C’è chi, a Peschici, nella seconda destinazione turistica della provincia di Foggia, si crede destinato all’impunità pur continuando a violentare da molti anni una delle baie più belle dell’intero Gargano, soggetta a numerosi vincoli ambientali e paesaggistici. E’ quello che accade a Zaiana, uno dei pezzi di costa più incantevoli del Gargano, ancora una volta vittima della protervia di chi si crede superiore alla legge e dei mancati controlli da parte di enti e Stato. Un luogo dove tutti sanno e nessuno riesce a fermare per sempre coloro che, per i propri interessi, tentano sistematicamente di cementificare e fare di Zaiaia il regno dell’abusivismo, di spianarne le dune, di insultarne la bellezza con gli osceni spettacoli di botti in spiaggia ogni giorno. L’ultimo episodio è avvenuto sabato scorso, quando tre uomini, servendosi di un furgoncino Ape, sono stati visti mentre gettavano cemento sulla strada d’accesso alla spiaggia, una discesa ricavata dalla montagna abusivamente anni fa. In due svolgevano il lavoro come fossero operai, mentre un terzo uomo osservava la scena, come se i primi due fossero stati alle sue dipendenze. Stando alla versione dei fatti diffusa sul web, all’arrivo dei carabinieri di Vico del Gargano i tre sarebbero fuggiti via, ma risulta molto difficile capire come visto lo stato dei luoghi.
“Oggi abbiamo chiamato il 1515 ma ci hanno risposto da Bari che nessun carabiniere forestale era disponibile (gravissimo). Ci hanno detto di chiamare il 112 e poi la centrale ci ha messo in contatto con il comando dei carabinieri di Vico, che sono intervenuti. Baia Zaiana non solo deve essere salvata da questi delinquenti ma soprattutto deve essere ripristinata come era prima”, ha fatto sapere il WWF Foggia sabato scorso. Scempi che si ripetono dal 2011-2012, quando si iniziò a scavare per ricavare un comodo accesso all’arenile. Scattò il sequestro penale dell’area, ma l’anno seguente ci furono ulteriori interventi di movimento terra con mezzi meccanici nella stessa area. Il Comune di Peschici disse di aver predisposto un progetto di ripristino, mai realizzato. Nel 2013 gli abusi portarono ad una scalinata di cemento con illuminazione elettrica e ad un parcheggio sovrastante.
Il WWF Foggia è tornato ora a denunciare con forza “l’ennesimo scempio ambientale a Baia Zaiana, una delle perle naturalistiche del Gargano, ormai vittima di interventi illegali che offendono non solo il paesaggio, ma anche il buonsenso”. “La situazione è chiara: da anni segnaliamo la costruzione abusiva di strade che scendono fino alla spiaggia, interventi non autorizzati che alterano l'ambiente costiero, frutto di un’idea di “sviluppo” che ignora la legge e il rispetto per la natura”, afferma il presidente dell’associazione del cigno, Maurizio Marrese.
“Nonostante le ripetute denunce — nostre e di tanti cittadini indignati —, l'abusivismo edilizio continua a prosperare, trovando terreno fertile nella cronica mancanza di controlli adeguati. Le forze di polizia, va detto, fanno il possibile ma sono palesemente sottodimensionate rispetto alla vastità, alla complessità e alla fragilità del territorio garganico. È come pretendere di svuotare il mare con un cucchiaino. Nel frattempo, assistiamo a un silenzio che fa rumore, un silenzio assordante da parte delle istituzioni locali, compreso l'ente Parco Nazionale del Gargano, che dovrebbe essere il primo baluardo a difesa di questi luoghi straordinari ma anche della Regione Puglia (che senso ha realizzare piani come il PPTR o le misure di conservazione Natura 2000 se poi si fa quello che si vuole?). Eppure, nonostante i danni ambientali sotto gli occhi di tutti — turisti inclusi, che ogni estate ci scrivono allarmati —, il disinteresse persiste come una nuvola grigia sulle promesse di tutela”, continua Marrese.
“Baia Zaiana non è solo una spiaggia, è un simbolo di quanto il Gargano stia rischiando di perdere a causa dell’illegalità tollerata e dell’inerzia politica. Non possiamo e non vogliamo arrenderci a questa deriva. Chiediamo con urgenza: un potenziamento reale dei controlli e delle forze di vigilanza ambientale; un intervento deciso e visibile dell'ente Parco Nazionale del Gargano; un impegno concreto e pubblico da parte delle amministrazioni locali per ristabilire legalità e rispetto dell’ambiente. La natura del Gargano è un patrimonio di tutti, non un bancomat da saccheggiare a colpi di ruspa. Il WWF Foggia continuerà, con la forza della verità e della legge, a difendere Baia Zaiana e tutti quei luoghi che rendono il nostro territorio unico e irripetibile”, conclude Marrese.
“Mi sono recato personalmente sul posto con due agenti della Polizia municipale”, afferma a l’Attacco il sindaco Luigi D’Arenzo. “Il cemento è stato gettato lungo 10-12 metri lineari sulla strada già esistente. La denuncia è contro ignoti, il problema è ogni volta che gli autori di tali interventi non vengono identificati. Come Comune ripristineremo quei 10-12 metri e proporremo che ci siano telecamere collegate coi carabinieri forestali. Arriviamo, come ente, fino ad un certo punto. Non riusciamo a fare di più, non mi pare nemmeno un caso che abbiano agito il sabato pomeriggio, quando gli uffici comunali sono chiusi. Serve un tavolo tecnico con gli altri enti, al Parco del Gargano chiederei iniziative per il ripristino dello stato dei luoghi. La precedente amministrazione comunale aveva iniziato ad affidare incarichi per mitigare gli interventi abusivi realizzati e per il ripristino, ma per la solita questione delle risorse insufficienti non è avvenuto. La strada ormai c’è, bisogna parlare anche con la Soprintendenza e capire quali interventi possano essere permessi. Ci sono oggettivi problemi nel soccorrere chi si sente male in spiaggia, ma non c’è bisogno di cementificare approfittando del fatto che la zona è difficile da pattugliare e resta nascosta alla vista”, conclude D’Arenzo.
Intanto non si hanno più notizie dal lontano 2020 dell’intento dell’ente Parco del Gargano di realizzare una caserma dei carabinieri forestali di fronte alla propria sede di Monte Sant’Angelo, una struttura dove si sarebbero costruiti alloggi per consentire una più forte presenza e controllo nell’amplissimo territorio garganico. Né va dimenticato che a fine 2022 i carabinieri forestali di Peschici subirono l’incendio di due mezzi militari, fatto per il quale si ipotizzò un intento intimidatorio.
L’Attacco da decenni, ormai, segue le vicende di Zaiana, dove la famiglia austriaca (ma ormai peschiciana d’adozione) dei Pelikan si è resa sentinella della legalità e dell’ambiente sul territorio divenendo oggetto di svariate minacce e ritorsioni. Ma Veronica Pelikan e i suoi familiari non si sono mai lasciati intimidire né hanno abbandonato Zaiana.
Come costante è da sempre l’attenzione del WWF Foggia. Era il 2020 quando a l’Attacco l'ingegnere Matteo Orsino disse per conto dell’associazione ambientalista: “Zaiana era l'ultimo posto rimasto davvero selvaggio sulle coste garganiche. La baia è stata oggetto di ripetute aggressioni, con lo smembramento della roccia per realizzare un accesso alla spiaggia, la realizzazione di scalini di cemento, di muretti e di un parcheggio per le auto. Nonostante gli interventi della magistratura, sulla baia di Zaiana si è continuato a cementificare. L'ultima volta, per quanto mi risulta, è stato un anno fa quando un bobcat con un martello demolì una parte della roccia per allargare ulteriormente l'accesso. Eppure, in questi anni, sono state numerose le segnalazioni fatte a Comune e ente Parco Nazionale del Gargano. L'abusivismo edilizio sul Gargano non si è mai arrestato, è una problematica persistente e grave, sia nell'area protetta nel Parco che in quella esterna al PNG”. Dopo cinque anni regna l’amarezza per quanto non è cambiato.
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