Unite sotto una stessa bandiera, oltre che da un identico ed insolito destino: da una parte il Foggia, che da qualche tempo ormai non dà più segni di vita e che è adagiato sul fondo della classifica; dall’altro l’Heraclea che annaspa, e che dopo essere stato anche in testa nel girone H, si ritrova ora ai margini della zona playout.
A ben vedere due facce della stessa medaglia, è sicuramente il momento più intricato della recente storia calcistica di Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto, i due giovani e rampanti imprenditori il cui centro di gravità permanente da Candela recentemente si è spostato a Foggia. Ormai da 43 giorni sono sul ponte di comando del club più titolato di Capitanata, dopo che nel piccolo centro dei Monti Dauni in questi ultimi anni hanno scritto una bella favola (tre promozioni di fila fra il ‘22 al ‘25).
Ed ora vorrebbero ripetersi anche nella città capoluogo. Sotto l’ala protettiva di Antonio De Vitto, che li affianca in questa nuova ed affascinante avventura, spinto anch’egli da una passione che ha mosso i primi passi a Candela. E che ultimamente si sta amplificando a dismisura.
Peccato solo che tiri brutta aria da oltre un mese a questa parte, il Foggia non sa più vincere e da qualche tempo somma solo sconfitte. Una vera e propria disdetta, che ricorda molto da vicino i 6 ko consecutivi che l’Heraclea ha infilato a fine girone d’andata, fra la 12^ e la 17^ giornata, e che sono costati anche la testa a tre allenatori. Curiose analogie e coincidenze che male si coniugano con l’ambizione di chi intende bruciare le tappe e, dopo il fisiologico periodo di rodaggio, non vede l’ora di affacciarsi stabilmente nel calcio che conta.
Il Foggia però, dopo essere entrato nell’argenteria di famiglia, continua a fare scena muta, la striscia negativa si allunga a dismisura ed ha appena toccato quota 7, di questo passo si rischia di mettere a repentaglio la serie C. E le cose non vanno molto meglio nemmeno a Candela. Dove l’Heraclea, dopo un promettentissimo avvio, si è inceppata: domenica scorsa allo Zaccheria è uscita battuta 1-3 con la V. Francavilla, e adesso la zona playout dista solo un punticino.
A 8 giornate dalla fine c’è poco da distrarsi, dunque. Casillo e De Vitto non l’hanno presa bene, ovviamente: tante difficoltà non le avevano messe in preventivo, gli investimenti sono stati consistenti, e in una stagione che deve ancora scrivere i suoi verdetti sperano alla fine di uscirne indenni. La loro audacia merita di essere premiata, per rilevare il Foggia sul tavolo hanno messo soldi veri, all’idea di azzerare il progetto e ripartire non vogliono rassegnarsi.
Anche perché ritrovarsi la prossima stagione a gestire due club di quarta serie sarebbe un bel pasticcio. Ecco spiegato il motivo per cui di recente pubblicamente appaiono il meno possibile, si sono chiusi a riccio dopo le ultime disavventure che stanno accomunando i due sodalizi di cui sono i plenipotenziari: i conti non tornano, la crisi di risultati che sta attanagliando rossoneri e granata non era stata messa in preventivo, e adesso che la stagione entra nel vivo e che bisogna portare a casa il risultato (a questo punto la salvezza su entrambe le sponde, ndr) l’adrenalina comincia a toccare picchi impensabili.
Questo però, in fondo, è il prezzo da pagare al noviziato, gli errori ci sono stati. Assieme a qualche peccato di gioventù ed alla eredità fallimentare della precedente gestione che ha spinto il Foggia alle soglie del dilettantismo. Sperano, in ogni caso, di essere ancora in tempo per rimediare.
“Abbiamo rischiato? Siamo stati folli? Sì - ha commentato in un post Gennaro Casillo solo qualche giorno fa sul proprio profilo FB -. Ma vi assicuro una cosa: lotteremo fino all’ultimo respiro, per l’amore che abbiamo verso la nostra Città e per questi colori”. Non si molla e non si indietreggia di un centimetro, dunque. In fondo il Foggia ancora in C la prossima stagione, e l’Heraclea che riparte dalla D sarebbe già un bel traguardo. Visto, soprattutto, come si sta mettendo.
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