Miulli saluta: al comando provinciale dei Carabinieri arriva il salentino Capone, finora alla guida del GIS

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Cambia a Foggia il vertice dell’Arma dei carabinieri. Ieri il comandante provinciale uscente, il colonnello Michele Miulli, insediatosi a settembre 2022 nel capoluogo daunio, ha salutato la compagnia di Manfredonia. Il suo successore arriverà tra alcuni giorni ma il nome è già noto: si tratta del colonnello Giovanni Capone, salentino classe 1976, il quale finora ha guidato il GIS, ovvero le teste di cuoio dei carabinieri che catturano boss, latitanti, rapitori e terroristi, col mefisto calato sul volto per non farsi riconoscere. Capone iniziò la carriera militare nel 1992, frequentando la Scuola Militare Nunziatella a Napoli e, successivamente, l’Accademia Militare di Modena, completando la propria formazione presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Dal 2000 al 2002 prestò servizio quale comandante di Plotone, e successivamente di Compagnia, presso il 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania, e, in seguito, sino al 2008, quale comandante di Sezione Operativa del Gruppo Intervento Speciale. Dal 2008 al 2012 ricoprì l’incarico di comandante della Compagnia di Caserta.  Dal settembre 2012, destinato allo Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma, svolse l’incarico di ufficiale addetto e di capo sezione presso la Sala Operativa dell’Ufficio Operazioni. Dal settembre 2016 al settembre 2019, dopo aver frequentato il 18° Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze, gli incarichi di capo delle Sezioni Operazioni Militari Correnti e Pianificazione dell’Ufficio Piani e Polizia Militare, sino all’assegnazione quale comandante del Gruppo Carabinieri di Locri. E’ laureato in Giurisprudenza e in Scienze della sicurezza interna ed esterna, sposato con due figli (la foto è di Telemia.it). Negli ultimi anni, dunque, Capone è stato impegnato nel difficile territorio della Locride e, infine, al vertice del GIS, il Gruppo d’intervento speciale, a capo del quale nel 2023 mise fine alla trentennale latitanza dell’ultimo boss stragista di Cosa nostra, ovvero Matteo Messina Denaro.

Insomma, un vero operativo, un uomo d’azione più che da indagine, che ora dovrà occuparsi del delicato territorio di Capitanata, terra della quarta mafia, diventata “una vera emergenza nazionale” come disse l’ex procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho. “Mafia feroce, aggressiva e violenta, che usa le armi non solo per piegare le vittime di estorsione per pagare il pizzo, ma anche per contrastare gli altri clan sul territorio. La vittima deve non solo essere uccisa, ma scomparire dal ricordo della gente. La Quarta mafia è una emergenza nazionale e ha aperto una vera e propria sfida allo Stato”, fu la definizione data anni fa dall’allora magistrato, oggi parlamentare M5S.

Dalla Società foggiana regina del pizzo ai brutali clan garganici, ai super esperti degli assalti ai portavalori di Cerignola. Tante mafie temibili, che però sono sempre più intaccate dal crescente numero dei collaboratori di giustizia, oltre che dall’azione messa in atto dalla Squadra Stato dopo la strage del 9 agosto 2017. Un territorio che sconta, però, anche l’insicurezza dovuta alla criminalità comune, ad organici ridotti delle forze di polizia, alla persistente paura di denunciare, alle tante zone grigie presenti nelle comunità.

Oggi – otto anni dopo il quadruplice omicidio di San Marco in Lamis (in realtà avvenuto in agro di Apricena), centinaia di interdittive antimafia nei confronti di imprese a rischio infiltrazione, ben sei consigli comunali sciolti per rischio di condizionamento della criminalità organizzata, importanti processi e condanne – ci si domanda se la presenza della Squadra Stato anche per il prossimo futuro resterà forte come dopo il 2017, quando l’Italia intera si accorse del caso Foggia.

Una situazione che ha reso centrale anche l’azione della Prefettura, il cui attuale vertice Paolo Giovanni Grieco, arrivato lo scorso anno, andrà in quiescenza a settembre 2026. Capone avrà sicuramente avuto già modo di studiare i dossier sulla Capitanata. A cambiare saranno, prossimamente, anche i comandanti delle Compagnie dei carabinieri di San Severo, Vico del Gargano e Cerignola.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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