Ed ora chiamatelo pure Foggia...U23. Il mercato estivo cambia profondamente i connotati della formazione rossonera che, come da previsione, veste adesso l’abito di formazione green del girone. Un dato che se da un lato incuriosisce, dall’altro solleva qualche inevitabile interrogativo. A bocce ferme e a giochi fatti quale sarà stato il giudizio di Delio Rossi su una squadra che non si capisce fino a che punto può considerare sua? Probabilmente qualcosa in più se ne saprà domani, quando il tecnico riminese alla vigilia della partenza per Giugliano in conferenza stampa sarà sollecitato sull’argomento e dovrà sbottonarsi. Nel frattempo però si rincorrono voci incontrollate di un allenatore che sarebbe frastornato, e che non può certo fare salti di gioia per il materiale umano che fra mille difficoltà si ritrova fra le mani. E cosi si vedrà costretto a fare di necessità virtù d’ora in avanti Rossi, che per la verità aveva già prefigurato scenari nebulosi fin dallo scorso 24 luglio, nel giorno in cui a Trinitapoli il Foggia si rimetteva in moto. La lingua batte dove il dente duole, e pur senza sottacere le variabili che hanno reso il mercato in entrata particolarmente sofferto, non si può assolvere l’operato del club ed essere soddisfatti dell’organico assemblato. Che numericamente sarà pure nutrito, ma che nel complesso è difficile possa trovare il totale gradimento del suo allenatore. Il quale pubblicamente non ammetterà mai che a monte gli accordi erano ben altri, e che le promesse non sono state mantenute. Non si spiegherebbe diversamente il velato malumore emerso quando, ad esempio, solo un paio di settimane fa ha ammesso candidamente di non avere a disposizione gli interpreti per varare il 4-3-3.
Una puntualizzazione che se non va letta come un atto d’accusa comunque sa di sottile insoddisfazione nei riguardi di chi un piccolo sforzo in più avrebbe dovuto farlo per accontentarlo. Difficile che il tecnico romagnolo possa aver cambiato idea dopo che sul filo del gong sono arrivati innesti che non mutano la sostanza, il Foggia in alcuni ruoli era e resta scoperto, il che costringerà Rossi ad arrangiarsi. Nè la vittoria sul Sorrento deve illudere, i 3 punti che in un sol colpo hanno azzerato la penalizzazione iniziale sono stati infatti il giusto premio a margine di una prestazione che va elogiata sotto il profilo dell’impegno, dell’applicazione e dell’abnegazione.
Molto meno sul piano dei contenuti e del gioco espresso. Ma d’altro canto con la politica low-cost imposta dalla proprietà che per la stagione in corso strizza l’occhio al minutaggio, il Foggia si ritrova ad essere nel raggruppamento C di Lega Pro la seconda formazione più giovane del girone per elementi finora impiegati, con un’età media che non supera i 23 anni. A precederlo c’è solo l’Atalanta U23, che svetta a 20.6. L’ultima della speciale classifica è il Catania capolista a quota 28,2 che evidentemente per mettere tutti in fila ha deciso di seguire le orme dell’Avellino, che la stagione scorsa puntò tutto sull’esperienza e sugli over per centrare il salto in B. E’ la prima volta in assoluto nella gestione Canonico che la rosa di prima squadra pullula di così tanti under, anche se in tempi non sospetti il patron aveva anticipato che dopo il fallimento dei nomi altisonanti, si sarebbe inaugurata l’era della linea verde.
E così è stato, se si considera che alla corte di Rossi a prevalere sono adesso proprio i giovani di serie. Con una rosa che resta tutta da decifrare, risulta dunque difficile sbilanciarsi sul tipo di stagione che si appresta a vivere la formazione rossonera, che ha mutato completamente i suoi connotati rispetto ad una stagione fa, nella speranza di non aver fatto un salto nel buio. Rifugiarsi nei giovani, però, non sempre paga, in rossonero ne sono arrivati alcuni di sicura prospettiva (Castorri, Buttaro e Winkelmann su tutti), gli altri con ogni probabilità saranno semplice contorno. Che sotto la guida di una mano sicura come quella di Delio Rossi sono sicuramente destinati a crescere, ma non al punto da rendere competitiva una squadra che difficilmente potrà spingersi al di là dell’obiettivo salvezza. I giovani oltretutto, quelli più interessanti, se li sono accaparrati le big del girone, e al Foggia non sono rimaste che le briciole.
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