Punti di vista. Al di sopra di ogni sospetto... Beppe Di Bari domani sarà in tribuna a godersi Foggia-Crotone. Il ds sipontino che è sempre in attesa della chiamata giusta (“il telefonino squilla, ma al momento nulla che mi intrighi particolarmente”), non resta sordo al richiamo della foresta: Crotone e Foggia sono due piazze che hanno segnato due momenti significativi della sua carriera di dirigente, in rossonero ha anche vissuto in campo da protagonista i fasti di Zemanlandia e può vantarsi di aver indossato quella maglia dalla serie A e fino alla C2. E allora a questi 90’ che devono soprattutto svelare di che pasta è il Foggia targato-Rossi non può in nessun modo rinunciare.
Partiamo dal momento delle due squadre...
Direi che sono antitetici fra loro. A Crotone si stanno riorganizzando per tornare a vincere. Dopo gli anni della A e dei corposi investimenti, adesso la famiglia Vrenna punta ad una sostenibilità economica che si rende necessaria per restare a galla. Non si tratta di un ridimensionamento, ma di una precisa volontà che mira ad un contenimento dei costi nell’ottica di una programmazione a lungo termine. È un disegno che già avviarono con me, e che stanno portando avanti con equilibrio. Il Foggia, invece, sta cercando di uscire dall’impasse del momento: Canonico ha provato a passare la mano, ma poiché le sue richieste non sono state esaudite ha deciso di proseguire con un progetto basato sui giovani che fa leva su un allenatore di grande esperienza come Delio Rossi. Un programma che presenta qualche rischio, evidentemente, ma il patron che stravede per il tecnico riminese, evidentemente è convinto di riuscire nel suo intento perché crede ad occhi chiusi nel suo allenatore.
Sarà il derby fra due club in amministrazione giudiziaria: Di Bari che ha vissuto entrambe le realtà se la sente di esprimere un giudizio oggettivo su quello che può essere accaduto di recente ai due club?
Posso dire che a Crotone non ho mai avuto sentore che si potesse arrivare a tanto. Certo durante la mia permanenza in rossoblù qualche chiacchiericcio c’era, anche perché l’ambiente esterno in qualche misura è condizionante, ma lì la proprietà è forte e non si è mai fatta sopraffare da certe pressioni. Anche quanto accaduto a Foggia francamente mi ha sorpreso: quì io ho vissuto a lungo, e devo dire che episodi come quelli verificatisi negli ultimi anni non erano mai accaduti prima. Non ho elementi sufficienti di valutazione a disposizione, ma forse qualcosa non deve aver funzionato a livello gestionale. Ma ripeto, è solo una mia personale impressione.
Il ricordo che ha Di Bari di Rossi allenatore, visto che sei stato alle sue dipendenze nel ‘95, qual è?
Di un tecnico preparato che ha saputo farsi largo con la forza delle idee, ma che a Foggia ormai circa 30 anni fa non riuscì a farsi apprezzare compiutamente. Era un momento storico particolare quello per il club, eravamo appena retrocessi in B e l’ambiente era in fibrillazione anche per via dei guai giudiziari della proprietà. Ricordo che Pavone, nonostante la retrocessione, mantenne gran parte dell’intelaiatura dell’anno precedente per cercare l’immediata risalita. In squadra c’era gente del calibro di Kolivanov e Bresciani, tanto per fare qualche nome. Diciamo che non scoccò mai la scintilla con l’allenatore, e il divorzio così fu inevitabile perchè la classifica si stava facendo deficitaria. Per fortuna poi con Burgnich centrammo la salvezza.
In un torneo in cui il livello tecnico è lievitato, a tuo avviso il Foggia faticherà a centrare la permanenza?
Rossi è una garanzia, e in prospettiva i giovani cresceranno di livello e di rendimento. Questa però è una squadra che va migliorata, e credo che a gennaio bisognerà intervenire sul mercato. Soprattutto la sua produzione offensiva è limitata, per salvarsi bisogna vincere le partite. E per farlo servono i gol... Nel frattempo però i tifosi hanno abbandonato il Foggia... E questa è una cosa che mi fa davvero male. Vedere lo Zaccheria deserto è un pugno allo stomaco, spero con tutto il cuore che si venga fuori da questa situazione che nuoce a tutto l’ambiente. Basterebbe un gesto distensivo...
Quali sono gli uomini che possono decidere la sfida di domani?
Faccio due nomi su tutti: per il Foggia Oliva, che mi sembra un profilo piuttosto interessante: per il Crotone il capocannoniere Gomez, anche se i calabresi sono un collettivo assai temibile.
Chi rischia di più fra Foggia e Crotone?
Se dico Foggia non penso di andare molto lontano dalla realtà: il Crotone in trasferta non ha ancora perso e lontano dallo Scida gioca assai bene. Poi però ogni gara fa storia a sè...
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