Il ritorno al successo (assente ingiustificato dal 30 agosto scorso), la prima vittoria esterna stagionale condita per giunta da due gol (primizia assoluta anche questa), la prima volta di Sylla in maglia rossonera. La piacevolissima sorpresa Pellegrino, l’uomo nuovo del centrocampo rossonero. C’è tutto questo e altro ancora nell’exploit del Foggia di Casarano, nella gara forse più temuta dai rossoneri alla vigilia di questo primo scorcio di stagione.
Perché un nuovo stop dopo la figuraccia col Crotone avrebbe rappresentato un preoccupante principio di crisi dal quale non sarebbe stato per nulla semplice divincolarsi, e perché andare ancora in bianco poteva dilatare ulteriormente i dubbi sulla consistenza di Garofalo e soci. Già al centro di polemiche roventi.
E invece contro ogni previsione il Foggia che in ti aspetti non solo ha retto il confronto contro un avversario che veniva annunciato in grande spolvero, ma addirittura ha fatto sua l’intera posta in palio a margine di quella che diventa indiscutibilmente la migliore prestazione dopo un quarto di stagione.
Delio Rossi stavolta le ha davvero indovinate tutte, l’ha preparata alla perfezione il tecnico riminese, che pur costretto a ricorrere ad una gara di puro contenimento ha sempre tenuto testa all’avversario, al punto che il suo Foggia non ha mai dato l’impressione di perdere la bussola e di prestare il fianco alla pressione dei rossazzurri salentini, che comunque sono apparsi meno brillanti del solito.
Come sia riuscito Rossi a cambiare pelle ai suoi dopo che solo sette giorni prima erano apparsi in disarmo resta un mistero, anche se come lo stesso allenatore romagnolo ha evidenziato “coi giovani è sin troppo facile passare da un eccesso all’altro”. Concetto che non fa una grinza, e che potrebbe diventare il leit-motiv della stagione del Foggia, che a Casarano ha comunque evidenziato che l’obiettivo della salvezza può essere alla sua portata, ma che bisognerà essere pronti ad una stagione caratterizzata da fasi altalenanti.
E così può magicamente accadere che al Capozza l’imbarazzante Borbei visto all’opera col Crotone sia impeccabile e decisivo proprio nel giorno in cui per la prima volta avrebbe dovuto accomodarsi in panchina per far posto a Perucchini (out durante il riscaldamento, ndr); o che Olivieri, fino a ieri praticamente impalpabile e sempre in affanno con l’avversario di turno, evidenzi incoraggianti segnali di ripresa al cospetto del temutissimo tridente salentino che avrebbe potuto metterne a nudo tutti i limiti.
Oppure che il meno atteso di tutti, Pellegrino, giochi contro ogni pronostico dal 1’ e con la padronanza di un veterano, dimostrando di poter rappresentare al momento forse la più valida alternativa al lungodegente Petermann. E poi la crescita esponenziale di capitan Garofalo, finalmente a suo agio in quella posizione di raccordo fra centrocampo ed attacco che più gli si addice.
C’è infine la conferma di un giocatore giunto a Foggia fra lo scetticismo generale, e che invece a suon di prestazioni si sta guadagnando la fiducia dell’ambiente: questo Sylla sorprende per la capacità di cui sa mettersi al servizio della squadra ed il sacrificio che mette in campo. Te lo ritrovi dappertutto: in difesa, a centrocampo ed in attacco, insuperabile nel gioco aereo e nel difendere palla e far salire la squadra. A Casarano è arrivato anche il primo gol, a coronamento della migliore prestazione stagionale. Un esempio per tutti.
Ed ora? Per capire se da Casarano possa per davvero essere (ri)partita la stagione del Foggia bisognerà pazientare fino a venerdì sera, quando nell’anticipo dell’11^ giornata i rossoneri riceveranno allo Zaccheria la Team Altamura di Devis Mangia. Svolta definitiva dietro l’angolo, o il sussulto del Capozza è stato solo un lampo nel buio?
(Foto: Calcio Foggia 1920)
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