L’ultima sconfitta di campionato di sabato scorso per quanto bruci ancora, ha certificato quelle che sono le lacune strutturali di una squadra che per quanto getti il cuore oltre l’ostacolo in campo necessiterebbe di urgenti ritocchi per meglio rispondere ai requisiti che richiede il suo allenatore. I mal di pancia di Delio Rossi, evidentemente, derivano anche (e soprattutto) da una campagna di potenziamento che non lo ha completamente soddisfatto (checchè ne pensi il ds Carlo Musa, ndr) non solo dal punto di vista delle caratteristiche dei singoli (che nel complesso non paiono idonei all’idea di 4-3-3 che avrebbe in mente di sviluppare), ma anche per le qualità tecniche che sollevano qualche legittimo dubbio.
Sotto osservazione restano i due giovani portieri under Borbei e Magro: il primo per ora si è conquistato i galloni di titolare pur senza convincere ed è arrivato dal Lecce per giocare, mentre il secondo è ancora tutto da scoprire e finora non ha avuto alcuna occasione per mettersi in mostra e far vedere di che pasta è fatto.
Rossi sembrerebbe gradire fra i pali un numero uno che restituisca fiducia al reparto e che soprattutto lo sappia guidare dalle retrovie, i nomi circolati da qualche giorno di Perucchini e Saracco potrebbero fare al caso, ma la sensazione è che il Foggia prima di prendere una decisione definitiva intenda fare valutazioni più approfondite anche per non disattendere accordi precedentemente presi con le società di appartenenza dei due giovani under.
La difesa per ora, nel complesso, sta reggendo: a parte lo scivolone di Catania che però non fa testo, per il resto la cerniera a tre formata da Buttaro, Staver e Rizzo non è dispiaciuta e sembra abbastanza affidabile in prospettiva.
Sugli esterni alla fine dovrebbero essere Valietti (che dovrebbe vincere il ballottaggio col tedesco Winkelmann) e Panico a ricoprire il ruolo di “quinti”, anche se forse sull’out di sinistra l’ex Sorrento va rivisto all’opera quando avrà raggiunto una condizione standard.
In mezzo al campo Petermann in cabina di regia non può che migliorare giocando con continuità, ai suoi lati Garofalo e Castorri non sembrano al momento avere rivali, tenuto conto anche che alle loro spalle pullulano i giovani di serie (da Pazienza a Bayr e Agnelli, per finire a Oliva).
Il vero tallone di Achille del Foggia resta però la prima linea, dove ad oggi (e in attesa di vedere all’opera il croato Ilicic) non si è riusciti a reperire sul mercato un attaccante da doppia cifra. Fateci caso: da Bevilacqua a D’Amico, passando per Fossati, Sylla, Pellegrino e lo stesso Ilicic, nessuno ha il vizio del gol, il che finisce col creare qualche grattacapo di troppo a Delio Rossi, che anche laddove volesse optare per un undici a trazione anteriore (ricorrendo dunque al 4-3-3) non avrebbe gli interpreti adeguati per pungere nella metà campo avversaria.
La battuta del tecnico a margine della sconfitta di Giugliano (“abbiamo tanti ragazzi e di alcuni non so neanche il nome visto che sono arrivati 3 giorni fa e abbiamo fatto pochi allenamenti”) sta lì a testimoniare tutto il disagio di un allenatore che si aspettava di ritrovarsi fra le mani un organico probabilmente meno raffazzonato di quanto invece non lo sia al momento.
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