Si è rivelata un flop la Giornata della Legalità. Il Foggia sperava che nella sera in cui la Squadra-Stato sbarcava allo Zaccheria per far sentire la sua presenza fisica al fianco del club, il tifoso tornasse a stringersi attorno alla sua squadra. E invece non solo non si è registrato un incremento delle presenze sugli spalti, ma addirittura i paganti da 1400 sono scesi a 983.
Un segnale di totale disaffezione che non sarà sicuramente sfuggito al Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, giunto a Foggia in compagnia della presidente della terza sezione penale del tribunale di Bari Misure di prevenzione Giulia Romanazzi e del Procuratore di Bari Roberto Rossi.
Che prima di accomodarsi in tribuna ad assistere al nuovo patatrac del Foggia hanno tenuto a ribadire che il club ha subìto un condizionamento criminale fatto di condotte gravi e sistematiche. Questo ha spinto, circa 6 mesi fa, la procura nazionale antimafia, insieme alla procura e al tribunale di Bari a mettere il Foggia Calcio in amministrazione giudiziaria.
Uno strumento di cui magistrati hanno voluto spiegarne il senso, prima della partita contro il Benevento, indetta a ricordo delle vittime di tutte le mafie.
“C’è un clima di cinica indifferenza”, ha sottolineato Melillo, che con le sue parole ha inteso accendere i riflettori su una vicenda la cui gravità, forse, non è stata ancora ben compresa.
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