Per il Latina quella odierna è inquadrata come una gara cruciale: “Affrontiamo una squadra in salute, che ha ritrovato l’entusiasmo, ma preferisco guardare in casa mia - ha detto Gennaro Volpe, tecnico dei pontini alla vigilia -. Ho un gruppo eccezionale sul piano umano. Battiamo il ferro finché caldo, dobbiamo andare alla ricerca del risultato seguendo aggressività e la strada intrapresa finora”.
Così poi sulla rosa a disposizione e sugli indisponibili: “La base è quella di mettere ogni ragazzo in condizione di esprimersi al meglio - ha aggiunto -. Il mercato ci ha aiutato allungando l’organico e ciò mi dà opzione di scelta. Tutti arruolabili per il Foggia, torna seppur a mezzo servizio anche Parodi”.
E, infine, tornando ancora sull’avversario: “Sono frizzanti e allenati bene, da un allenatore esperto come Barilari. Ma sono una squadra alla nostra portata: dobbiamo pensare a noi stessi, non c’è altra soluzione”. Una gara calda, dunque, che si etichetta come spartiacque per entrambe le formazioni.
Da Volpe in questa settimana si è avuto un saggio di come si gestisce la pressione e il dispendio di energie. Il Latina esce infatti indenne da un calendario serrato che nel giro di pochi giorni lo ha costretto a lunghe trasferte e ad affrontare partite dal peso specifico elevatissimo come può essere una semifinale di Coppa Italia e un confronto diretto per la salvezza.
Pur non proponendo nulla di trascendentale, la sensazione è che il tecnico dei nerazzurri abbia comunque mosso le leve giuste perché il gruppo trovasse energie e motivazioni sufficienti a resistere. Volpe è partito da un principio non certo innovativo come il turnover. Contro il Renate ha rinnovato per otto undicesimi la formazione schierata contro il Trapani il sabato precedente, a Picerno le novità hanno coinvolto sette giocatori su undici.
In Coppa il Latina ha pure cambiato disposizione tattica, lasciandosi alle spalle il 4-3-2-1 per tornare al 3-5-2 interpretato con uno dei due esterni stabilmente o quasi posizionato sulla linea di difesa, chiedendo al secondo esterno di avanzare molto con la palla al piede, suggerendo ai tre di centrocampo di accompagnare la manovra e di cercare l’inserimento, preferibilmente per vie centrali.
A Picerno sono di nuovo cambiati gli uomini e l’interpretazione del centrocampo a 3. Gli esterni questa volta sono rimasti entrambi più alti trattandosi di Tomaselli ed Ercolano, le mezzali hanno cercato meno l’inserimento e, in sintesi, rispetto ad altre prove la manovra si è sviluppata maggiormente in ampiezza.
Di più, Volpe in Lucania ha cambiato posizione a più d’uno tra i nerazzurri: Tomaselli ha giocato a destra, Carillo da centrale è tornato a fare il braccetto, Dutu è stato proposto sul lato destro (in Lombardia aveva coperto il lato sinistro), Marenco ha fatto da perno in difesa, Lipani quando è entrato nella ripresa ha agito da centrale mentre Hergheligiu è stato utilizzato come mezzala.
Una serie di rotazioni che ha permesso a chi in questa settimana aveva avuto un minutaggio elevato, di reggere comunque il campo, senza dare l’impressione di una evidente stanchezza. L’unico a mantenere ruolo e compiti è stato Fasanche, infatti, sul finire del confronto di Picerno ha dato palesi segni di stanchezza, il linguaggio del corpo era esplicito nell’evidenziare l’esaurimento di ogni energia.
Al Curcio il Latina non ha brillato quanto nei due confronti precedenti ma ha comunque tenuto bene il campo, concedendo all’avversario l’unica occasione soltanto in pieno recupero, peraltro con una conclusione dalla lunga distanza. Oggi con il Foggia la riprova.
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