Foggia Calcio, anema e core Delio Rossi: squadra ha “garra” del suo allenatore ma il gioco latita ancora

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Quanto ci sia di Delio Rossi nella vittoria scaccia-crisi di Casarano è difficile stabilirlo. Anche perché sono state tante le variabile entrate in gioco in un match il cui andamento è stato scandito da una parte dagli errori a ripetizione della formazione di casa, e dall’altra dall’abilità con cui l’avversario ha saputo portare dalla sua parte gli episodi. Se la si mette sul piano della personalità e della “garra”, c’è tutto o quasi del tecnico riminese nell’exploit del Capozza, perché mai come sabato scorso è emersa la predisposizione al sacrificio di un gruppo votato per 90’ e passa al puro contenimento. 

Se invece il riferimento è alla cifra di gioco prodotta, allora siamo parecchio distanti dall’idea che l’allenatore rossonero vorrebbe trasferire alla sua squadra, questo non può essere di certo il Foggia che ha in mente di assemblare non appena potrà contare su tutti gli effettivi. Ma in tempi di vacche magre e di una penuria di uomini a disposizione che continua a tartassare il Foggia, può andar bene anche così. 

In fondo alla vigilia di una gara che nascondeva diverse insidie, Rossi per primo avrebbe firmato per un risultato positivo. Che poi addirittura sia arrivata la vittoria non può che fare tutti felici e rendere meno impervia la strada che si spera possa presto portare il Foggia a trovare la sua definitiva dimensione. 

Quale? L’unica possibile, quella cioè di una squadra che per raggiungere un rendimento standard deve imparare a restare sempre sulla corda e mai compiacersi. Esattamente come ha fatto a Casarano, quando messa sotto pressione da un avversario che poteva far leva su un potenziale offensivo di prim’ordine, non si è mai disunita ed è rimasta sempre in partita.

Rossi, che da qualche tempo si autodefinisce “inventore” perché alle prese sempre con problemi di formazione che finiscono col metterne a dura prova la creatività, proprio sabato scorso a Casarano ha dato un saggio di come sul piano squisitamente tattico sappia preparare le gare meglio di tanti altri colleghi: “Mi aspetto una gara complicata in cui Delio ci metterà molto del suo”, aveva anticipato Fulvio Navone, dg dei salentini, alla vigilia del match, non nascondendo così le insidie che la gara contro quella che ad inizi anni ‘80 era stata la sua squadra per una sola stagione, presentasse. 

E il suo ex compagno in rossonero non lo ha smentito, confermando che come sa motivare lui il gruppo che allena, lo riescono a fare pochi altri. 

“L’avevamo preparata in un certo modo, ma va considerata la bravura degli avversari. Dal punto di vista psicologico sicuramente è un brutto colpo, ma i ragazzi vanno incoraggiati. Bisogna ripartire dal giusto spirito, perché posso fare leva su questo”, aveva detto il tecnico del Foggia nel dopo-Crotone, quando le falle emerse facevano temere per il peggio.  

Una sconfitta senza attenuanti che avrebbe messo in un angolo chiunque. Non Rossi, che alla ripresa degli allenamenti è passato dalle parole ai fatti, rispondendo alle critiche piovutegli addosso con una prestazione tutta anema e core figlia delle sue intuizioni. 

Ci sarà invece da attendere da attendere (e pazientare) per la qualità del gioco. Perché l’impianto sta pagando pesanti defezioni, gli interpreti hanno più di qualche limite, e l’organico di conseguenza a gennaio andrà puntellato. 

Per intanto, però, Rossi una prima impronta l’ha data, la squadra è ammirevole per impegno e dedizione ed è in evidente crescita anche sul piano fisico: se infatti finora aveva puntualmente pagato dazio nell’ultimo quarto d’ora in cui la birra finiva e le gambe non giravano più, a Casarano la stanchezza non si è fatta sentire più di tanto, anche perché con la vittoria a portata di mano Garofalo e soci hanno evidenziato risorse fisiche e mentali insospettabili. 

Resta il gap di un gruppo giovane (il secondo per età media del girone) ed inesperto che in quanto tale può essere predisposto fisiologicamente ad un rendimento altalenante. Un tasto dolente quest’ultimo, l’unico forse sul quale Delio Rossi non potrà incidere.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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