La Juve ieri ha esonerato Igor Tudor. E per la gara in programma nel turno infrasettimanale di domani a sedere in panchina sarà Massimo Brambilla. Sì, proprio lui, il tecnico che un anno fa di questi tempi venne ripudiato dal Foggia. E da Nicola Canonico, che dopo 7 turni altalenanti dei rossoneri diede il benservito all’allenatore brianzolo, dopo che in estate col suo arrivo pareva intenzionato ad inaugurare un nuovo ciclo.
Com’è noto Brambilla già dalla scorsa stagione è ritornato ad allenare la Juventus NG dopo l’addio a Paolo Montero, ed in questo periodo di vacatio sulla panchina bianconera il club ha deciso di ovviare con una soluzione ad interim.
La decisione di chiudere con Tudor è maturata dopo la sconfitta di Roma contro la Lazio, la terza consecutiva dei bianconeri tra campionato e Champions: “Juventus FC comunica di aver sollevato in data odierna Igor Tudor dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile e con lui il suo staff composto da Ivan Javorcic, Tomislav Rogic e Riccardo Ragnacci - si legge nella nota ufficiale del club -. La Società comunica inoltre di aver affidato momentaneamente la guida della Prima Squadra Maschile a Massimiliano Brambilla, che mercoledì sera siederà sulla panchina in occasione del match Juventus-Udinese. Il Club ringrazia Igor Tudor e tutto il suo staff per la professionalità e la dedizione dimostrate in questi mesi e augura loro il meglio per il futuro professionale”.
Cinquantadue anni, di Vimercate in Brianza, Massimo Brambilla già ieri ha diretto il suo primo allenamento con la prima squadra. L'allenatore della Next Gen ha una storia decennale di tecnico capace di forgiare i giovani talenti. Ed ora, nell'attesa che la dirigenza bianconera individui il successore del croato (Spalletti o Mancini i papabili), siederà finalmente su una panchina di Serie A.
Dopo aver giocato in A e B, Brambilla ha iniziato presto ad allenare nei settori giovanili. In 5 anni all'Atalanta, tra Allievi e Primavera, ha vinto 3 scudetti e 2 Supercoppe e si è guadagnato così la prima chance su una panchina "vera", quella della Juve Next Gen nel ‘22, in C. È stato lì che ha confermato quelle doti di tecnico capace di formare giovani talenti: dopo Bastoni, Carnesecchi, Barrow e Kulusevski degli anni nerazzurri, in due stagioni bianconere ha forgiato Huijsen, Iling-jr, Barbieri, Barrenechea, Rafia, Felix Correia, Savona, Mbangula e Rouhi, tutti finiti nella rosa della prima squadra o ceduti per fare plusvalenza nelle ultime sessioni di mercato.
Dopo l'esperienza (deludente) a Foggia da luglio a settembre del ‘24 (appena 7 partite con uno score di una sola vittoria), il rientro a "casa Juve" lo ha fatto ripartire da dove aveva lasciato: ereditata la Next Gen dalla gestione dell'uruguaiano con appena 7 punti, l'ha trascinata ai playoff, uscendo al secondo turno.
Quest'anno, il percorso è stato più accidentato: dopo 11 partite la NG è ai margini della zona spareggi con 14 punti, ma reduce da 4 ko nelle ultime 5 uscite.
Non cambia, però, la considerazione di allenatore che sa ottimizzare la resa dei giovani calciatori, e di uomo azienda. Tanto che, in una situazione di emergenza, non si è esitato un attimo ad affidarsi a lui.
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