Un punto is meglio che zero. La politica dei piccoli passi in un frangente in cui niente gira per il verso giusto, ha evitato al Foggia un nuovo ko in trasferta che avrebbe avuto effetti devastanti sulla classifica. A Caravaggio in piena emergenza (ne mancavano in tutto 9 se si considerano anche Byar impegnato in Cile con la nazionale U20 del Marocco e Garofalo che è partito dalla panchina), arriva l’ennesimo pari della serie (il quarto in 8 gare) stavolta in rimonta che tiene a galla i rossoneri, ma al di là del cuore gettato oltre l’ostacolo la prestazione ha lasciato ancora una volta a desiderare. Non ci fossero stati infatti almeno tre super interventi di Borbei, il portierino rumeno tanto criticato in avvio di stagione, i 3 punti sarebbero stati ad appannaggio dell’Atalanta U23. Che ha messo in vetrina la qualità dei suoi tanti talenti unita però a quella buona dose di inesperienza che alla distanza ha consentito al Foggia di non tornarsene a casa a mani vuote. L’episodio del rigore che ha permesso al croato Ilicic di agguantare l’1-1 nella ripresa, è emblematico di come i bergamaschi, a scartamento ridotto come il loro avversario, con un pizzico di mestiere in più avrebbero potuto condurre in porto la vittoria: errori di gioventù a raffica, insomma, da una parte e dall’altra, in campo ad un certo punto sembravano esserci due formazioni Primavera più che di Lega Pro, l’Atalanta in partenza presentava tre ‘05, tre ‘06 e addirittura un ‘07, dall’altra parte il Foggia partiva con tre ‘05 ed un ‘06, inevitabile che a risentirne sia stato il gioco d’assieme. Anche se a livello di fraseggio la formazione di Bocchetti per lunghi tratti si è fatta preferire alla formazione di Delio Rossi, che palesa poche idee e che negli ultimi trenta metri si affaccia solo sporadicamente e senza mai dare l’impressione di poter graffiare. Nemmeno un tiro verso la porta avversaria pure sabato scorso, lì davanti indifferentemente da chi giochi la porta non la si riesce proprio ad inquadrare, ora tocca alla coppia Sylla-Ilicic provarci, ma i risultati restano complessivamente scadenti. E si sa, chi è affetto da mal di gol, alla fine è destinato a soffrire. Esattamente come sta facendo il Foggia di questo frangente, ammirevole per dedizione ed applicazione, ma di una evanescenza disarmante.
Poche le note positive per il tecnico riminese al di là del pari stiracchiato dopo i 90’ con l’Atalanta U23: Borbei, che pareva da un momento all’altro destinato a finire in naftalina dopo un avvio di stagione molto altalenante, per il momento vince la concorrenza con Perucchini che è arrivato proprio per dare maggiore sicurezza al reparto arretrato. Fra i pali il rumeno si sta rilevando un fulmine, ma va disciplinato perché in alcuni frangenti perde la bussola; la difesa pare meglio registrata attorno a Minelli che ha scalzato nelle due ultime gare Staver, con Buttaro e Olivieri che sembrano sentirsi decisamente più a loro agio. Infine il debutto di Ilicic dal 1’ (con gol) è incoraggiante, ma solo in prospettiva.
In quanto, come detto, per produzione offensiva i rossoneri continuano a latitare e a non dare segnali concreti di crescita. Stop, da salvare per il resto c’è davvero molto poco, anche perché la squadra alla distanza si è spenta, evidenziando limiti sulla tenuta fisica che erano ampiamente prevedibili alla luce dei ritardi accumulati a monte, evidentemente va ancora affinata. Insomma davanti c’è ancora tanto lavoro per Delio Rossi, che si tiene stretto questo punticino che non muta di molto la sostanza delle cose e che a Caravaggio nel post-gara se non altro è sembrato molto più rinfrancato di quanto non lo fosse a Picerno. Ma adesso all’orizzonte incombono due sfide da brividi contro Crotone e Casarano che saranno molto indicative sul reale livello di competitività di questa stagione del Foggia. Che, dovesse scendere in campo ancora così rimaneggiato, oggettivamente avrebbe sime chances di farla franca.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).