Incroci pericolosi. Nemmeno a volerla "apparecchiare" a tavolino l’ultima di campionato sarebbe potuta riuscire così indecifrabile. Con 5 gare che più di tutte sono sotto la lente d’ingrandimento, perché è dal loro esito che si conoscerà la griglia di partenza dei playoff. Ma anche, e soprattutto, se almeno uno dei due possibili playout andrà o meno in onda. Riflettori puntati su Foggia-Salernitana, Casertana-Giugliano, Cavese-Cosenza, Az Picerno-Sorrento e Trapani-Siracusa, ovvero le gare che rubano la scena per via della serie di incastri e di intrecci che, a seconda dei risultati maturati sul campo, determineranno poi la classifica finale della stagione regolare.
Campi centrali saranno lo Zaccheria ed il Pinto, che da un lato metteranno in palio il terzo posto in classifica, e dall’altro la disputa dello spareggio-salvezza. Che finirà con l’essere condizionato, in ogni caso, dal risultato di Picerno e da quello di Trapani. Al Foggia serve vincere per alimentare la flebile fiammella del playout, ma a bassa voce si può anche aggiungere che ai rossoneri anche il pari potrebbe andar bene a patto e condizione però che il Giugliano perda, ed il Siracusa non passi a Trapani. Tutte combinazioni che in casa rossonera ormai conoscono a memoria, ed alle quali Enrico Barilari nei giorni che precedono dal match a porte chiuse di dopodomani guarda con un certo distacco. Senza cioè dar loro un peso che in realtà è solo e soltanto relativo. Perché è innanzitutto il Foggia chiamato ad andare a punti.
Anche se poi l’idea di una Santa Alleanza lungo l’asse Foggia-Caserta intriga: una sorta di tacito patto a distanza che porterebbe inevitabili vantaggi sia ai falchetti che ai satanelli. Proprio così, perché per la serie “io faccio un favore a te, e tu ne fai uno a me...”, se a Brosco e soci riuscisse di imporre l’alt alla Salernitana e alla formazione di Coppitelli sbarrare la strada al Giugliano, per la Casertana si spianerebbe il terzo posto, laddove però il Cosenza non vincesse a Cava. Un bel rompicapo, in ogni caso, che solo domenica attorno alle 20 sarà una volta per sempre risolto.
Barilari da quando è ritornato in sella si sta sforzando di far capire ai suoi di non fare calcoli che il Foggia a questo punto della stagione non può più permettersi: al tecnico ligure serve trovare la chiave di volta che possa in qualche modo riaprire i giochi, lo sforzo che sta compiendo è quello di ricercarla all’interno dello spogliatoio, motivando un gruppo che anche a Monopoli si è smarrito strada facendo dopo un avvio incoraggiante che aveva lasciato pensare ad una repentina inversione di tendenza.
Che poi il tecnico spezzino debba “raccomandarsi” a qualche santo in Paradiso e sperare che sia proprio quella Casertana che poco più di due mesi d mezzo fa ne ha decretato l’esonero, a tendergli una mano lasciando a secco il Giugliano, è quanto meno singolare. Scherzi di un calendario che si è divertito come non mai fino alla fine a proporre sfide che mettono in palio punti pesantisismi sia in chiave-play off che in ottica salvezza.
Il Foggia in partenza, sarà bene non dimenticarlo, resta la maggiore indiziata a fare compagnia al già retrocesso Trapani. Ci ha messo molto (troppo) del suo la formazione rossonera per complicarsi la vita e ritrovarsi ad un passo dal baratro. Ma per fortuna non ancora tutto è perduto, il calcio è imponderabile e rifugge da regole standardizzate, per cui prima di recitare il de profundis meglio essere cauti. Almeno fino alle ore 20 di domenica sera. In casa rossonera si fanno gli scongiuri e si spera di allungare di altre due gare, Salernitana a parte, questa stagione che indipendentemente dal suo esito, resterà per sempre scolpita nella memoria. Fino al 16 maggio il Foggia vuole esserci. Costi quel che costi.
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