarà il Tribunale a valutare ogni attività. Certo, ci sarebbe piaciuto essere nella sala conferenze di Foggia ma far coincidere l’avvio del ritiro e la conferenza non è stato possibile”.
Il Foggia che sta per nascere e che per il momento è solo uno scarabocchio, sarà il giusto compromesso fra gioventù ed esperienza, appena se ne creeranno le condizioni, come ha ribadito lo stesso Canonico: “Puntiamo sul giusto mix tra giovani e over”.
Ed anche se il mercato in entrata non si sblocca, c’è l’intima convinzione di chiudere il cerchio: “Non dobbiamo avere fretta - ha ammonito Musa -, ci sono tante operazioni in piedi in accordo con il tecnico, andiamo alla ricerca di profili dalle caratteristiche specifiche. L’arrivo del mister sarà la leva che ci consentirà di superare le difficoltà iniziali. Non nascondo che alcuni calciatori hanno fatto delle valutazioni negative ma dobbiamo avere fiducia. E a breve ci saranno anche le prime ufficialità”.
Delio Rossi resta il garante del progetto, a lui Nicola Canonico ha affidato le chiavi della ripartenza: “Per convincere i calciatori ad accettare Foggia c’è bisogno di tutti - ha chiosato il tecnico di Rimini -. Voglio cercare di tirar fuori la parte migliore dei foggiani. Personalmente posso farlo facendo giocare bene la squadra, ma bisogna vedere il materiale umano che mi sarà messo a disposizione”.
Tutto rinviato, dunque, a fra poco più di un mese. Quando il mercato sarà chiuso e si potrà fare una prima valutazione su ciò che è stato fatto.
Per ora si naviga a vista, e si resta solo nel campo delle buone intenzioni.
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