Apparentemente tutto fila liscio come l’olio. Chi quotidianamente è al fianco della squadra racconta di un Delio Rossi impassibile, concentratissimo sul campo a trasferire i suoi concetti alla squadra ed assorto nei suoi pensieri a preparare la trasferta di Giugliano che bussa alle porte. Una sfinge insomma, così com’è nell’indole di un professionista esemplare qual è il tecnico romagnolo, che quasi mai lascia trasparire le sue emozioni. Le apparenze però talvolta ingannano, e affermare che in questo frangente dentro il tecnico rossonero arda il fuoco di una sottile insoddisfazione non si dovrebbe essere molto distanti dalla realtà.
Delio Rossi è fatto così, un tecnico scafato come lui è facile immaginare che si stia trovando a malpartito in un contesto in cui quasi tutto non funziona, e sono tanti i tasselli da rimettere al loro posto. Alla fine ci riuscirà, è solo una questione di tempo. Nell’attesa sta provando ad entrare nella testa dei suoi, dai calciatori ai suoi più stretti collaboratori, per finire a chi gli gravita quotidianamente attorno.
E’ un vulcano che sbuffa e che ne avrebbe di motivi per sbottare Rossi. Per ora si tratta di semplici smottamenti che fanno pensare al peggio, ma che poi puntualmente rientrano. Più in là, chissà se sarà ancora così. Molto dipenderà anche dal percorso che nel frattempo intraprenderà il Foggia in campionato. Dove è atteso da una passeggiata tutt’altro che di salute.
Le inquietudini del signor Rossi non sono dell’ultima ora e partono da lontano, da un ultimo mese vissuto in full-immersion nella speranzosa attesa di vedere adeguatamente puntellato un organico che ad oggi molto probabilmente non è proprio quello che il 65enne allenatore di Rimini avrebbe voluto ritrovarsi fra le mani al 5 di settembre. Sia chiaro: i giocatori che allena e che gli sono stati messi a disposizione li difenderà sempre e a spada tratta, e da ognuno di essi cercherà di ricavare il massimo. Ma le preoccupazioni restano ed i risultati di inizio stagione, ovviamente, incidono sul suo umore, quell’umiliante 6-0 nel debutto di Catania era e resta una macchia che sarà difficile da cancellare.
Ma sono altre le valutazioni a tutto tondo che non lasciano tranquillo l’allenatore romagnolo e che ne minano quell’entusiasmo con il quale aveva accettato di tornare per la terza volta in carriera sulla panchina del Foggia la scorsa estate. Probabilmente anche per questo ultimamente evita di apparire. E di parlare. Per evitare, forse, di essere frainteso e di innescare polemiche che in questo frangente possono solo danneggiare l’ambiente. Meglio tacere e guardare oltre. E poi i panni sporchi vanno lavati in famiglia, nel chiuso di quattro mura, esattamente quello che si sta sforzando di fare il buon Delio, che si limita a confrontarsi solo con quello che è il suo interlocutore principale: Nicola Canonico. Al quale proprio in queste ore starà restituendo un quadro esaustivo ed esauriente di quello che ad oggi è il pianeta Foggia. E di tutto quello che gli ruota attorno.
Lo avrà fatto sicuramente anche nell’incontro avuto ieri col patron nel quartier generale di Modugno, dove in mattinata si è tenuto un lungo ed approfondito vertice per fare il punto della situazione. Si è parlato inevitabilmente delle difficoltà di un mercato che non ha consentito di assemblare un organico all’altezza delle aspettative iniziali, e degli eventuali correttivi da apportare.
Ma al centro della discussione ci sono stati anche aspetti squisitamente organizzativi. E non solo. Partendo dalle oggettive difficoltà logistiche che presenta il campo di Trinitapoli che a questo punto difficilmente sarà la casa dei rossoneri per tutta la stagione, si è passati poi a questioni inerenti l’entourage che supporta il tecnico, e che non troverebbe totale gradimento da parte di Delio Rossi. Che forse va alla ricerca di figure più operative. Per finire con una esplicita richiesta sulla quale sembrerebbe il tecnico rossonero conta molto: una maggiore presenza del club nei suoi componenti più rappresentativi con la squadra. Che ha bisogno, soprattutto in questa fase, di avvertire la presenza costante della società. Questioni tutte affrontate, e rispetto alle quali adesso il patron in primis si adopererà per porvi rimedio in tempi celeri.
Com’è noto Canonico, che secondo i bene informati avrebbe avuto un ruolo di primo piano nella fase conclusiva del mercato accelerando operazioni in entrata che tardavano ad essere formalizzate per via dei ripetuti rifiuti che il Foggia ha dovuto incassare, nei riguardi di Delio Rossi ha una sorta di venerazione. E si guarderà bene, dunque, dal non assecondarne i desiderata. Anche perché nel frattempo avrà imparato a conoscere i tratti più spigolosi del carattere del suo allenatore che ha ripetutamente corteggiato in questi ultimi anni.
Ieri nel lungo faccia a faccia, facile immaginare che tutti i nodi siano venuti al pettine, e che il confronto sia stato definitivamente chiarificatore. Patti chiari, amicizia lunga, su certi argomenti Delio Rossi spera proprio per il futuro di non doverci ritornare su. Ha già le sue belle gatte da pelare in campo, su tutto il contorno d’ora in avanti spera ci sia chi verrà preposto ad intervenire. E a risolvere le questioni.
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