In 200 e passa a Trapani a vivere l’ennesimo pomeriggio da incubo del Foggia. Gli altri, la stragrande maggioranza, a soffrire in silenzio davanti ad una tv. Il popolo rossonero nel giorno in cui si celebrava il centenario dello Zaccheria ha sintetizzato in uno striscione il momento-no che, suo malgrado, è costretto a vivere: “Ci sei rimasto solo tu da festeggiare, tutto il resto è da dimenticare. Auguri Zaccheria”.
Un messaggio che si commenta da solo, e che pone l’accento sulla disaffezione di un ambiente che ormai non riesce più ad identificarsi nella sua squadra del cuore. Troppe polemiche e troppe divisioni hanno sfibrato una tifoseria che pare ormai rassegnata a subire l’ennesima umiliazione della sua recente storia.
Eppure quei 200 che disertano puntualmente lo Zaccheria e che poi si sobbarcano fra andata e ritorno 1600 chilometri per seguire il Foggia, rappresentano la speranza che forse non ancora tutto è finito e perduto. E che basta una scintilla per riaccendere l’entusiasmo. A Foggia, lo dice la storia, in fondo è stato sempre così.
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