Rsa Monte, le assunzioni chieste dal Pd: le conversazioni tra Sindaco, imprenditore, assessora e consigliere

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A Monte Sant’Angelo non si parla d’altro, da diverse settimane, dietro le quinte, che del caso assunzioni nella rsa (residenza sanitaria assistenziale) Villa Santa Maria di Pulsano, dal 2024 gestita dalla molfettese Innotec di Damiano Minervini. La struttura, che ha oggi come direttrice la dottoressa Enza Spadavecchia, balzò agli onori delle cronache nel 2017, quando la cooperativa Sanitaria Service fu colpita da interdittiva antimafia per via della presenza, tra gli allora dipendenti, delle compagne di due uomini del clan Libergolis, Matteo Pettinicchio (cugino del gestore Totaro) e l’attuale reggente del clan dei Montanari, Enzo Miucci. A novembre 2017 l’allora prefetto di Foggia Massimo Mariani dispose la nomina del dottor Francesco Bevere, direttore generale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), quale commissario unico per la straordinaria e temporanea gestione della struttura, già gestita da Sanitaria Service. Infine vi fu il bando ASL, vinto da Innotec con la cooperativa Santa Chiara di Manfredonia. Ora la rsa è invece al centro di un esposto anonimo che, corredato da screenshot di conversazioni e messaggi vocali Whatsapp, è stato inviato a diverse testate giornalistiche locali e alla Procura. Dopo aver insinuato che la rsa non avrebbe “i requisiti strutturali previsti del regolamento regionale per l’accreditamento e il funzionamento delle RRSSAA”, vi si sostiene che “il sindaco Pierpaolo d’Arienzo e l’assessora ai servizi sociali Lea Basta” non eserciterebbero “alcun controllo sul funzionamento della struttura”. Ma, soprattutto, si insinua che Innotec assuma persone indicate dal Comune, o meglio dalla maggioranza. Il materiale allegato fa riferimento ad un caso specifico, che però alimenta il sospetto di un modus operandi già verificatosi in altre circostanze. La vicenda attiene ad una signora di Monte Sant’Angelo, cui sarebbe stato promesso da un consigliere comunale di maggioranza, a lei vicino, un posto di lavoro presso la rsa Santa Maria di Pulsano. Va detto che la donna non figura oggi nell’organico ma quello che si intuisce dalle chat Whatsapp è come la maggioranza piddina, dal primo cittadino Pierpaolo d’Arienzo all’assessora Basta, al consigliere comunale Antonio Masulli (tutti dem), si sia spesa affinchè l’assunzione avvenisse. Nessun reato, ma una situazione del tutto imbarazzante - dopo la diffusione di tale materiale – per l’amministrazione che, insediatasi la prima volta nel 2017 dopo il ritorno del Comune a gestione ordinaria (in seguito allo scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose del 2015), si è sempre proclamata legalitaria.

Peraltro, d’Arienzo è anche segretario provinciale Pd e coordinatore regionale di Avviso Pubblico, rete di enti locali di schieramenti politici diversi, che operano per prevenire e contrastare mafie e corruzione. All’articolo 6 la Carta di Avviso pubblico obbliga gli aderenti a evitare le pressioni indebite: “L’amministratore/amministratrice si astiene dal chiedere o dall’esigere da concessionari o da gestori di pubblici servizi, ovvero da soggetti che hanno in corso rapporti di natura contrattuale con l’amministrazione, l’esecuzione di (o l’astensione da) qualsiasi atto da cui possa derivargli un vantaggio personale diretto o indiretto, o che assicuri ad altri soggetti - compresi i parenti o affini - od organizzazioni, analogo vantaggio in termini di natura economica, mediante prestazioni di attività professionali, conferimento di beni e servizi e assunzioni di personale”. Una situazione ora imbarazzantissima anche per via dell’estrema vicinanza di d’Arienzo e dell’intera maggioranza comunale al vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese, dominus del Pd di Capitanata e originario proprio di Monte Sant’Angelo, colui che ha affidato la guida del partito provinciale all’amico sindaco.

Oggi, a dieci anni dal primo scioglimento di un consiglio comunale in provincia di Foggia (da allora ne sono seguiti altri cinque, tra cui il capoluogo Foggia), il clima nella città Unesco resta avvelenato e la narrazione, che ha distinto tra buoni (il monocolore Pd in carica da otto anni) e cattivi, artificiosa. La vicenda che ora si racconta rischia di essere solo un rarissimo caso emerso in superficie per una rottura dei patti, ma la sensazione è che non sia stato affatto l’unico e nel Pd, cittadino e provinciale, si impone una riflessione etica e politica rispetto all’accaduto. “Ci siamo costituiti come parte civile nel processo Mari e Monti, che lo si ricordi pure in questo frangente spiacevole”, commenta a l’Attacco una fonte comunale di maggioranza. I fatti si sono svolti tra luglio ed agosto, quando nel paese garganico la vicenda ha cominciato a circolare tra i beninformati grazie a messaggi e audio diffusi.

Ma ecco la conversazione Whatsapp tra d’Arienzo e Minervini in relazione all’assunzione della donna come infermiera. Pierpaolo d’Arienzo: “Buongiorno Damiano, nonostante il nostro colloquio di Foggia, si continua ad agire in maniera autonoma e a non tener conto delle cose che ci siamo detti. Ultimo caso infermiere, dove la scusa è la tempistica. Prendo atto, ma se devo continuare a occuparmi della struttura almeno non vorrei essere preso in giro. Ti saluto”. Damiano Minervini: “Mi spiace Pierpaolo ma ti hanno informato male. Stiamo ancora cercando. Non abbiamo assunto nessuno. Anzi se ci fosse qualche candidatura dal territorio nei saremmo ben lieti. Purtroppo io ho una sola parola. Fammi sapere. Un caro saluto”. Sindaco d’Arienzo: “Chiamati allora Enza Spadavecchia. Lei è a conoscenza di tutto. Ha appena finito di parlare con la mia assessora Lea Basta”.

Di questa conversazione e dell’intero caso l’Attacco avrebbe voluto parlare sia con d’Arienzo che con Minervini, ma mentre il primo non ha risposto in alcun modo il secondo ha sostenuto di non ricordare.

La direttrice Spadavecchia ha poi chiamato l’infermiera, raccomandata dai vertici comunali, la quale, su richiesta di Spadavecchia, ha inviato il proprio curriculum vitae, come si evince da un altro screenshot di conversazione tra le due donne. “Buonasera, riguardo al colloquio di questa mattina ho consultato il mio datore di lavoro il quale mi ha indicato come preavviso un tempo di 30 giorni, dunque avvierò la procedura il 30 luglio e l’ultima settimana di agosto usufruirò delle ferie non godute per poter iniziare l’affiancamento da voi. Resto a disposizione per un colloquio telefonico per qualsiasi chiarimento. Le auguro una buona serata”, ha poi scritto la signora a Spadavecchia, che ha risposto “Ok, perfetto”.

L’indomani l’infermiera ha scritto alla direttrice della rsa: “Buongiorno dottoressa, chiedo scusa se la disturbo. Volevo solo comunicarle che ho provveduto a formalizzare le mie dimissioni presso l’azienda presso la quale lavoro attualmente a decorrere dal 1° settembre. Le ho inoltrato la comunicazione anche via mail. Attendo vostre indicazioni. Le auguro una buona giornata”. Secondo l’autore dell’esposto, a metà luglio era stato assunto presso la rsa un altro infermiere, il quale a sua volta sarebbe stato segnalato da due altri componenti della giunta comunale. Questo sarebbe stato il motivo per cui d’Arienzo era risentito con Minervini e chiedeva di non essere preso in giro.

Numerosi gli audio Whatsapp allegati all’esposto anonimo. In uno, una voce femminile si qualifica come “la dottoressa Spadavecchia, presidente della Innotec che gestisce la rsa di Monte Sant’Angelo” e chiede all’infermiera “raccomandata”: “Ti ha contattata tempo fa una mia collaboratrice, la dottoressa Ricucci. Volevo sapere se domani mattina fossi tu disponibile a fare una videochiamata con me, per fare due chiacchiere e capire come risolvere il tutto. Fammi sapere se sei disponibile”. In un secondo audio il consigliere Masulli afferma, presumibilmente con la donna: “Mi ha appena chiamato Lea (l’assessora Basta, ndr), dicendo che lei farà il passaggio. Si è fatta dire com’è andata, io le ho spiegato tutto quello che mi hai detto. Ha detto: “Va bene, adesso vedremo. A me avevano detto sicuramente indeterminato e sul tempo full o part -time non avevano detto nulla. Adesso parlerò con Minervini che sarebbe il capo, quello che ti farà chiamare”. Va bene?”.

Nel terzo si sente l’assessora Basta dire, rispondendo a Masulli: “Anto’, praticamente tutte le nuove assunzioni, da quello che so, oss e tutti, sono state fatte a tempo determinato. Capito? Questi qua erano quelli che avevano…il vecchio. Quindi secondo me sarà a tempo pieno e determinato, per il momento, e poi passerà a indeterminato. Dobbiamo chiedere, va bene?”. Nel quarto audio ancora Basta: “Anto’, chi ha presentato le dimissioni aveva contratto a tempo pieno e indeterminato, quindi teoricamente dovrebbero fare lo stesso. Dice che domattina quello là deve venire, quindi ci potrò parlare a voce”. Nel quinto sempre l’assessora: “Sicuramente il tempo sarà pieno, dobbiamo capire se sarà determinato o indeterminato. Questa cosa te la potrò dire domani”.

Sesto audio, ancora Basta: “Ehi Anto’, dobbiamo chiedere perché da quello che so anche gli oss, che prima avevano l’indeterminato, in questo momento stanno a tempo determinato. Quindi, secondo me, non so questi come si vogliono muovere, però è molto probabile che questi fanno a tutti così. Io, poi, mi ricordo che nelle strutture private funziona così. Anche mia sorella per un po’ di anni ha avuto il determinato e poi l’hanno trasformato in indeterminato”. In un altro audio si sente l’assessora Basta dire a Masulli: “Ieri ho voluto chiamare Minervini proprio per dirgli “all’infermiere ci pensiamo noi”. Ancora questi poi fanno il passaggio da questa a quella…E quello ha detto “sì sì, allora ci pensate voi”. Secondo me sono tutti a tempo determinato. Poi dopo chiedo ancora meglio. Un’altra lamentela era che i primi contratti sono stati fatti tutti a tempo determinato, perché per l’azienda è meglio così, da trasformare poi in tempo indeterminato quando dicono loro. Capito?”.

Nel settimo vocale Basta dice al compagno di partito Masulli: “Ehi Anto’, questa cosa non te la so dire. Però chiedo subito a Giovanni il cugino che tipo di contratto aveva. Capito?”. Chi possa essere tale Giovanni è incerto, però in un altro audio si sente Masulli dire alla donna: “Poco fa mi ha chiamato Giovanni Vergura (assessore comunale Pd ai lavori pubblici, ndr), mi ha detto: “Anto’, io ho saputo una cosa. A Pulsano hanno chiamato a fare l’infermiere, da luglio, da quando se n’è andato mio cugino, un certo P.G. Questo qui sarebbe il fidanzato della figlia della professoressa di italiano di Antonella e Maria Laura. Io ho detto “e chi l’ha indicato?”. “Questo sarebbe vicino a Rosa Palomba (vicesindaca Pd e assessora alla cultura, ndr). Al che ho fatto uno più uno: quindi Generoso (Rignanese, assessore Pd al bilancio, ndr) ha avvisato Rosa Palomba e Rosa Palomba si è infilata. Subito dopo che Giovanni ha chiuso, mi ha chiamato Lea Basta dicendomi la stessa cosa, dicendomi “Anto’, io sono stata adesso dal sindaco. Ti devo dire una cosa brutta, etc. Il sindaco sta come una bestia, mo sta chiamando perché questa cosa non deve andare così. E insomma adesso stanno succedendo casini, ti volevo informare di questo. Tu ora sai che devi fare? Perché loro mi hanno chiesto, Lea mi ha detto “ma tu sei sicuro”, pure Lea perché già me l’aveva chiesto ieri Giovanni, “che lei è stata chiamata e non ha detto di no?”. Ho detto “sono sicurissimo”. Ha detto “allora questa è la scusa che hanno usato per far passare avanti quello e aiutare Rosa”. E niente, ti aggiorno e vediamo cosa succede. Tu avvisa Giuseppe di questi movimenti e del fatto che io sto incazzato e che stiamo vedendo, ma non fare i nomi di Generoso e Rosa Palomba. Di’ che pure il sindaco sta incazzato, perché è la verità”.

Stando a quando trapela, la signora lavorò per un paio di giorni nella rsa, dal 26 agosto, per poi abbandonare il posto sentendosi gli occhi puntati addosso visto che il caso era diventato di dominio pubblico. Un audio dimostra le Spadavecchia le chiese fino a quando sarebbe stata impegnata con l’altra impresa: “Vorrei capire: tu fino al 31 agosto sei con loro? Le tue dimissioni partono dal primo settembre?”. E la donna rispose: “Se la cosa è sicura io dal 28 potrei usare le mie ultime ferie”. Spadavecchia: “Ok”. Infermiera: “Volendo posso anche anticipare al 26. Mi faccia sapere lei”. Spadavecchia: “Ok, sì certo”. Infermiera: “Io vorrei solo avere la certezza che la cosa si farà, chiedo venia per la franchezza ma avendo dato le dimissioni la situazione mi crea un po’ ansia”. Spadavecchia: “Certo”.

Focus 
Era marzo 2024 quando il piemontesiano dg dell’ASL FG Antonio Nigri annunciò con soddisfazione che la rsa per non autosufficienti, ex Rssa Villa Santa Maria di Pulsano di Monte Sant’Angelo, aveva un nuovo gestore. La procedura pubblica di affidamento si era conclusa con l’aggiudicazione al RTI (raggruppamento temporaneo di imprese) formato dalle società cooperative sociali Innotec di Molfetta e Santa Chiara Clarissa di Manfredonia (alias Michele La Torre), che aveva proposto l’offerta economicamente più vantaggiosa. La durata dell’appalto era di 60 mesi, con facoltà di proroga per ulteriori 12 Giunse a termine, così, un difficile e complesso percorso iniziato con l’interdittiva antimafia del 2017 alla società che gestiva la rsa e un successivo periodo di commissariamento. Di qui la decisione della giunta regionale pugliese di affidare le redini della struttura alla ASL di Foggia.

La Direzione strategica, con deliberazione del 28 agosto 2023, aveva indetto una gara europea a procedura aperta telematica per l’affidamento della gestione dei 41 posti letto e l’individuazione dell’immobile sede della struttura socio-sanitaria. L’importo complessivo (costo fisso) per l’intero periodo contrattuale ammontava a 4.484.882,75 euro. La stazione appaltante si è riservata la facoltà di prorogare il contratto per una durata massima di 12 mesi, alle medesime condizioni. L’importo stimato di tale opzione era pari a 896.976,55 euro, salvo aggiornamento prezzi per variazioni tariffe dovute a sopravvenuta normativa regionale. L’importo complessivo massimo stimato ammontava, considerando tale opzione, a 5.381.859,30 euro. La struttura, situata lungo la strada che dal centro abitato di Monte Sant’Angelo conduce all’abbazia di Pulsano, si rivolge alle persone anziane residenti in città e nei comuni del Distretto Socio Sanitario di Manfredonia in condizioni di auto e/o non autosufficienza fisica, psichica e socio - relazionale, per le quali non è possibile, temporaneamente o definitivamente, il mantenimento nel proprio ambiente familiare e sociale.

“Oggi”, dichiarò Nigri, ex sindaco di Monte di centrodestra, ora piddino, “trova finalmente conclusione una lunga e difficile vicenda durata sette anni. Grazie all’impegno congiunto di Regione, ASL e Comune, è stata salvata la Residenza che potrà continuare ad accogliere i più fragili. Un risultato che ci rende fieri in quanto la struttura rappresenta un importante presidio sociale per il territorio, per gli anziani bisognosi di assistenza e per le loro famiglie. Salvaguardati, inoltre, i posti di lavoro di tutti gli operatori della sede”.

Come previsto dal disciplinare di gara e dal capitolato tecnico, infatti, ferma restando la necessaria armonizzazione con la propria organizzazione e con le esigenze tecnico organizzative e di manodopera previste nel nuovo contratto, l’aggiudicatario ha dovuto garantire la stabilità occupazionale del personale, assorbendo prioritariamente nel proprio organico i lavoratori già operanti nella struttura, alle dipendenze del precedente gestore. Innotec, nata nel 2016, è un’organizzazione specializzata nella fornitura di servizi integrati nel settore socio-sanitario. Tra i servizi offerti ci sono l’assistenza domiciliare integrata, servizi di assistenza domiciliare, servizi sociali vari.

 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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