In tanti spettatori del mondo si saranno chiesti, durante la diretta di Eurosport del match di tennis del Roland Garros Sinner-Rublev, cosa significasse la parola “Cerignola” impressa su una bandiera tricolore. Ad esporre il vessillo dal “Philippe-Chatrier” che richiamava all’Italia proprio nel giorno della Festa della Repubblica, è stato un giovane cerignolano di nome Fabio, il quale spiega a l’Attacco che “questa bandiera nazionale con sopra il nome della mia città, io la porto in giro negli eventi sportivi d’Europa dal 2023, quando vidi al Master di Montecarlo giocare Sinner. In quella occasione strappai al nostro numero uno del mondo il primo autografo su quello stendardo che io espongo con orgoglio”. E poi, il 2 giugno scorso, dopo essersi gustato dalla tribuna laterale del campo centrale di Parigi il tondo successo del talento altoatesino, ad un passo dal suo staff, si è guadagnato la sua seconda firma personale, accanto a quella precedentemente posta a Montecarlo. “A Parigi Sinner mi ha riconosciuto - racconta orgoglioso Fabio -, mi ha salutato velocemente in mezzo alla ressa dei fans. Due anni fa al Principato di Monaco ebbi invece modo di fare quattro chiacchiere con lui. E’ un atleta di un’umanità contagiosa. La stessa che ho riscontrato negli altri compagni azzurri, come Musetti e Berrettini, conosciuti nel trionfo della Davis di Malaga del 2023. E una delle immagini della festa per quella seconda insalatiera della nazionale, elevata davanti ai tifosi da parte del giocatore Arnaldi, è per me significativa perché tra la gente spunta il tricolore vergato dal nome della mia città”.
Fabio racconta il perché esporta il nome di Cerignola sopra il drappo della nazionale che, durante il match a senso unico di Sinner sul malcapitato russo Rublev, è stato visto da quei 1.116.000 spettatori italiani che di media erano davanti al canale di Eurosport 1: “Il mio è un messaggio positivo sulle mie radici, attraverso lo sport. Cerignola sta dimostrando di saper incarnare valori sani, come illustrano gli ultimi esempi dell’Audace che ha mancato sfortunatamente la B di calcio e il ritorno in B1 del club di volley femminile. Questa bandiera, dove anche Musetti ha posto il suo autografo dopo il successo a Parigi su Rune, rappresenta l’orgoglio per la mia città”.
Da Cerignola all’Italia, sino al mondo. “Devo dire che le immagini sovraimpresse sul televisore della bandiera hanno fatto il giro dei social, tanto che mi hanno scritto anche dal Messico, dicendo che mi avevano riconosciuto”.
Fabio, trentaquattr’anni residente e lavoratore a Cerignola, è ormai diventato un tifoso habitué dei grandi palcoscenici dove piazza il simbolo tricolore in salsa foggiana. “Ero il 24 giugno 2024 a Lipsia per il match dell’Europeo di calcio pareggiato dall’Italia con la Croazia, dove mi ha intervistato la giornalista Giorgia Cenni di Sky Sport. Ero alle Finals di tennis di Torino nel 2023, dove Djokovic mi ha firmato una pallina di tennis e dove dal grande cubo sospeso sul PalaAlpitour è apparso il frame della mia bandiera. Ero a Montecarlo il 15 aprile 2023 quando Sinner fu battuto da Rune dopo una battaglia, ma per me fu bellissimo, perché il nostro grande giocatore venne a salutarmi e con la sua sigla sulla bandiera mi fece il regalo nel giorno del mio compleanno”. Allora il 23enne atleta di San Candido non era ancora numero uno del mondo, lo sarebbe diventato, riscrivendo la storia del tennis italiano, il 10 giugno del 2024, scalzando dal trono il “Re” Djokovic dopo 36 settimane consecutive di sovranismo tennistico.
“Quali sono le armi di Sinner secondo me? La potenza nei colpi, la capacità di leggere in un secondo la strategia da adottare durante lo scambio e la tenuta mentale. Io l’ho visto allenarsi al Roland Garros, l’ho colto positivamente arrabbiato, tuffato con il cervello nel match che avrebbe disputato successivamente” commenta Fabio, il quale ammette, però, di avere anche un debole sportivo per Lorenzo Musetti, il quale oggi affronterà in semifinale a Parigi il vice-Sinner mondiale, lo spagnolo Alcaraz, con addosso l’”odore” del numero 5 del ranking. “Musetti sprigiona purezza tennistica, il suo rovescio ad una mano, che dal passato viene a scompaginare i piani bionici della doppia presa, mi ricorda quello usato da un grandissimo come Federer”.
Fabio, dunque, non è solo un tifoso da “export” cerignolano. La sua grande passione lo ha fatto diventare un esperto di palla e racchetta. Vallo a spiegare a quel manipolo di haters che, sul social X, chiedendosi chi fosse il giovane con il tricolore e la scritta Cerignola, hanno tirato fuori la storia della “città dei ladri di auto”. Fabio dimostra che anche dal fango può nascere un fiore.
(Alessandro Salvatore - l’Attacco)
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