Enrico Barilari, beato lui, vede la luce in fondo al tunnel. Il neo-allenatore del Foggia dopo i 90’ con la Cavese è più fiducioso sul futuro della sua squadra. Ha ammesso che non sarà semplice venirne fuori, e che ci vorrà del tempo per rialzare la testa, ma confida nella forza d’animo e nella voglia di rivalsa dei suoi per tirarsi fuori dai guai. E magari anche su qualche importante puntello in arrivo dal mercato di riparazione. Senza il quale oggettivamente si farebbe molto dura rimanere a galla. Tutto legittimo e sacrosanto, non fosse che il tecnico ligure nelle sue valutazioni a margine degli ultimi 90’ di campionato abbia ritrattato (senza rendersene conto?) alcuni concetti che vanno palesemente in contrasto con quanto dichiarato nel corso della conferenza di presentazione ufficiale. “Perdere tre giocatori per crampi è segno che la squadra non sta benissimo atleticamente”, ha spifferato ai quattro venti Barilari, che evidentemente con il passare dei giorni trascorsi al capezzale del Foggia sta prendendo contezza di quelli che sono i mali ed i limiti del gruppo che si ritrova fra le mani. Sostenere però che avrebbe trovato una squadra con qualche carenza sul piano della condizione generale, è come voler mettere in discussione quanto fatto dal suo predecessore. Per il quale, peraltro, nel giorno del suo insediamento aveva avuto parole al miele: “Innanzitutto volevo ringraziare mister Rossi; dico solo che non potrei mai paragonare il mio curriculum col suo, non avrei i mezzi per paragonare la mia carriera alla sua. La squadra è stata allenata bene al di là della classifica. È un onore essere qui al suo posto. A livello fisico ho trovato una squadra in forma ma bisogna agire sulla testa”.
E allora come la mettiamo? Il Foggia attualmente in quali reali condizioni è? Non sarebbe male che Barilari correggesse il tiro, e chiarisse meglio il senso delle sue parole, che probabilmente lunedì sera sono state anche dettate da un pizzico di amarezza per un successo che non è arrivato e sul quale i rossoneri facevano affidamento per mettersi alle spalle un periodo piuttosto complicato. Per quanto è stato possibile comprendere durante la gestione-Rossi, la squadra che è bene ricordare fu completata solo nell’ultimo giorno utile di mercato, ha accumulato un gap evidente nei riguardi delle avversarie che si è provato a colmare, con molta fatica, strada facendo. E che ha comportato anche qualche infortunio di troppo, legato oltre che alla necessità di recuperare il tempo perduto anche probabilmente alla superficie di gioco su cui quotidianamente la squadra si è allenata dal 24 luglio scorso a Trinitapoli. Azzardare che con un preparatore come Vio il Foggia non abbia messo benzina nelle gambe appare un tantino esagerato, dunque. Ma niente di più facile che in questi giorni chi è subentrato al suo posto (Renzo Ricci) abbia fatto le sue valutazioni ed abbia riscontrato delle criticità. Ma forse più nei singoli che nel gruppo. Alcuni dei rossoneri aggregati in corsa, infatti, sono reduci da un periodo piuttosto lungo di inattività o comunque non avevano i 90’ nelle gambe. E questo può aver avuto riflessi negativi sul rendimento generale di una squadra che, se non è al top della condizione, dovendo pagare dazio sotto il profilo della qualità, fa doppia fatica a raggiungere un risultato positivo.
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