“Vogliono che ce ne andiamo, ma io non lascio questo territorio. Resto e faccio rumore”. Con la voce rotta dal pianto Leonardo Santucci, responsabile allevatori CIA zone montane, ha deciso di parlare chiaramente di chi ha rubato circa 150 tra ovini e caprini col chiaro fine di costringere la cooperativa a chiudere i battenti e lasciare spazio. Un episodio che fa subito pensare alla mafia garganica. L’Attacco lo ha intervistato.
Quando è avvenuto il furto?
Nella notte tra sabato e domenica scorsi sono stati portati via circa 150 animali, sia pecore che capre. Erano rinchiuse all’interno del recinto che la sera prima avevo chiuso personalmente insieme al guardiano. Lo hanno fatto mentre il guardiano dormiva. Avevamo cinque cani maremmani che hanno dato l'allarme abbaiando ma senza essere sentiti.La terribile scoperta è avvenuta a che ora?
La mattina dopo, verso le ore 04.00-04.30, il guardiano si è svegliato e si è reso subito conto che, contrariamente al solito, i cani non erano andati vicino alla porta. Si è recato a vedere la mandria e ha scoperto che non c'erano più pecore e né capre dentro al recinto. Io, una volta che l’ho saputo, mi sono messo subito sulle tracce degli animali scoprendo che erano usciti fuori dal territorio ed erano arrivati a Ruggiano, nella frazione Montagna. Sono stati condotti a piedi attraverso il Bosco Quarto e da lì alla Montagna, penso che si siano volute non meno di 3,5-4 ore.
A quel punto ha denunciato.
Ho sporto subito denuncia contattando i carabinieri di Monte Sant'Angelo. Al centralino mi ha risposto la stazione di Manfredonia che ha dato l'allarme e verso le ore 07.30 sono arrivati sul posto i carabinieri forestali di Monte Sant'Angelo. Hanno effettuato i rilievi e scattato foto. Io ho fatto vedere loro la strada che era stata percorsa dagli animali e sono andati via perlustrando la zona. Purtroppo quando non ci sono sufficienti forze di polizia sul territorio siamo impotenti di fronte a questi episodi. Mettendomi sulle tracce degli animali ho ritrovato due capre e due capretti a Ruggiano, li ho riportati subito a Sitizzo. Non so se gli altri siano ancora in quella zona o intanto trasferiti altrove. Sto denunciando pubblicamente l'accaduto, tramite la stampa, perché c'è una smania di omertà. La gente non vuole parlare, ma io sono convinto che solo se siamo uniti è possibile combattere la criminalità. Altrimenti saremo costretti ad abbandonare il territorio. Tempo fa ospitammo gli inviati della trasmissione Rai Linea Verde, mostrando loro le bellezze e le peculiarità di questo posto. Per colpa di qualche delinquente dobbiamo andarcene? Non mi sta bene. Ecco perché ho deciso di fare rumore il più possibile.
Qual è il suo stato d’animo ora?
E’ pessimo (piange, ndr). Oggi vedo il recinto vuoto e questa vista mi fa male al cuore. Ma si deve andare avanti, noi lo faremo. Potrei dire basta, perché ad agosto andrò in pensione. Ma non lo faccio, perché intendo dare un messaggio di speranza ai giovani e far capire loro che si può tornare a vivere in questa terra e che si può lavorare nell'entroterra. Se vogliamo salvare questo territorio bisogna sperare nel loro ritorno, perché c'è un capitale umano preziosissimo che è andato via nel corso degli anni e dei decenni, impoverendoci.
A quanto ammonta il danno economico?
E’ di 10mila euro circa, ma chi ha rubato gli animali rivendendoli recupererà al massimo 2-3mila euro. Io li sto pedinando, sono sulle loro tracce. Si capisce perfettamente che quei capi di bestiame sono stati rubati perché sono tutti marchiati. E sappiano che ci sono i filmati delle telecamere.
Che idea si sono fatti finora gli inquirenti?
I carabinieri stanno visionando le telecamere. Io ho potuto vedere solo qualche momento dei filmati, in particolare quello in cui si capisce che verso le ore 22.20 di sabato scorso i cani hanno cominciato a dare l'allarme abbaiando. Però quei delinquenti hanno aspettato un'oretta per portarsi via il bestiame per essere certi che il guardiano fosse caduto in un sonno profondo. Non ho visto persone nel pezzetto di filmato che mi è stato fatto visionare. Secondo i carabinieri si tratta di gente dedita a questi furti. Due mesi fa rubarono due cavalli accanto a noi ad un ex maresciallo dell'Esercito, mai più ritrovati.
E lei che idea ha?
Il mio convincimento, comunicato ai carabinieri forestali, è che questo sia l'ennesimo tentativo di quei delinquenti che sono rimasti a piede libero dopo gli arresti degli ultimi anni, e che fanno già gli allevatori, di espandersi mandandoci via.
Sono ancora attuali simili fenomeni mafiosi oggi?
Siamo tornati indietro a 30-40 anni fa. Nel 1966 già facevo il guardiano di capre, essendo nipote di un allevatore. Ne abbiamo visti tanti di furti di bestiame in questo territorio: tanti allevatori nei decenni scorsi sono stati costretti a chiudere l’impresa e a trasferirsi altrove. Chi a Nova Milanese, chi a Torino, chi in Germania. Quelle realtà sono state comprate o comunque sono finite in mano a persone i cui nomi conosciamo tramite la cronaca dei giornali. Oggi ritroviamo quegli stessi metodi: vengo a rubare da te per farti andar via. Io però non lascio il mio territorio, resto qui e lo voglio dire pubblicamente: a queste cose non ci sto.
Pensa siano state persone di Monte Sant’Angelo, suoi concittadini?
Non esiste alcuna possibilità, secondo me, che si tratti di persone di fuori. Qui stiamo parlando di persone di Monte Sant'Angelo, che hanno agito direttamente oppure hanno dato mandato a persone forestiere.
Non ha paura di ritorsioni dopo questa denuncia pubblica?
Sono separato e vivo da solo, i miei tre figli risiedono in altre regioni. Non me ne importa nulla dei rischi, lotto per il mio territorio. Forse sono un pazzo, ma io amo questa terra e voglio dire alla gente che è possibile far risvegliare e rinascere Monte Sant'Angelo.
Aveva già subito altri danni analoghi?
Sì, non è stata la prima volta. Dapprima ci furono i furti di legna negli anni ’90, quando eravamo una cooperativa forestale. Poi, una volta passati a questa cooperativa agricola, ci furono rubati dieci cavalli che dovevano servire alla mobilità lenta, anche grazie ad un finanziamento dell’ente Parco nazionale del Gargano. Infine, quattro anni fa, ci rubarono quattro vacche e un toro. Sono sempre gli stessi personaggi, che ora secondo me sono tornati alla carica con quest’ultimo furto nella notte della domenica delle Palme.
Si sono mai palesati con voi direttamente?
No, mai. Ma io so perfettamente che sono di Monte Sant'Angelo. Lo fanno per liberare il territorio e per espandersi come allevatori, non certo per il minimo guadagno che possono trarre rivendendo il bestiame rubato. In questo territorio, purtroppo, la situazione della sicurezza è nettamente peggiorata dopo che è andato via il reparto dei Cacciatori di Puglia. Con loro presenti eravamo tranquillissimi: attraversavano queste zone garganiche, le perlustravano. Dopo il loro addio i delinquenti hanno rialzato la testa e questo non va bene. Non possiamo avere due soli uomini dei carabinieri forestali a Monte Sant'Angelo e altri due a Mattinata, quando c’è da controllare un territorio estesissimo come quello di Monte Sant'Angelo che conta 24.000 ettari.
Vi aspettate ora un tavolo in Prefettura?
La CIA, di cui faccio parte, lo aveva chiesto già due mesi fa. Adesso il direttore dell’associazione mi ha avvisato che, quando verrà convocato dal prefetto, andrò anche io con loro visto che conosco bene questa terra.
I suoi figli si occupano di tutt’altro, lontano da Monte Sant’Angelo.
Voglio raccontare un aneddoto. La mia prima figlia, che lavora in un’Università del Nord, dopo il servizio tv di Linea Verde da noi, disse per la prima volta di voler diventare socia della cooperativa, perché ero un esempio. Ora darle questa ennesima delusione è devastante per me (piange, ndr). Bisognerebbe fare di tutto per far tornare i nostri giovani. Dei soldi non mi importa niente, ma mi hanno fatto un danno morale enorme.
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