Franco Landella, ex primo cittadino di Foggia, è stato assolto ieri dal Tribunale di Foggia nell’ambito del processo sulla presunta compravendita e illecita assegnazione di alloggi popolari. La motivazione della sentenza è chiara: “Il fatto non è più previsto dalla legge come reato”. Landella era tra gli undici imputati accusati di abuso d’ufficio in un’indagine che aveva acceso i riflettori sulla gestione delle case popolari nel capoluogo dauno. Nei mesi scorsi, la sua posizione era stata separata da quella degli altri coimputati, per i quali il procedimento giudiziario prosegue.
La decisione del Tribunale arriva a seguito di una svolta normativa di rilievo: a luglio 2024, il Parlamento italiano ha abrogato il reato di abuso d’ufficio, eliminando l’articolo 323 dal codice penale tramite la legge 9 agosto 2024, n. 114. Tale reato, fino ad allora, puniva i pubblici ufficiali che, nell’esercizio delle loro funzioni, procuravano a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale o causavano un danno ingiusto, violando specifiche norme di legge.
Nonostante l’abrogazione, il pubblico ministero Roberta Bray aveva sollevato un’eccezione di legittimità costituzionale, ritenendo la nuova norma in contrasto con gli obblighi internazionali assunti dall’Italia, in particolare con la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (Convenzione di Merida). Il Tribunale di Foggia, non ritenendo l’eccezione manifestamente infondata, aveva sospeso il processo e trasmesso gli atti alla Corte costituzionale per un pronunciamento.
L’8 maggio 2025, la Consulta ha dichiarato infondate le questioni di legittimità: secondo i giudici costituzionali, la Convenzione di Merida non impone agli Stati l’obbligo di mantenere il reato di abuso d’ufficio e, quindi, la scelta del legislatore italiano di abrogarlo è risultata legittima.
Alla luce della decisione della Corte costituzionale, anche il pubblico ministero si è associato alla richiesta di assoluzione avanzata dall’avvocato difensore di Landella, Michele Curtotti. Il Tribunale ha quindi pronunciato la formula di assoluzione “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato”.
Il processo agli altri imputati per la vicenda delle case popolari di Foggia prosegue per le ipotesi di reato ancora previste dall’ordinamento.
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